Recensione: La principessa che amava i film horror

Editore Tunué
Autori Daniele Mocci, Alessio De Santa, Elena Grigoli
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato 19 x 27
Numero pagine 144

Prezzo 16,90 euro

– Allora niente! Io ho già tutto quello che mi serve.
– Vuoi…vuoi dire che tu saresti un uomo felice?
– Oh, beh…sì…io sono un uomo felice.

(contadino alla principessa di Torrestorta)

GIRLS POWER!

Quando storie diverse vengono riunite in un solo volume c’è sempre un progetto o un tema conduttore che le accomuna: lo sapevano già gli amanuensi medievali quando copiavano nello stesso codice opere anche molto diverse per forma e contenuto. Nel caso della Principessa che amava i film horror, la risposta più scontata è che si tratta di otto storie che hanno per protagoniste principesse, tuttavia con una (ri)lettura più approfondita si può arrivare a una parola chiave: insoddisfazione.principessa2 Sono insoddisfatte e annoiate le principesse di Torrestorta e di Rondinavia, l’una in viaggio a caccia del segreto della felicità, l’altra nei guai a causa dei suoi capricci; sono insoddisfatte e distratte le principesse di Lollòna e di Ravanna, che i genitori vogliono sposare con pretendenti che rispondono alle proprie aspettative e non a quelle delle figlie; infine emblema dell’insoddisfazione è la principessa di Bresaola, che dopo essere stata battuta in una gara di tiro con l’arco, unico scopo della sua vita, viaggia per recuperare la propria identità.
La morale di ogni storia è un invito alla riscossa: ognuno possiede il proprio mondo “da favola”, fatto di sogni e aspirazioni, che mette da parte per compiacere gli altri; possono essere richieste semplici, ma l’importante è arrivare a non dipendere dagli oggetti o dalle persone per poter dire come il contadino: “Sì…io sono un uomo felice”.

PRINCIPESSE… ALL’AVANGUARDIA

Le storie si svolgono in un’epoca indefinita: è il tempo delle favole, senza tempo perché sempre attuali. Le protagoniste sono così moderne da essere per certi aspetti all’avanguardia.principessa1
Ogni principessa ha una personalità ben delineata e unica: se vi piacciono le principesse deboli e senza iniziativa a cui ci ha abituato la tradizione disneyana, avete tra le mani il libro sbagliato. Alcune principesse sono un po’ frivole, apparentemente superficiali, ma colpisce la prontezza di reazione di fronte alle situazioni: nessuna di loro cede allo sconforto, si lascia trascinare dagli eventi o permette che si prendano decisioni sulla sua vita al posto suo… sono sicura che le lettrici più “femministe” trarrebbero grande soddisfazione nel vedere finalmente una principessa descritta con una personalità a tutto tondo.
Consiglio la lettura del volume a qualunque età, sia bambini che adulti, perché sono storie simpatiche, ironiche, adatte a essere lette e interpretate a più livelli.
La principessa che amava i film horror, pubblicata da Tunué, è un’opera a tre mani, quelle di Daniele Mocci, Alessio De Santa e Elena Grigoli, decisamente ben riuscita: i disegni di ogni storia hanno una grande “freschezza” (questo è il termine che descrive bene la sensazione che mi danno, ndr) grazie a colori vivaci e un tratto semplice ma curato nei dettagli.

Spero di poter leggere otto storie di principi fuori dal canone, la prossima volta…!



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Melissa Bortolotto

Veneziana "di terraferma", dopo gli studi a Padova si trasferisce a Milano per seguire le sue passioni: l'editoria, la cultura, l'informazione. A Milano avviene l'incontro con Martina, che la trascina nell'avventura di c4c come redattrice e corretrice.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.