Recensione: La primavera araba

Editore BAO Publishing
Autori Jean Pierre Filiu (testo), Cyrille Pomes (illustrazioni)
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 11/04/2014
Formato 18×25
Numero pagine 113

Prezzo 16 euro

La libertà va meritata, giorno dopo giorno.
La democrazia è troppo umana per non essere fragile.
Non dobbiamo dimenticare questa lezione che ci è arrivata dal sud del Mediterraneo.
(La Primavera Araba)

الثوراتالعربيةal-Thûrât al-ʻArabiyy. Letteralmente si tratta delle ribellioni, o ancor meglio delle rivoluzioni arabe, riunite nel termine poetico primavera: la stagione della rinascita. Primavera araba è un’espressione prettamente giornalistica, ascrivibile ai media occidentali, che hanno così soprannominato tutta quella serie di proteste e agitazioni che tra la fine del 2010 e il 2011 hanno attraversato i regimi arabi e le cui conseguenze hanno determinato un cambiamento radicale nel panorama mediorientale. È un termine da molti demonizzato, perché corre il rischio di generalizzare e di semplificare: di per sé non è una scelta sbagliata, ma è certamente pericolosa.

CERCARE DI DARE UN ORDINE AL CAOS

LA_PRIMAVERA_ARABA_380Qualunque sia il mezzo di informazione che si preferisca è indubbio il bombardamento di notizie che hanno riguardato, e continuano a riguardare, una parte del mondo che l’italiano medio tende a riunire in un’unica entità. Questo caos geografico degenera nel qualunquismo quando si cerca di scavare sulle situazioni individuali dei singoli paesi: si tende a “fare di tutta l’erba un fascio”, di minimizzare ciò che accade come l’ennesima guerra, insurrezione, strage mediorientale. La morale comune si indigna nell’immediato, e poi, quasi di colpo, sembra dimenticarsene. Come se, in fondo, non fossero questioni che ci riguardino, o forse perché non è semplice riuscire a capire ciò che accade, dando un volto ad ogni singola protesta, senza perdersi nel marasma di avvenimenti.la-primavera-araba-p61
Il volume di Filiu e Pomes, pubblicato da BAO Publishing, è proprio questo: un faro per aiutarci a navigare sulle acque inquiete di un periodo storico che ci ha toccato profondamente, che lo si voglia ammettere o meno.
Tunisia, Egitto, Marocco, Libia, Siria, Yemen, Giordania, le monarchie del Golfo sono dietro l’angolo e capire la loro condizione, cosa hanno dovuto sopportare, cosa li ha spinti a reagire e come è possibile star loro vicino, è un diritto e un dovere di ognuno di noi. Pensare che un fumetto possa essere tanto importante forse è esagerato, ma è certo che una lettura come questa permetta di iniziare a mettere ordine in quel caos di notizie che rende difficoltoso sentire una genuina e duratura empatia con quelle popolazioni che vivono ancora oggi in serie difficoltà.

Tutto inizia con un sommario: invece di uno sterile elenco i capitoli sono ordinati su una cartina che permette al lettore di identificare geograficamente i luoghi di cui poi andrà a conoscere le storie. E i racconti si susseguono, apparentemente slegati tra loro per i protagonisti e per i luoghi, eppure connessi da una ricerca di libertà che percorre lo spirito degli abitanti di società diverse. Divide, dando ad ogni fenomeno rivoluzionario un capitolo a sé, e al tempo stesso unisce sotto la stessa etichetta eventi accaduti in contesti differenti, rischiando però, proprio per questo, di venir meno a quella complessità che rende l’argomento ostico.

LA-PRIMAVERA-ARABA-p5Non c’è buonismo nelle storie narrate, non c’è la ricerca di quella pateticità che solitamente impregna le notizie fornite dai media: si tratta dei fatti salienti, elencati freddamente uno dopo l’altro. Si potrebbe pensare, appena ci si immerge nella lettura, che siano esposti in maniera troppo distaccata per riuscire a raggiungere il cuore del lettore.

Invece ci riescono.

Di colpo, mentre ci si trova nel mezzo di una tavola, si sente che qualcosa nello stomaco si è smosso, e che la commozione risale fino a chiudere la gola e fa stringere i denti per mantenere un certo decoro. Si tratta di un romanzo a fumetti che pur riunendo tutte le proteste in un unico fascio, cerca di insegnare a distinguere ogni filo d’erba, un titolo che tocca l’anima in maniera abbastanza profonda da invogliare a un approfondimento. Ha il merito di cercare di rompere la barriera di qualunquismo, seppur ne cavalchi l’onda.

 GLI ARTEFICI DELL’ORDINE E L’EDIZIONE

Jean-Pierre Filiu è professore associato di Storia del Medio Oriente presso l’Istituto di Studi Politici di Parigi, è un autore di fama internazionale, per questo stupisce l’apparente poca cura che accompagna i testi di questo volume. Quanto sia ascrivibile al traduttore e quanto all’autore è dato saperlo solo a chi abbia la possibilità di leggere l’originale in francese: ma oltre al grossolano errore che data 11 settembre 2011 l’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono, ci sono alcuni testi che non filano e alcune scelte di termini che fanno storcere il naso. Di base, poi, c’è una volontà di narrare i fatti osservati che semplifica, aiutando quindi a comprendere, ma lo fa in maniera eccessiva, togliendo le sfaccettature che accompagnano avvenimenti così importanti.

Cyrille Pomès è conosciuto non soltanto per la bellezza delle sue illustrazioni ma in qualità di autore completo. Il suo è un disegno elegante, preciso e curato, capace di risultare espressivo anche nei tratteggi più minimalisti. Queste caratteristiche si riscontrano anche nelle illustrazioni di questo titolo, e non si può che essere d’accordo con le parole riportate nella biografia dell’albo:

Nelle sue storie, così come nei suoi disegni, traspare tutto l’amore per l’incontro, i viaggi e la scoperta di culture diverse.

bao-publishing-presenta-la-primavera-araba-di-L-AgY_auL’edizione di BAO Publishing è molto curata: la rilegatura cartonata permette una lettura agile delle 103 pagine, la scelta della carta, porosa e dall’alta grammatura, assorbe i colori delle illustrazioni. Si tratta di colori quasi sempre tenui e freddi, che si accendono e riscaldano solo se strettamente necessario, solo quando si vuole evidenziare un dettaglio all’occhio del lettore. Cura per lo stile del lettering, non saprei, onestamente, giudicare la traduzione. L’apparato finale, che comprende un indice analitico dei nomi e una breve bibliografia, aiuta chi vorrebbe saperne di più ed è certamente gradito. Il prezzo è quello a cui i lettori di graphic novel BAO sono abituati, quindi un gran bel prodotto per un costo abbastanza contenuto.

Senza titolo-1È un titolo che ha qualche difetto a mio parere, ciò nonostante è una lettura che mi ha appassionato, che è stata capace di farmi venire voglia di andare oltre le poche nozioni conosciute e di informarmi maggiormente. In fondo, per essere “solo” un fumetto penso che sia capace di dare ben più di quanto gli sia richiesto.

Certamente consigliato.

Al solito, poi, la casa editrice offre per i dubbiosi un’anteprima delle prime pagine del volume, consultabile a questo link.



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

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