Recensione: Hoarders

Editore Eris Edizioni
Autori Alessandro Caligaris
Prima pubblicazione Eris Edizioni, 2014
Prima edizione italiana Eris Edizioni, 2014
Formato 16,5×24 cm – Brossura – b&n
Numero pagine 224 pag.

Prezzo € 18.00

Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione.
(Edmund Burke)

Fuori dalla finestra la pioggia battente non da tregua e il freddo inizia a farsi strada negli spifferi. Il clima è perfetto per ritagliarsi un po’ di tempo per leggere. Questa volta a farmi compagnia c’è il graphic novel d’esordio di Alessandro Caligaris, Hoarders, pubblicato da Eris Edizioni, una piccola casa editrice indipendente che ultimamente sta sfornando un sacco di bella roba.

Hoarders - Orizzontale

LA STORIA

Hoarders -CoverHoarders: accumulo patologico o accaparramento compulsivo di una notevole quantità di beni anche se inutili o pericolosi. L’hoarding è una malattia, un disturbo patologico figlio, forse, della società in cui viviamo. Ma cosa succederebbe se a soffrirne non fosse solamente il singolo individuo ma l’intera popolazione? Da questo spunto nasce l’universo narrativo immaginato dall’autore: una società così vittima di sé stessa e dell’accumulo insensato da non trovare altra soluzione che la ghettizzazione. Dentro le mura vive il pulito, il socialmente accettabile, l’apparenza e la ricchezza, il Potere con tutte le sue laide derive ipocrite. All’esterno c’è la sporcizia, dove tutto ciò che non trova posto nelle mura della City viene buttato e lasciato a marcire. Un “fuori” che è casa degli ultimi, dei reietti e degli scarti della società. Ed è proprio qui, all’esterno delle mura, che facciamo la conoscenza di un gruppo di freaks che partirà per una missione incerta quanto la loro esistenza: riconsegnare la piccola Parish Hitler al padre, il Santo Trafficante, colui che detiene le redini del potere nella City, per alcuni il messia e per altri un mafioso che si è fatto strada con la corruzione e la violenza.

IL VIAGGIO

Hoarders - Pag. 4La narrazione è strutturata in capitoli e al centro troviamo il viaggio dei protagonisti alla ricerca del Santo Trafficante. Capitanati dal predicatore Master Thoreau, il manipolo di reietti è composto dal Dottor Bobbit, uno scienziato violento e psicotico dedito alla sperimentazione su cavie umane e non; Kafka, espulso dalla City per via della sua incapacità di controllare la rabbia, costretto in una camicia di forza e cavia preferita del Dr. Bobbit; Parish Hitler, la piccola bambina figlia del Santo Trafficante, colui che ha il potere di decidere della vita e della morte di tutti gli essere nella City. Nel corso del cammino il gruppo incontra numerosi personaggi e pian piano si delinea la struttura del racconto, si mette a fuoco il contesto narrativo e l’essenza dei personaggi emerge attraverso brevi flashback che fanno luce sul loro passato.

Nonostante il percorso della storia non sia propriamente lineare, il volume è ben scritto, il ritmo della narrazione è altissimo e non ci sono cali di tensione. Si è pervasi da quel meccanismo inarrestabile che porta a voler voltare pagina per sapere cosa succede, per capire dove andrà a parare la storia e per vedere se c’è un limite al peggio della società. Un viaggio delirante e allucinato, che passa attraverso lobby farmaceutiche, sadici esperimenti su cavie umane, una vera e propria caccia all’uomo per ricchi deviati e, ancora, pedofilia, razzismo e violenza.

The beast in me
Has had to learn to live with pain…
… God help the beast in me…

(Johnny Cash – “The beast in me”)

IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

Il tratto di Caligaris è ipercinetico e si presta perfettamente alla storia. Il senso di disordine e sporcizia che qui sono raccontati si fondono con il disegno nervoso dell’autore: le tavole strabordano di dettagli e si incastrano tra loro in un colpo d’occhio che lascia a bocca aperta. Un disegno armonicamente disordinato, forse a tratti impegnativo da seguire ma insostituibile. Difficile infatti immaginare Hoarders illustrato con un segno diverso da quello dell’artista torinese.

Hoarders - Vignetta

IN CONCLUSIONE

Un’opera che si presta a numerosi livelli di lettura: politico, religioso, sociale. Non si salva nulla sotto lo sguardo disincantato dell’autore, tutte le brutture del nostro tempo, tutti i mostri che vengono propinati e osannati quotidianamente, tutto finisce dentro l’incubo distopico e nichilista di Caligaris e ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente voluto. Un’opera che richiede senz’altro una rilettura, al fine di scorgere i numerosi dettagli “nascosti in bella vista“, i riferimenti, le citazioni e le freddure. In Hoarders nulla è casuale. Un libro nuovo e che stacca, sia graficamente che a livello narrativo, dalla odierna produzione fumettistica italiana. Un volume che si divora tutto d’un fiato, che fa leva sul nostro inconscio, su quel gusto macabro verso l’orrore più profondo, quel qualcosa che ci spinge a rallentare quando in macchina passiamo accanto ai resti di un incidente. Solo che stavolta i resti siamo noi e la vittima dell’incidente è la società.

Per stomaci forti e per chi cerca qualcosa di graficamente diverso. Un libro consigliato a coloro che amano indagare la dimensione sociologica del fumetto, esplorando le derive deviate della nostra società.

Hoarders - Orizzontale 02


Hoarders
Il muretto
Mox Nox
Fino all’ultima mezz’ora
Inverno rosso



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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4 Risposte

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  2. 1 giugno 2015

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  4. 11 aprile 2016

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