Recensione: Il mondo di Aisha

Editore Coconino Press
Autori Ugo Bertotti
Prima pubblicazione Novembre 2013
Prima edizione italiana Novembre 2013
Formato 17 x 24 – brossurato – b/n
Numero pagine 144

Prezzo € 17.50

QUALCOSA DI DIVERSO

Se guardo in alto lo schermo del mio computer, mi rendo immediatamente conto di quanto sarà inadeguato quello che sto per scrivere. Non perchè non sia in grado di recensire adeguatamente un’opera come Il Mondo di Aisha, di Ugo Bertotti, ma perchè, onestamente, questo nostro sito parla di fumetti. Questo oggetto parla di vita vera, colta nei viaggi e negli scatti della fotoreporter Agnes Montanari. Nessuno sceneggiatore ha immaginato la sorte di Sabiha, Hamedda e Aisha, molto più semplicemente le loro vite sono state raccontate in un reportage, fatto di fumetti. Un viaggio fatto di chine forti e tratti rapidi, buttati sulla carta a cogliere uno sguardo, un suono, uno scorcio. Un’opera interessante, sfaccettata e ampia. Ma certamente non un fumetto.

AISHA 1

..Lavorare e fare figli, Sabiha è stata comprata per questo. A scuola non è mai andata. Una vita povera come tanti nel villaggio. Nella sua famiglia si coltiva un po’ di sorgo, un po’ di cereali. Per chi vive in quelle condizioni, la priorità con una figlia femmina, è maritarla.

 

QUALCOSA DI MOLTO DIVERSO

AISHA 2Nelle 144 pagine del libro, troviamo tre storie di donne molto diverse fra di loro, ordinate su una specie di “scala di emancipazione”. La prima è l’undicenne Sabiha, venduta dalla famiglia per riuscire a sbarcare il lunario, ad un marito con il doppio dell’età. Hanno fatto un contratto, la bimba viene ceduta in sposa,  ma non può consumare fino all’arrivo del primo ciclo.  Il marito però non sembra disposto ad aspettare. Comincia con una violenza la vita della moglie yemenita: badare alla casa alla quale appartiene come un tavolo od un bicchiere, fare figli ed onorare Dio e il marito con una vita modesta, il corpo sempre ben coperto dal Niqab, il velo nero che la copre da capo a piedi, lasciando scoperti solo gli occhi. Il desiderio di vedere il mondo senza questo oscuro sudario, almeno quando la mattina prestissimo nessuno la guarda, le vale una pallottola nella schiena e la paraplegia. Ma non sarà un calvario lungo: nelle campagne dello yemen le condizioni igieniche e la possibilità di una convalescenza adeguata sono minime. I dottori le danno sei mesi, un anno di vita al massimo.

…È il padre dei miei figli. Gliene ho dati dieci. É morto venti anni fa e su di lui non c’è molto altro da aggiungere

AISHA 3Hamedda oggi è un’imprenditrice di successo, una delle donne più ricche e rispettate del paese. Ma è stata sposa bambina, ed ha combattuto per sopravvivere durante la guerra di indipendenza. Il lavoro era duro, e con il Niqab non si respirava, quindi non lo avrebbe indossato. Il lavoro era più importante delle voci delle donne che la chiamavano prostituta e degli sguardi concupiscenti degli uomini. Aisha è una donna moderna, che è nata e vive a Sana’a, la capitale, sua madre l’ha fatta studiare e lei lavora in una ditta di informatica. porta il Niqab con ironia e senza problemi, ma un fidanzato geloso le ricorda come il retaggio di secoli non si possa cambiare in poco tempo.

A voi occidentali il velo fa tanto effetto. Ma non capite che per noi non è così importante. Quello che ci preme veramente è lavorare fuori casa, insegnare, curare, fare politica… Se porti il niqab tutto questo è accettato più facilmente, gli uomini si sentono meno destabilizzati

CONCLUSIONI INEVITABILI

AISHA 5Tutto impressionante, l’islamismo e la Shari’a che permea ogni parte della vita del paese ed ogni ceto sociale, l’uso e l’abuso del Qat, un arbusto che produce un anfetamina naturale, consumato ovunque nel paese. Il problema è che questa opera, questo ibrido, che idealmente doveva essere l’anello di congiunzione fra un reportage fotografico e un fumetto, alla fine non riesce ad essere realmente, ne l’uno ne l’altro. Illustrare interviste e racconti , non è come realizzare un fumetto. E paradossalmente, al reportage giornalistico vero e proprio manca una adeguata parte grafica di foto ed immagini che aggancino l’esperienza della lettura al contesto. Vi prego però di non fraintendermi: questa è un’opera importante, che tratta della vita di un popolo, e non solo delle donne dello Yemen, solo che rispetto a veri fumetti, Persepolis in prima fila (ma gli esempi sono molti), non regge il confronto. Questa mia impressione tra l’altro prescinde la grafica,che è perfetta: ad una prima occhiata sembrano gli schizzi di qualcuno che non ha il tempo di disegnare tutti i particolari, perchè entro un attimo la scena che ha davanti agli occhi scomparirà fra la polvere. Se invece poi il lettore guarderà più attentamente, scoprirà tutti quei particolari che gli erano sfuggiti, emergere dalle tavole in negativo. Innegabilmente bello ma sfortunatamente messo a servizio dell’oggetto sbagliato.

Quindi acquistate questo bel librone se avete voglia di capire meglio le contraddizioni e le aspirazioni di un popolo, raccontate con gli occhi delle loro donne. Ma solo per questo. Se cercate un fumetto, vero e proprio però, le scelte sono altre.


Il mondo di Aisha. Storie di donne dello Yemen



LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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