Recensione: Jamminapollon #1, #2 e #3

Editore Shogakukan (Giappone) Planet Manga (Italia)
Autori Yūki Kodama
Prima pubblicazione novembre 2007
Prima edizione italiana novembre 2013
Formato 11,5 cm × 17,5 cm
Numero pagine
Prezzo € 4.20

… mentre sono al pianoforte… riesco a dimenticare quanto mi manca il mio papà… e anche le brutte cose che succedono a scuola… tutto quanto.
– Kaoru

jamminapollon cover n1APOLLO SUL PENDIO

Da bravi avidi lettori, spesso dimentichiamo un tratto fondamentale dei manga. Il manga, qualunque manga, è pensato, scritto e sviluppato per il popolo giapponese. Questo dettaglio non è completamente negativo, anzi. Riuscendo a scendere sopra la patina delle storie che abbiamo imparato a leggere “al contrario”, potremmo avere la possibilità di incontrare una cultura realmente aliena, e quella giapponese ne è un esempio particolare. Questa premessa è indispensabile, perchè Jammin’ Apollon è un fumetto complesso e sfaccettato, per lo meno nei primi tre numeri che abbiamo avuto la possibilità di leggere e apprezzare. Per correttezza, sappia il lettore, che andando avanti a leggere troverà alcuni spoiler, relativi ai primi tre numeri. Ne utilizzerò il meno possibile, ma è necessario che inserisca qualche informazione, in modo da spiegare perché questo oggetto sia meritevole di una lettura, quindi chiedo perdono in anticipo.

AMORE A TEMPO DI JAZZ (?)

jamminapollon 3Giappone della metà degli anni ’60, il boom economico sta cambiando il paese, ma non abbastanza da cancellare le ferite della seconda guerra mondiale. Kaoru  è un ragazzo introverso, proveniente da una buona famiglia, che si è trasferito dalla grande città alla cittadina di provincia: nuova scuola, nuovi colleghi di studio, vecchie nevrosi e patemi. Padre sempre fuori per lavoro e nessuna madre alle spalle: dopo il divorzio se n’è andata abbandonando il figlio. Come rampollo e unico erede maschio della famiglia, viene ospitato dalla zia nella casa padronale, dove impegna le giornate suonando musica classica. In una normale giornata di scuola incontra Sentarō, alto, biondo, temutissimo bullo della scuola, con il quale inizia uno strano rapporto di odio-amicizia. Nella storia si inserisce Ritsuko, capoclasse, amica di infanzia di Sentarō, che immediatamente e violentemente, prende il cuore di Kaoru. Il padre di Ritsuko è proprietario di un negozio di dischi e nel seminterrato suona il Jazz con Sentarō e un altro ragazzo, il trombettista Junichi, detto Super Jun.

… però… tutto il suo corpo… i suoni che produce… esprimono una sorta di divertimento… da quando ha iniziato a suonare… sia i miei occhi che le mie orecchie… non riesco a smettere di guardarlo… il mio corpo… si sta scaldando.
– Kaoru


jamminapollon 5
TUTTO QUI?

Se si trattasse del solito triangolo amoroso, non avrei sinceramente perso tempo a scrivere queste parole: in realtà sono altre le caratteristiche che rendono questo manga interessante, primo fra tutti il periodo storico in cui si svolgono i fatti. Il Giappone ha perso la guerra circa vent’anni prima e l’occupazione americana ha sventrato una rigidissima organizzazione sociale basata sulla famiglia patriarcale. Le donne hanno cominciato ad essere istruite e si stanno emancipando sempre di più e sempre più violentemente. Nel paese i militari americani sono presenti e rappresentano spesso l’insopportabile ricordo della sconfitta. In questo contesto due ragazzi ed una ragazza si guardano allo specchio e si vedono riflessi l’uno nell’altro. Kaoru, unico erede dei Nishimi, rigida educazione e organizzazione tradizionale della famiglia: sarà un giorno a capo di tutto, dovrà seguire studi di eccellenza, meglio se medicina. Nonostante tutto questo è un “pària d’oro“, tollerato dalla famiglia del padre in quanto prossimo erede, ma di fatto considerato come un poveraccio abbandonato dalla madre, che ha osato addirittura divorziare. Sentarō invece è un figlio della guerra. La madre, lo ha abbandonato, poco dopo la nascita, e il padre di Ritsuko lo ha praticamente adottato dopo la morte della nonna.  Capelli biondi ed altezza non possono mentire sulle sue origini, e per questo sin dall’infanzia è stato comunque rifiutato da tutti, sia americani che giapponesi. Due ragazzi con alle spalle i traumi di una società che li rifiuta, senza che ne abbiano colpa. Sullo sfondo Ritsuko e la sua famiglia, una famiglia che chiameremmo “normale”, di religione cattolica, che cerca di fare da unione fra queste realtà comunque dolorose, utilizzando un potente collante: la musica jazz, la musica del vincitore. Una musica che Sentarō conosce già bene e che cambierà la vita di Kaoru per sempre.

… anche io sono una di quelle persone che non hanno un posto nella propria famiglia… e lo sono sempre stato
–  Sentarō

Questo è Jammin’Apollon.

Ogni interazione fra i protagonisti non è che la descrizione, seppur indiretta, di quello che erano i sentimenti e la vita in giappone in quegli anni, incluso l’amore ed i rapporti interpersonali, che a prima vista, erano molto più liberi di quanto non siano oggi, anche fosse solo per la maniera estremamente informale con cui i protagonisti si rapportano nell’opera. Se avessimo la possibilità o più semplicemente la cultura necessaria a comprendere tutte le sfumature di questo fumetto, probabilmente lo definiremmo nostalgico, ma sarebbe comunque una semplificazione. Di fatto si tratta di un concentrato di Giappone. Un manga destinato ad un pubblico adulto, probabilmente incomprensibile per coloro i quali non abbiano la sensibilità, o la voglia, di cogliere quelli che sono stati d’animo pennellati in uno sguardo, uno sfondo o un dialogo. Certamente una lettura che, se avrete voglia di approfondire, vi farà capire e apprezzare e comprendere meglio,  anche i manga che avete già letto, qualsiasi essi siano.

jamminapollon 4COMPLESSO ANCHE A LIVELLO GRAFICO

Difficile dare un giudizio alla grafica di questo prodotto che , ovviamente, non è il punto centrale. Molta attenzione è stata data ai personaggi, che godono di caratterizzazioni estremamente complesse proprio perchè rese con tratti piuttosto semplici. Sfondi e retinature di questo manga in bianco e nero non lasciano a bocca aperta, ma se entrerete nella storia, saranno dettagli dimenticati nella fretta di sapere cosa sta per succedere. Il ritmo della storia è piuttosto incalzante e alle volte rischia di sembrare un po’ sbrigativo, soprattutto in questi numeri, dove la definizione dei rapporti è a prima vista, istantanea, anche se di fatto non è così. Sempre per “mancanze” dei lettori occidentali, le differenze di sfondo che si notano andando avanti pagina dopo pagina, descrivono in maniera piuttosto definita lo scorrere del tempo: i primi tre numeri coprono quasi un anno, ma è possibile trovare un salto di tre mesi da una vignetta all’altra. Stesso discorso può essere fatto per i cambi di zona geografica, comunicati attraverso la diversa rappresentazione dei sistemi elettrici o di illuminazione lungo le strade. Una tecnica comunemente usata da tutti i mangaka, ma poco conosciuta dai lettori casuali.

Riassumendo, si tratta di un prodotto assolutamente maturo e bello, complicato da inserire in un particolare genere, (anche se è stato inserito a volte fra gli “Josei“, i manga per signora) ma che comunque regala molto più di quanto indichi il prezzo di copertina.

Di certo non un prodotto mainstream, quindi per molti ma non per tutti. L’opera consta di 9 volumi più uno speciale,  Planet manga ha pubblicato 8 volumi con il nono di prossima uscita, un ottima occasione per comprare la serie completa e godervi in santa pace una lettura finalmente non banale.


JAMMIN APOLLON 1 in italiano
JAMMIN APOLLON 2 in italiano
JAMMIN APOLLON 3 in italiano
JAMMIN APOLLON 4 in italiano
JAMMIN APOLLON 5 in italiano



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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3 Risposte

  1. paola ha detto:

    Sono completamente d’accordo con te a parte il termine trollare che mi ha disturbato. Capisco che tu lo abbia usato per dare una immagine chiara e netta della situazione che solo la lingua inglese riesce a fornire. Però mi ha infastidito, bastava che dicessi che veniva sistematicamente ignorato dalla famiglia per via del ruolo che ne avrebbe ricoperto in seguito. Perdonami forse sono troppo pignola a volte

    • Andrea Cattani ha detto:

      Paola,non potresti trovarmi più d’accordo! Infatti forse per via della sempre maggior diffusione di questo orrore lessicale hai letto “trollato dalla famiglia” invece “tollerato dalla famiglia”,che è la forma che ho utilizzato. 🙂 in ogni caso grazie del commento! Comunque sentiti autorizzata a contestare ogni bruttura che leggi,specialmente se a scrivere sono io.

      A.

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