Recensione: Hilda e la parata dei pennuti

Editore BAO Publishing
Autori Luke Pearson
Prima pubblicazione Nobrow – 2013
Prima edizione italiana BAO Publishing – 2014
Formato Cartonato – 21×30
Numero pagine 48

Prezzo € 14.00

Hilda e la parata dei pennuti è il terzo volume della fortunatissima saga di Luke Pearson dedicata a Hilda, una delle protagoniste più irresistibili del mondo delle nuvole parlanti. In questo libro la bimba più in gamba del fumetto britannico si trasferisce in città. Abbandoniamo quindi lo scenario incantato dei precedenti volumi per inoltrarci in una fiaba urbana, che non tradisce nemmeno di una virgola l’atmosfera magica e avventurosa a cui Pearson ci ha ormai abituati.

Hilda country

HILDA E IL SUO MONDO

COVER-HILDA-E-LA-PARATA-DEI-PENNUTI coverChi è Hilda? Per chi non avesse letto i primi due volumi della serie, spendiamo qualche parola per introdurre il personaggio e l’universo fantastico in cui si muove. Hilda è semplicemente una delle più furbe, curiose, avventurose e sagge bimbe che vi capiterà mai di incontrare nel mondo del fumetto. Nata dalla mente e dalla penna del talento inglese Luke Pearson, Hilda ha i capelli blu, le gambe a stecchino e una decisa e sana curiosità per tutto ciò che la circonda. Vive con la madre e il piccolo Twig, un buffo animaletto che la segue sempre nelle sue esplorazioni.

Hilda sassiNelle prime due avventure (Hilda e il Troll e Hilda e il Gigante di Mezzanotte – ndr) l’ambiente in cui si muove la protagonista è la campagna. Hilda infatti vive con la madre in una valle in cui montagne, fiumi e foreste sono a portata di naso, un luogo in cui la natura unitamente al gusto per l’esplorazione, sono il binomio che porta alla protagonista un mare di avventure. Troll, giganti, omini di legno, piccoli elfi e strani gattoni volanti, tutto questo e molto altro popola le pagine delle storie di Hilda. Un universo fiabesco che cattura, alleggerisce l’animo e fa viaggiare la fantasia.

Una delle caratteristiche vincenti della serie è la naturalezza narrativa della scrittura di Pearson. Nelle avventure di Hilda spesso l’elemento fantastico non viene forzatamente evidenziato con spiegazioni verbose ma tutto viene accolto in maniera molto spontanea, tanto dalla piccola protagonista, quanto dal lettore. Ed è proprio questa spontaneità che rende paradossalmente l’elemento fantastico così incredibile e allo stesso tempo naturale. Se ad esempio è normale che esistano dei troll, oppure che in cielo ci siano strane creature volanti, allora… è normale. Semplicemente. Non si perde tempo con spiegazioni superflue e le sole volte che nel corso della lettura si incontra un qualche chiarimento, allora è perché questo è utile e risulta funzionale alla storia. In caso contrario si accetta tutto. Un po’ perché per Hilda stessa certe cose risultano usuali e un po’ perché… Be’ perché come potrebbe essere altrimenti? In fondo se trovassimo una spiegazione a qualunque cosa, a cosa servirebbe la fantasia?

Il pregio di questi volumi è che possono essere letti autonomamente e allo stesso tempo mostrano, se letti nel giusto ordine, la crescita dei personaggi e del mondo fantastico in cui si muovono. Un’ulteriore conferma del fatto che le avventure di Hilda siano davvero per tutte le età. Ma di questo parleremo più avanti. Quindi niente paura, non avete letto i precedenti libri? Potete tranquillamente partire da questo terzo capitolo. Sappiate però che verrete risucchiati in un mondo di avventure ed emozioni di cui difficilmente potrete fare a meno. Io vi ho avvisato.

Hilda city

HILDA GOES TO THE CITY

In questo terzo volume lo scenario cambia e Hilda, sua mamma e Twig vanno a vivere a Trolberg, una grande città. La novità porta con sé nuove abitudini e le prime limitazioni. Già, perché se in campagna uscire di casa e fare una passeggiata era un’abitudine normale e “sicura”, in città non è la stessa cosa e per una bimba piccola i pericoli possono essere molti, si rischia di perdersi o peggio, si rischia di fare brutti incontri. Per fortuna i compagni di scuola salvano Hilda dalle ansie della mamma e la portano fuori a giocare. La sera c’è la Parata dei Pennuti, una grande festa che coinvolge tutta la città e Hilda promette alla mamma di tornare in tempo per andare assieme con lei a vedere la parata. Se non fosse che… No. Mi fermo qui, quello che succede lo scoprirete leggendo, ma anche questa volta non mancheranno le avventure!

NUOVI SPUNTI

Il cambio di paesaggio offre nuovi spunti narrativi e rende il tutto molto più vario (ad esempio questo è il primo volume in cui Hilda e la madre non sono gli unici esseri umani ad apparire nel racconto – ndr). Hilda è una serie in evoluzione, lo si vede sin da subito nelle dinamiche tra la protagonista e la mamma, qui non più solo amica o figura a margine della storia, ma anche genitore a tutti gli effetti, con il carico di ansie e le difficili proibizioni (da imporre) tipiche del ruolo:

– Non andrai da nessuna parte.
– Perché no?
– Perché lo dico io!

Hilda statuaLe novità non riguardano soltanto i personaggi e la narrazione ma anche l’aspetto grafico e l’atmosfera. Pearson infatti conserva il tratto da cartoonista, con figure stilizzate e morbide e cura nel tratteggiare gli sfondi. Quello che cambia, che evolve e che accompagna il lettore, è l’uso del colore che muta in funzione del racconto, sottolineando gli stati d’animo e le atmosfere che caratterizzano la storia. In primo luogo il grigiore, siamo in città e il colore è quasi spento, apatico e sconsolato, esattamente come la protagonista quando guarda fuori dalla finestra. Con l’incedere della storia i toni e i colori si fanno più scuri, creano la giusta atmosfera e caricano di phatos e paura il racconto: arriva la notte e siamo nel cuore della vicenda, le tenebre e la sera avvolgono tutto e amplificano quel brivido, quella inquietante e sottile paura, tipico delle avventure di Pearson. Il finale è contraddistinto dai toni rossi, che scaldano l’umore e portano il lettore alla conclusione del libro.

IN CONCLUSIONE

Se vi siete lasciati sfuggire la serie, edita da BAO Publishing, potete cogliere l’occasione partendo da questa nuova avventura. Un racconto per tutte le età, perfettamente fruibile da chi ama le graphic novel d’autore così come da chi vuole raccontare la fiaba della buonanotte ai più piccoli. La bellezza dei libri di Luke Pearson sta nell’essere trasversali, arrivano a chiunque. Letteralmente.

Hilda runs

Consigliato a tutti, grandi e piccoli. Se volete prendervi una piacevole parentesi dalle brutture e dal grigiore di tutti i giorni, Hilda e le sue avventure sono la cura che fa per voi.

Ringiovanisce e fa bene allo spirito.


Hilda e la parata dei pennuti
Hilda e il troll
Hilda e il gigante di mezzanotte
Hilda and the Bird Parade
Hilda and the Black Hound



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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