Recensione: Ken il guerriero

Editore Weekly Shonen Jump
Autori Tetsuo Hara (disegni) e Buronson (testi)
Prima pubblicazione 1983
Prima edizione italiana 1992
Formato Diversi secondo l’edizione
Numero pagine
Prezzo non precisato

GLI ANNI IMPRESSIONABILI

72352686C’è stato un tempo in cui bastava veramente poco per cedere alla paura. Eravamo malleabili e teneramente condizionabili. Per tutti quelli che non hanno vissuto la decade degli anni ’80 è difficile spiegare cosa volesse dire essere bambino in quel periodo; in molti credevano che si sarebbe realizzata la terza guerra mondiale, il timore della bomba, come soluzione finale ed estrema minaccia era vera. Il tema del nucleare era abusato, smembrato, vivisezionato, sentivamo pendere la spada di Damocle sopra la testa, pronta a spiccare il fendente decisivo. Il cinema si approfittava della situazione, propinandoci visioni apocalittiche (The day after, Mad Max) o ricordandoci di essere spettatori di due superpotenze a confronto (Rocky IV). Quando in sordina arrivò sulle reti private il cartone animato di Ken il guerriero fu amore a prima vista. E non poteva essere diversamente.

LE TENEBRE DELL’UMANITÀ

News44451Siamo alla fine del XX° secolo, la terra è stata devastata da una guerra nucleare senza esclusione di colpi; il pianeta è un corpo esanime lacerato da ferite profonde, eppure in mezzo ad un disastro senza fine è ancora il genere umano ad avere l’ultima parola. Relegati a vivere in mezzo alle macerie, come animali spaventati, senza comodità ne leggi e incredibilmente con ancora moltissimo odio da smaltire. La nuova razza che si orienta in questo paesaggio decadente è quella che vuole ancora l’affermarsi della legge della violenza, dove il più forte, il più spietato, il più sprezzante detiene il comando. Dalla catastrofe, in un giorno scosso da forti raffiche di vento, laddove una tempesta di sabbia oscura l’orizzonte ecco piombare, con la cadenza sicura degli eroi, lui, il nostro salvatore: Ken il guerriero. Il cartone,  fece la sua apparizione nel 1984, fu il preludio al successo che sollevò la tardiva uscita riconducibile ai primi anni ’90 grazie alle pubblicazioni Granata. Il genere, che in Italia non aveva precedenti, significativi almeno, mise saldissime radici. Era impossibile resistere al fascino del musone eroe senza sorriso, il muscoloso giustiziere senza pietà che però si scioglieva alla minima ingiustizia. Ma lui chi era? Tetsuo Hara e Buronson pescano nella millenaria scuola di arti marziali orientale, sceneggiando un mondo fondamentalmente diviso in due grandi filosofie, la divina scuola di Hokuto e la sacra scuola di Nanto. Ken, discepolo della prima, e successore eletto si erge a difensore dei più deboli, in una società dove uccidere un bambino, una donna o un indifeso male come togliersi le scarpe. Le intuizioni fortunate però sono moltissime, i riferimenti alla decade in cui prende vita il progetto attinge a piene mani dagli avvenimenti (Chernibyl per esempio, o comunque l’idea della catastrofe di una bomba che in Giappone è ancora forte), ma non solo, i film stessi sono fonte inesauribile di riferimenti. A questo va aggiunta un’architettura scintillante fatta di personaggi incredibili, esplosioni di corpi, punti segreti del corpo che se premuti si deformano, amicizie profonde, ricordi che affiorano e naturalmente storie d’amore di difficile soluzione.

UNA LUNGA SERIE

fumetto-kenshiroLa storia è densa, e forse meriterebbe di essere raccontata con un po’ più di calma, almeno questa è la sensazione che mi ha lasciato la lettura del fumetto. In fondo è vero che quando ci si diverte si vorrebbe che il tempo si dilatasse in nostro favore. La stessa cosa non avviene con la serie Tv incredibilmente lunga e con tempi cinematografici meditati e prolungati. In tutto questo dipanarsi di vicende sfilano poco per volta un numero di personaggi davvero bellissimi, molto diversi tra loro, con storie e trascorsi distinti, profondamente animati da sentimenti forti. Se molti di loro sono chiaramente stagliati su un fondo in tinta unita, altri si prestano a sfaccettature, debolezze, cambiamenti, lasciando filtrare in un mondo crudele e sprezzante certe punte di umanità che li rendono amabili pure nella loro brutalità. Amerete leggere questa serie e chiedervi chi sono Bart, Lynn, Toky, Raoul, Jagger, Mamiya, Yuda,Shiba, Kaio.


Ken il guerriero: 1
Ken il guerriero: 2
Ken il guerriero: 3
Ken Il Guerriero – La Trilogia
Ken Il Guerriero – Revoltech Figure Kenshiro



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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