Recensione: Kenshin Samurai vagabondo

Editore Star Comics
Autori Nobuhiro Watsuki
Prima pubblicazione 1994 – edizioni Shueisha
Prima edizione italiana 2001 – Star Comics
Formato
Numero pagine 160 – circa.

Prezzo € 4.90

…i tempi sono cambiati, adesso siamo nella nuova epoca Meiji, è stata fatta una legge che vieta di portare la spada e i samurai sono scomparsi…(Kenshin)

KENSHIN 4

QUANDO IN GIAPPONE CAMBIÒ TUTTO

Il XIX secolo, era Meiji (1968-1912) è stato per il  Giappone uno dei periodi più importanti della sua storia, segnato dal passaggio, brusco, da una società prettamente feudale ad una più occidentalizzata ed aperta alla cultura mondiale, il tutto seguito da una violenta ed esponenziale crescita economica ed industriale.  In questo periodo è ambientato Kenshin Samurai Vagabondo, uno splendido shonen (un manga generalmente costruito per un audience dai 15 anni  fino ai 21 approssimativamente) che ha rappresentato un apice assoluto ed ad oggi un benchmark per i manga del genere, soprattutto se si pensa che l’autore all’epoca era il giovane esordiente Nobuhiro Watsuki (maestro di  One Piece – Eiichiro Oda e Shaman King – Hiroyuki Takei).  La storia parla di Kenshin – Battosai – Himura un samurai noto per la sua micidiale tecnica di spada, la Hiten Mitsurugi (la spada che vola), che terminati gli scontri della fine dello shogunato, si ritira, cercando di dimenticare un passato fatto di sangue. Sulla sua nuova strada troverà nuove persone da proteggere e vecchi avversari, che si gli impediranno di trovare la pace tanto agoniata. Ma lui non vuole uccidere più nessuno, e per essere certo di questo , porta al fianco una katana molto particolare. Tutte le katana infatti hanno il filo dal lato inferiore, e di conseguenza tutte le tecniche di spada sono studiate per questa configurazione di lama, ma la spada di Kenshin ha il filo dal lato opposto. Una spada che non può uccidere, a meno che non sia assolutamente indispensabile.

non ho mai pensato che io fossi  più bravo degli altri…piuttosto credo di essere un criminale che nasconde la sua vera natura di assassino nel profondo del cuore…(Kenshin)

KENSHIN 5

UN MIX DI PERSONAGGI AZZECCATI

Il manga si compone di tre archi principali che si legano fra di loro, a volte non in maniera perfettamente lineare, se pur non ci siano grossi “buchi” narrativi. La prima parte, identificabile nei volumi dall’1 al 7, descrive i protagonisti principali  e ci regala una infarinatura del passato di Kenshin. Dal volume 8 al 18 invece si tratta del cosiddetto “arco di Kyoto”, con il possente scontro con le 10 spade, gruppo di nemici giurati del samurai dalla cicatrice a forma di croce. Qui emergono meglio i vari personaggi, amici e nemici. Sagara, Kaori, il giovane Yahiko ed il cattivo dei cattivi Shishio : una volta cominciata la lettura sarete perduti completamente nella storia e non vedrete l’ora di finire il volume per cominciare il successivo, perchè le storie di tutti si intrecciano, amplificandosi e integrandosi l’una con l’altra in un crescendo continuo di combattimenti e dramma. Spettacolare e profonda, la tratteggiatura psicologica dei personaggi, tutti molto definiti e assolutamente individuali, anche nel tratto grafico che caratterizza in modo univoco ogni singolo character. Un cambio netto di narrativa si ha nel terzo ed ultimo arco narrativo , detto Junchu, che va dal volume 19 fino al volume 28, ultimo della serie. La parte di combattimento vera e propria lascia il posto al lungo flashback che descrive la storia tormentata fra Kenshin e Tomoe. Dolce e terribile, come il più classico dei romanzi di appendice. Peccato che la parte di combattimento perda un in parte la connotazione rigorosamente “storica”  che si era vista fino dall’inizio e lasci spazio a nemici più fantasiosi, pur mantenendo un altissimo livello di drammaticità.

KENSHIN 2

…abbandona quella tua ipocrita spada a lama invertita, brandisci questa spada di giustizia…e falla finita…muori! (Enishi)

LE DONNE , I CAVALLIER, L’ARME, GLI AMORI..-

Ora, se magari non è il caso di scomodare Ariosto, certamente questo manga non vi deluderà. Le note storiche che infarciscono ogni volume e spiegano ai lettori, digiuni di storia e letteratura giapponese, quelle sottigliezze verbali e grafiche che normalmente non sarebbero comprese dal lettore medio. Ebbene si, questo è un manga da leggere, un manga di cui interessarsi e che magari vi avvicinerà alla cultura giapponese, ma va letto e bisogna avere la voglia di capire quello che si sta leggendo. Non un manga usa e getta quindi, ma più un romanzo illustrato, da leggere ed assaporare pagina dopo pagina.  Se vorrete aggiungerlo nella vostra collezione, questa opera rimarrà fresca attraverso gli anni, sempre pronta a farsi rileggere, facendovi riscoprire ogni volta qualche nuovo dettaglio. La Star Comics ha recentemente realizzato due volumi che raccolgono le avventure del samurai vagabondo che potrete trovare qui.  Buona lettura


Kenshin. Samurai vagabondo
Kenshin. Samurai vagabondo: 2
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Rurouni Kenshin Himura Battohsai – Action Figure
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LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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2 Risposte

  1. 12 agosto 2014

    […] ottenere il Bronze Audience Award nella categoria Asian Film. Se non conoscete il fumetto trovate qui, qualcosa che vi può […]

  2. 18 agosto 2014

    […] dimenticati, l’estate 2014 ha segnato il grande ritorno del capolavoro di Nobuhiro Watsuki , Kenshin Samurai Vagabondo, meglio conosciuto nel paese d’origine come Rurouni Kenshin. Dopo i recenti riconoscimenti […]

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