Recensione: Dylan Dog – Cronache dal pianeta dei morti

Editore Bao Publishing
Autori Bilotta – Di Giandomenico – Vetro – Martinello
Prima pubblicazione Dylan Dog Color Fest nr. 2/Dylan Dog Albo Gigante nr. 22/Dylan Dog Color Fest nr. 10
Prima edizione italiana Giugno 2014
Formato Cartonato, 16,5 x 21,5
Numero pagine 192

Prezzo 16 euro

– Guarda quei morti come sono patetici… sembrano voler imitare la vita…
– Chissà che non sia quello che abbiamo sempre fatto anche noi vivi… 

LA STORIACronache-Pianeta-morti

In un futuro non troppo lontano, a Londra, un’epidemia sta facendo tornare i morti dalle tombe, ovviamente affamati di carne umana. In questo scenario si muove un Dylan Dog di mezza età che, smessi da tempo i panni dell’indagatore dell’Incubo e diventato ispettore di polizia, si trova a dover fare i conti con i propri drammi personali prima ancora che con l’emergenza che sta mettendo a ferro e fuoco il paese. Per riuscire nell’impresa, l’Old Boy, deve venire a patti con un errore del passato che lo tormenta: accettare quello che è diventato e soprattutto quello che gli riserva il presente, sullo sfondo di una campagna elettorale decisamente controversa.

LA CRONOGRAFIA DEI VIVI MORENTI565_13846862776101

La particolarità di questa trilogia è che la vicenda è raccontata al contrario: il primo episodio in ordine di lettura è infatti quello finale, mentre l’ultimo racconta la genesi della storia. Questa soluzione aumenta ancora di più il senso di disperazione e il pessimismo che si respira nelle pagine. Si arriva all’ultimo racconto quindi con una sensazione di cupa rassegnazione: conosciamo la storia e sappiamo come si è svolta, la sola cosa che possiamo fare è assistere impotenti all’inizio, alla nascita inesorabile degli eventi. Vorresti entrare nel flusso della trama, avvertire Dylan, prepararlo, vorresti impedire che certi avvenimenti accadano, ma non è possibile: non soltanto perché, ovviamente, stiamo parlando di un libro, ma perché è tutto già scritto.

Tutto visto.
Tutto inesorabile.fotomartinello

OH REALITY, THOU ART A HURTLESS BITCH!

Parafrasiamo l’immortale Sheldon Cooper (non servono presentazioni vero? ndr) per parlare del concetto di realtà, ovvero: l’insieme di ciò che esiste realmente e concretamente. Il reale in una storia di zombie? Sì, il reale che dilaga e fa paura, in una storia di zombie. Il tono scuro, freddo, delle vicende narrate nel volume, infatti, è assolutamente irrevocabile e le azioni che Dylan compie hanno quindi delle conseguenze, esattamente come nella realtà. E certe azioni, certe scelte non lasciano scampo. Non ci sarà il prossimo numero in cui tutto ritorna allo status quo a salvarci.Dylan-Dog-Martinello Esattamente come nella realtà.

Nella vicenda saltano tutti i punti di riferimento che eravamo abituati ad associare al personaggio. Si fa spazio a un senso di insicurezza, di abbandono e di disperazione che condividiamo sempre di più con il protagonista. Dylan, infatti, è solo e si trascina con la consapevolezza di non avere l’alternativa di un futuro. Non c’è per nessuno questo futuro. Incertezza sul proprio destino, sensi di colpa, solitudine e angoscia: chi di noi non ha mai vissuto momenti in cui questi fattori hanno fatto capolino nella nostra vita? Bene, il Dylan di queste pagine vive tutto questo ed è impossibile non provare paura, non fare una riflessione su di sé e sulle proprie incertezze, non sentirsi assolutamente solidali con lui. Perché tutto questo compendio oscuro di emotività è verosimile, in maniera agghiacciante, alla realtà.

IN CONCLUSIONEdylan-dog-lord-wells

Bilotta immagina un mondo in cui ormai le differenze tra i vivi e i non morti sembrano annullarsi, in cui anche la morte stessa diventa un lusso inarrivabile: non esiste più l’eterno riposo, solo l’eterna condanna. Un mondo in cui la frase rischiare la vita perde di significato e in cui a fare ben più paura è il rischiare la morte. Una trilogia cinica all’inverosimile, eppure colma di una poesia che è propria di quei dolori della natura umana, che non se ne andranno mai. Che ti struggono e, allo stesso tempo, ti straziano tanto sono sublimi. Quei dolori che giacciono sul fondo di una bottiglia, tenuta a distanza per troppo tempo e che alla fine ha avuto la meglio. Se questo volume avesse una colonna sonora sarebbe Spiderland degli Slint.27127_rg_ddcf10Avig02

A chiudere la squadra il trio Di Giandomenico, Vetro e Martinello. Le loro tavole accompagnano alla perfezione le fosche tinte della trama, l’alternanza del colore del primo e dell’ultimo racconto con il bianco e nero della parte centrare sottolineano la sensazione di smarrimento che assale il lettore. Una nota a parte merita la colorazione di Martinello, autore tra l’altro anche della copertina, che nel capitolo conclusivo regala alla vicenda un tono freddo e quasi gotico. Una vera gioia per gli occhi.

L’EDIZIONE

Bao Publishing confeziona un volume impeccabile. L’attenzione, la cura e l’amore della casa editrice milanese per  “l’oggetto libro” mi lascia ogni volta a bocca aperta. Il volume si presenta come un bellissimo cartonato e in un formato simil-bonellide che permette una lettura comoda e agile. Ogni storia è accompagnata da un’introduzione del suo autore, una sorta di dietro le quinte, e da una breve presentazione del disegnatore. In appendice al volume troviamo ancora una volta Bilotta che racconta la genesi della trilogia e, in ultimo, una serie di studi grafici sui personaggi.Dylan-Dog-Color-Fest-Martinello45454

Per tutti i fan dell’Indagatore dell’Incubo ma non solo: un volume che soddisferà i palati di tutti coloro che amano il fumetto italiano d’autore.

Di seguito potete trovare una succosa anteprima del volume Bao.


Dylan Dog: Cronache dal Pianeta dei Morti
Dylan Dog #1 – L’alba dei morti viventi
Dylan Dog – Il sorriso dell’Oscura Signora
Tutti gli incubi di Dylan Dog
Dylan Dog – Statua Figure



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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5 Risposte

  1. 20 giugno 2014

    […] (se ve li siete persi, qui potete andare a leggere il reportage dell’incontro e la recensione), abbiamo incontrato Paolo Martinello, che ha curato sia i disegni sia la colorazione della terza […]

  2. 10 luglio 2014

    […] gli altri articoli sulle Cronache vi rimando all’evento della BAOtique, alla recensione del volume e all’intervista esclusiva a Paolo Martinello, disegnatore della terza storia e della […]

  3. 17 settembre 2015

    […] recuperare gli avvenimenti pregressi, tre sono le tappe che hanno segnato questa saga finora: Il Pianeta dei Morti (2008) di Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico; Addio, Groucho (2013), con Paolo Martinello […]

  4. 29 settembre 2015

    […] volete saperne di più sulla trilogia dedicata al Dylan Dog del futuro, potete andare a leggere la recensione del volume e le interviste a Paolo Martinello e Carmine Di […]

  5. 20 ottobre 2015

    […] Una serata incredibilmente interessante, incentrata su quello che è, a mio personalissimo giudizio, il miglior Dylan Dog scritto negli ultimi anni. L’albo in edicola è assolutamente godibile anche da chi non ha letto le storie precedenti de Il Pianeta dei Morti ma, nel caso vogliate recuperarle, in libreria potete trovare la raccolta Cronache dal Pianeta dei Morti, pubblicata da BAO Publishing e di cui potete leggere la nostra recensione. […]

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