Recensione: I Am a Hero

Editore Big Comic Spirit
Autori Kengo Hanazawa
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana GP Puplishing 2011
Formato
Numero pagine
Prezzo 5,90 €

ANATOMIA DI UN NUOVO EROE

L’eroe da sempre è il personaggio più risoluto, più spregiudicato e più rapido nel saper leggere le situazioni e saperle risolvere con una punta di altezzosa sufficienza, così in modo da distinguersi immediatamente in una nuova gerarchia da stabilire. L’idea firmata da Kengo Hanazawa si discosta clamorosamente da questa visione, dipingendo un personaggio insolito, incerto, goffo, che risponde al nome di Hideo Suzuki. Questo nuovo eroe non si erge con singolare velocità al ruolo di eletto, ma galleggia alla deriva degli eventi che via via aumentano di intensità e propagazione. I am a Hero è un manga che poggia le fondamenta su un territorio già sondato ma incredibilmente fertile, dove epidemie misteriose e zombi ridisegnano velocemente ampi scenari umani. Hideo, fallimentare mangana trentacinquenne, è il protagonista della storia; disordinato, disorientato, è tutto quello che non siamo abituati a sostenere in queste circostanze. Costretto a difendersi prima ancora di capire cosa sta succedendo, da inizio alla sua incredibile storia, che corre parallela alla consapevolezza di doversi adeguare per poter avere qualche possibilità di salvezza. Ha inizio una lenta e complessa evoluzione, una costante crescita frastagliata dalla rigidissima educazione nipponica consolidata sull’ordine e la correttezza, sul rispetto delle regole e delle persone.

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COSA STA SUCCEDENDO?

Il tema degli zombi o simili sembra sempre attingere alle stesse idee. In questo manga però avviene qualcosa che sfugge alla consuetudine sui non morto o risvegliati che si voglia immaginare; ci si trova coinvolti in un mondo in completo cambiamento, dove un virus(?), un esperimento(?) o chissà cos’altro ha infettato una parte ingente della popolazione. La storia è accarezzata con sapienza in modo da non essere svelata mai totalmente, gli episodi che condizionano le scelte sono complessi e intrisi di mistero, così che la curiosità è l’incredulità accrescono la voglia di capire che cosa sta succedendo. In fondo l’atteggiamento dei “trasformati” non è così nettamente delineato, infatti nel loro mutamento mantengono delle caratteristiche profondamente vive e umane, destando qualche perplessità agli ingenui abitanti in cerca di riparo. Lo scenario si allarga col passare del tempo, inquadrando un ampio paesaggio catastrofico, nel quale il saccheggio e la violenza si stanno sostituendo al buon senso e a un qualsiasi grado di umanità. Non aspettatevi sparatorie infinite e costruzioni belliche sorprendenti, in questa storia la lente di ingrandimento mette a fuoco personaggi reali, che per certi versi tirano avanti più con lo scetticismo che con il reale intento di offendere a morte questi nuovi esseri. Divertente è leggere tra le vignette di come alcune persone hanno deciso di barricarsi in casa e continuare a comunicare tra di loro solo con l’utilizzo di una chat, per mezzo della quale riescono a scambiarsi opinioni, paure, e conclusioni, ma non ci è dato si sapere se qualcuno di questi rifugiati ha capito o intuito la verità.

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ANALISI DI UN FUMETTO

A tutto quello che ho scritto fin qui va aggiunto che la storia si snocciola con un accurato senso del dettaglio che non decade mai. Si susseguono momenti di rarissima crudezza, documentati con fervente efficacia e puntuale minuziosità. Il segno, mediamente pulito lascia campo ad ampie campiture a retino, offrendo profondità di lettura e diversi piani spaziali. L’atmosfera varia repentinamente, smorzando la drammaticità di alcuni attimi con situazioni più rilassate e quasi comiche. L’albo si presenta come un bel volume corredato da sopraccoperta ben curata, l’edizione ci regala diverse pagine colorate e in senso più ampio si ha la sensazione di stringere tra le mani il risultato di una sapiente miscellanea di buone idee. Insomma consigli a tutti di procurarsi le copie di questo divertente manga.



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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