Recensione: Gon Jurassic Pest

Editore Kodansha
Autori Masashi Tanaka
Prima pubblicazione 1992
Prima edizione italiana 1992
Formato
Numero pagine variabile

Prezzo

SENZA TEMPO, SENZA CONFINI

La storia è semplice: non c’è storia! Gon un dinosauro di mezzo metro esercita la sua minuta e robustissima corporatura in un’era dove la sopravvivenza era l’ordine unico di tutti gli esseri viventi. Masashi Tanaka ci delizia con una serie di numerosi episodi, che si tramutano in avventure ora comiche, ora drammatiche, ora impossibili, ma sempre intrise di una componente naturale preponderante. Le storie che ci passano tra le mani sono tavole di finissimo pregio e dal contenuto artistico elevatissimo; le specie animali prese in prestito per arricchire i contenuti sono curatissime visioni, non c’è utilizzo di retini adesivi, le campiture sono il frutto di un’abilissima mano che corre rapida, mossa da una mente divertita. I personaggi non parlano mai e nessuna tavola è arricchita da suoni o onomatopee, non ce n’è bisogno, la dinamicità delle scene suggerisce precisamente ciò che accade, lasciando che ognuno leggendo compia la propria parte di partecipazione.

testo

MOLTI MONDI

Gon si fa amare, come quelle cose e persone che sono al di là della giustizia, della bontà, del senso di appartenenza perché il piccolo dinosauro non ha altra legge che la sua, e la fa rispettare a costo di rovesciare il mondo, e statene certi sarebbe capace di riuscirci. Le sue vicende non hanno una cronologia precisa ne nessun tipo di collegamento, basta pensare che sono ambientate in continenti molto diversi tra loro, in habitat differenti, dove per altro sembra sempre trovarsi a suo agio. Se da una parte strappa qualche ingenuo sorriso a chi impaziente si lascia comprare da una statura inadeguata, o dalla goffa lunghezza degli arti piccolissimi, dall’altra mette subito le cose al proprio posto, buttando in campo una forza mastodontica e una cattiveria smodata. Gon in fondo si occupa solamente di mangiare e dormire, ma non disdegna affatto di rendersi antipatico, cattivo, devastante, arrogante, traboccante……. sa adeguarsi al mondo marino con eccezionale destrezza, così come sopravvivere al deserto più arido, non c’è preda o predatore che possa tenergli testa e se qualcuno pensa il contrario capirà ben presto che ha fatto dei conti sbagliati.

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COSI’ GIURASSICO DA NON ESSERE CONOSCIUTO

Purtroppo questo fumetto non ha avuto, almeno in Italia, il seguito che meritava. Vincitore in patria di premi prestigiosi è diventato di recente pure una serie animata. Quando si parla di Gon non è giusto parlare di manga, infatti rappresenta un fumetto nel senso più ampio del suo significato. Apprezzato da moltissimi disegnatori in tutto il mondo, rappresenta un ottimo lavoro grafico e comunicativo; sfogliando e risfogliando queste pagine si ha la sensazione di avere tra le mani uno storyboard pronto per un film, una sequenza di scene fermate in fotogrammi ad alta qualità. Masashi Tanaka ci apre una porta su un nodo che non c’è più e ci lascia su quella porta ad osservare le meraviglie della natura proiettate dalla sua fantasia.



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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