Recensione: Il settimo splendore

Editore Bao Publishing
Autori Leonardo Favia (Sceneggiatura) Ennio Bufi (Disegni) Walter Baiamonte (Colori)
Prima pubblicazione Novembre 2014
Prima edizione italiana Novembre 2014
Formato 17 x 23 Brossurato, Colori
Numero pagine 128

Prezzo € 15.00

Noi siam levati al Settimo Splendore,
che sotto ‘l petto del leone ardente
raggia mo misto giù del suo valore
(Divina Commedia – Paradiso XXI 13-15 vv.)

IL SETTIMO  SPLENDORE 1

TUTTI I TONI DELL’AMORE

Parlare di sentimenti veri, parlare di amore,  in un graphic novel di solito presenta più rischi che certezze, principalmente perché l’uomo parla, scrive e disegna amore dal momento in cui è stato generato, fino al momento in cui cessa di esistere. Il Settimo Splendore, opera ultima di Leonardo Favia ed Ennio Bufi, edito da Bao Publishing, è una testimonianza: mostra tutti i colori dell’amore che gli uomini riescono a donarsi. Dall’amore della madre per il figlio, l’amore dell’amicizia vera, incondizionata, arrivare all’amore degli altri , quello che non pensavamo esistesse, fino all’amore di un padre che non ti aspetteresti. E  l’amore per se stessi, quello che trascuriamo sempre e che invece rende possibile tutto il resto. Per darvi un’idea di questo fumetto,basterebbero queste  poche righe ma per presentarlo adeguatamente è necessaria qualche altra informazione.

…è inutile che mi nasconda con te. Sai come sono. Sai cosa non funziona in me…..Sai che sono rotto e che sto cercando di ripararmi…
(Modì)

PARIGI – BARI  ANDATA E RITORNO

La Parigi calda di Modì

Modì arriva a Parigi una mattina assolata. Sono passati undici anni dal morte della madre, e da allora non aveva più messo piede nella città dove è sepolta. Pensava di poter dimenticare in qualche modo la dolce figura di Sophie ma i fiori freschi che trova sulla lapide nel giorno della visita, risvegliano in lui un feroce desiderio di verità. Mentre il tempo scorre lento, incastrato tra giornate uggiose e notti chimiche, schegge della vita di Sophie arrivano nelle le mani di Modì, facendo riaffiorare i ricordi del bambino che a Parigi passava i pomeriggi a guardare opere d’arte con la madre, anche lei artista. Fra il passato che emerge mostrando tutta la sua durezza ed una strana storia nata all’alba di una festa, Modì si trova a fronteggiare quell’amore che fino era rimasto sepolto dentro di lui, lentamente soffocato da anni di sofferenza e dolore. Eppure a Parigi il primo incontro con questo sentimento era avvenuto subito, nascosto nelle parole rassicuranti e nei sorrisi di Henry, poi fra le braccia di Isabelle, o nelle parole di Jakob, ma anche nei modi bruschi della misteriosa Christa, amica della madre ai tempi dell’accademia e depositaria di un terribile segreto. Il Settimo Splendore è un lungo viaggio emotivo che il protagonista intraprende, una ricerca nel passato che alla fine lo porta a scoprire se stesso, attraverso l’amore delle persone che lo circondano.

…certe persone ci mettono una vita per capirlo…io alla fine ci ho messo solo un mese…
(Modì)

UN OGGETTO TRIDIMENSIONALE

IL SETTIMO  SPLENDORE 3

…dolci ricordi (?)

Cominciare a leggere Il Settimo Splendore vuol dire perdersi in un mondo fatto di colori e situazioni che vanno molto oltre le sole tavole. I personaggi ideati da Favia sono complessi e riescono a comunicare al lettore attento, un numero incredibile di informazioni, anche quando le loro apparizioni si limitano a pochi riquadri in una tavola. Come Gemma si pone nei confronti del protagonista, come ne scopre il nome, Henry  con le sue premure, i concerti deserti di Jakob. Se guarderete attentamente i personaggi vedrete come in ogni parola, al di la del significato ovvio, si possa trovare un livello comunicativo completamente diverso ed a volte parallelo, qualcosa che non potrete cogliere alla prima lettura. Nello stesso modo sarete costretti a cercare con cura tutti i piccoli indizi che l’autore ha disseminato, riguardo gli eventi del passato.

IL SETTIMO  SPLENDORE 5

Questa profonda e complessa opera di sceneggiatura avrebbe però rischiato di essere perduta se le grafiche non fossero state all’altezza. Avendo però a che fare con il talento di Bufi, il problema di fatto non si è mai posto. I tratti con cui disegna Parigi, le immagini che con pochi segni descrivono una situazione od uno stato d’animo al di là di qualsiasi parola, sono di altissimo livello, con uno stile che ad alcuni potrebbe ricordare il miglior Pedrosa. Molto interessante è anche l’uso della luce, che in molte situazioni sembra proiettare il personaggio fuori dalla pagina. La colorazione delle tavole è stata affidata a Walter Baiamonte, e possiamo certamente dire è stata una scelta felice. Il colore di fatto contribuisce allo sviluppo della narrazione, declinando nei vari toni di rosso ed arancione le parti della storia più positive, mentre ai toni più freddi del blu, sono affidati i momenti di introspezione/conflitto del protagonista. In questo modo la lettura si muta rapidamente in un viaggio cromatico nei morbidi acquarelli, con tavole che parlano agli occhi senza bisogno di una sola parola.

...Jakob al Dominique...

…Jakob al Dominique…

Il Settimo Splendore, è un oggetto che parla di molte cose, di famiglie difficili, di disagio psicologico, di arte, e di Parigi. Ma quando avrete letto l’ultima pagina ed avrete visto tutte le facce di questa storia, capirete che in realtà il protagonista di tutto è proprio l’amore. Di come l’amore possa diventare il motore della nostra crescita e contemporaneamente una pesante àncora legata al nostro piede. Una lettura che vi costringerà a pensare anche molto dopo che avrete chiuso l’ultima pagina, fosse anche solo per arrivare a capire come mai i versi  del Paradiso di Dante che ne formano il titolo, siano scolpiti sulla tomba di Sophie. Per questo e per molto altro, non lo dovete perdere. Assolutamente.



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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1 Risposta

  1. 12 dicembre 2014

    […] Il settimo splendore di Leonardo Favia ed Ennio Bufi […]

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