Recensione: Il Nao di Brown

Editore Bao Publishing
Autori Glyn Dillon
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana 2013
Formato 19×26
Numero pagine 208

Prezzo non precisato

Mamma mi vuole bene… Mamma mi vuole bene… Mamma mi vuole bene…
– Nao Brown

Ci sono opere che, indipendentemente dal settore artistico al quale appartengono, riescono a toccarci nel profondo. Opere che, a prescindere dalle nostre preferenze, riescono a sfiorare le corde giuste per segnarci, emozionandoci e lasciandoci più ricchi di prima. Consapevoli di aver letto, visto o giocato qualcosa che trascende la mera classificazione bello/brutto. Come avrete intuito, Il Nao di Brown è proprio una di queste.

LA VITA DI NAO

Sebbene possa risultare un’opera piuttosto complessa e non immediatamente fruibile, dando sin dall’inizio una sensazione di profondità che potrebbe raffreddare i sentimenti dei lettori in cerca qualcosa di sbrigativo, il graphic novel di Glyn Dillon non sconfina mai nella noiosità o nella pesantezza narrativa.
I dialoghi sono molto ricercati ma non affaticano mai il lettore, cullandolo di pagina in pagina dall’inizio alla fine, portandolo a sfogliare l’opera con un senso di pesante leggerezza che in ogni tavola alimenta la curiosità di scoprire come si evolverà la vicenda.

Dillon presenta davanti ai nostri occhi, con sconcertante efficacia, ciò che è più difficile da rappresentare senza cadere nella noia: lo scorrere della quotidianità. Quella di Nao è la storia di una persona che potremmo incontrare domani uscendo di casa, costretta a convivere con una condizione psicologica traballante mentre la sua vita scorre sullo sfondo. La seguiamo nella vicende quotidiane, scandite da un lavoro in un negozio di giocattoli e dagli incontri in un centro buddista, costellate di relazioni interpersonali dalle diverse, significative sfaccettature con individui niente più e niente meno che “normali”.

HOW NOW BROWN COW

Nao attraversa la propria esistenza impegnata a conoscere e governare se stessa, accompagnata dal ricordo della madre e dalla rielaborazione di elementi centrali della propria infanzia proiettati sul mondo che la circonda.

Un viaggio alla ricerca della quadratura del proprio cerchio, con la mente sempre in movimento, proprio come la lavatrice che assumerà un ruolo centrale nella storia e la cui immagine si rifletterà, in uno scambio di battute, sugli enso neri  da lei dipinti.
Rotondi sono gli enso, rotondo è il movimento della lavatrice, rotondo il suono della ricorrente frase “How now brown cow”, utilizzata in lingua inglese proprio per esemplificare il suono delle vocali arrotondate. Rotonda è la narrazione, che si apre e si chiude con la solita fotografia spostata di qualche decennio più avanti.

NOW BUY BAO NAO

Il Nao di Brown, pubblicato in una stupenda edizione cartonata con pagine rosse firmata Bao Publishing, è quanto di più staordinariamente ordinario possa capitarvi di leggere,  una storia che scorre sotto i vostri occhi colpendovi ora in modo delicato, ora irruento, aggirando i classici canoni di giudizio per lasciare dentro di voi una traccia del suo passaggio.



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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4 Risposte

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