Recensione: John Doe – Serie completa

Editore Eura
Autori Roberto Recchioni – Lorenzo Bartoli (sceneggiatura); Alessio Fortunato, Marco Farinelli, Walter Venturi, Riccardo Bruchielli (Disegni)
Prima pubblicazione 2003
Prima edizione italiana 2003
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 100

Prezzo non precisato

ARIA NUOVA ALL’IMPROVVISO

27100 numeri pari pari, divisi in due serie, la prima di 78 numeri la seconda di 22 soffertissime uscite. Chi ancora non conosce il personaggio di John Doe dovrebbe pensare seriamente di rimettersi al passo il prima possibile. Era il giugno del 2003, e un amico mi suggerì di acquistare un nuovo fumetto, di cui per altro non ricordava il nome, ripensandoci adesso quello era senza dubbio un segno del destino, John Doe appunto, il nome che si da in America ai corpi dei deceduti che rimangono senza nome.  Del periodo iniziale degli anni 2000 ricordo molto bene le discussioni animate circa la situazione ristagnante delle idee del fumetto italiano; molte serie si trascinavano avanti con andatura stanca, molte altre invece proponevano prodotti editoriali scadenti o repliche inutili che il pubblico non richiedeva. Si affacciò allora, con sfrontatezza disarmante, nel panorama editoriale una scommessa, una sfida confezionata sullo slancio emotivo di idee fresche e finalmente libere di volteggiare in ogni dimensione. Si può serenamente affermare che John Doe assomiglia più ad un fumetto di matrice americana, figlio di un genere così poco accostabile alla longeva tradizione tricolore. Riguardando la serie inizialmente salta agli occhi un’oggettiva caratteristica dominante, le copertine realizzate da Massimo Carnevale sono di gran lunga le più ispirate, raffinate e, scusate la banalità, belle che ci siano ancor oggi in circolazione. ( non a caso adesso tiene in pugno la veste grafica di un altro prodotto a suo modo rivoluzionario: Orfani) In seconda battuta squilla forte tra le pagine la voglia di trovare qualcosa di radicalmente innovativo, con un respiro così ampio da non essere mai prevedibile. Sboccia numero dopo numero, con rinnovata forza, una piantagione di idee multiformi, allestite con talento e affinata saggezza. Durante una lontana edizione di Lucca Comics ebbi la fortuna di partecipare ad una conferenza tenuta dagli ideatori della serie, ai quali chiesi se avessero intenzione si allungare all’infinito, sulla scia delle scelte bonelliane, la serie; mi fu risposto che non era il tipo di storia che avevano nella testa e che si sarebbero limitati a due cose: la prima di sconvolgere gli avvenimenti ogni 24 numeri, cosa effettivamente avvenuta e la seconda che con molta probabilità la serie avrebbe avuto termine nel momento stesso in cui il divertimento per la realizzazione sarebbe venuto meno.

Jd-giocoruolo

LA MORTE COME INIZIO

Quanto ci si mette a cambiare idea? Davvero poco se chi ci fornisce una spiegazione plausibile e documentata ci affronta con decisione frontalmente. John Doe rovescia gli orizzonti, offre l’altra parte della lente, quella che consente di afferrare un nuovo strabiliante punto di vista.

1819460-42È un fumetto volutamente scorretto, per gli sconfitti non c’è pietà, sono considerati volgarissime pedine sacrificabili, i protagonisti sono dei supponenti e svogliati assassini. Le grandi leggi dell’universo sono solo convenzioni soverchiabili e sovvertibili in qualsiasi momento. Si tifa sempre per il lato sbagliato, clamorosamente più intrigante e affascinante. La struttura ha basi ampie e sembrano sbriciolarsi ad ogni momento, ma è stupefacente come si sorreggano continuamente supportate da monumentali idee si larghissimo respiro. È giusto anche dire che nella serie si tira il fiato, con numeri di passaggio, s’imbocca un falso piano dove si intravede però subito una nuova impennata. John Doe alla fine non è atro che un semplice impiegato, solo che lavora per la Trapassati Inc., un’azienda che regola il flusso delle morti che tiene in equilibrio il mondo. Altresì è normale che i colleghi di lavoro siano, Pestilenza, Guerra, Fame e Tempo, e che a capo di tutto ci sia fisicamente Morte. Capirete quindi che tutto è possibile, che uccidere è semplicemente una necessità, che fidarsi è solo una debolezza e che amerete e odierete nello stesso momento il più antipatico, sociopatico, egoista, violento, annoiato personaggio degli ultimi tempi.


John Doe volume 1
John Doe #63
John Doe #78
John Doe #79
John Doe – Statua 3D



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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