Recensione: Lady Oscar

Editore Shūeisha
Autori Ryioko Ikeda
Prima pubblicazione 1972 Giappone
Prima edizione italiana 1982 Fabbri Editore, poi Granata, Planet, Gp
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

UNA STORIA DI MOLTI ANNI FA

1972. Una giovanissima Riyoko  Ikeda propone al suo editore un manga storico, una storia alternativa, una sorta di provocazione. I dubbi in merito sono moltissimi e la proposta viene accolta con molta diffidenza. Dopo diversi incontri si giunge ad una soluzione mediata e rimaneggiata numerose volte fino a raggiungere una via di mezzo che metta d’accordo le parti. Il manga uscirà ma sarà condizionato dalla risposta del pubblico, in caso di basse vendite verrà sospeso senza troppe cerimonie. Escono 82 puntate, il successo è dilagante, da quel momento Versailles no bara (Le rose di Versailles) rimarrà un titolo di primo piano nella moltitudine dei fumetti di sempre. L’idea si adagia su fatti realmente accaduti e tragicamente famosi ai più; lo scenario è quello immediatamente prima delle vicende della rivoluzione Francese, i personaggi, gli scenari e le vicissitudini vengono cavalcati ad arte per introdurre un personaggio quantomeno ambiguo: Oscar.

“Quello che voglio non è un compagno di giochi, ma di spada.” (Oscar ad Andrè)LadyOscar-varie01

CE N’È PER TUTTI!

Quando si pronuncia il nome di Lady Oscar un fremito scorre libero e porta a galla il ricordo di un corpo abbandonato al desiderio, avvolto in una moltitudine di spire di rovi acuminati. E’ infatti normale rivolgersi al quel nome intendendolo inizialmente legato al cartone animato, di più ampia visibilità rispetto al fumetto edito nello stesso periodo dalla Fabbri Editore. Se certi passaggi hanno affascinato il pubblico maschile, turbandolo non poco, Lady Oscar resta uno shōjo manga, un prodotto confezionato per il genere femminile. I segnali e i fondamenti ci sono tutti, occhi grandi e colmi di lucciconi, fiori a cornice di volti emozionati, e atteggiamenti trasognati condiscono una trama serrata che non tradisce mai, fino al culmine finale. Ma non solo. Le vicende sono tessute in un’ampia sceneggiatura storica abbastanza fedele, la moltitudine di personaggi appartengono ai libri e vengono impersonati e utilizzati per impreziosire la traccia secondaria che poco per volta si rivelerà l’autentica avventura. Il fulcro narrativo è la sofferente città di Parigi, dove tre iniziali sconosciuti (Hans Axel Von Fersen, Marie Antoniette Josephe e Oscar Francois de Jaejayes) daranno vita a scosse emozionali notevoli.

“Come tu oggi mi hai salvato rischiando la vita… un giorno, darò la mia vita per te.” (Andrè a Oscar)

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UNA SPADA, UNA VITA

La sigla originale della prima versione del cartone animato che tutti conoscono potrebbe bastare a riassumere in modo stringato qual’è il motivo di fondo che tiene insieme la storia. Lady Oscar, è un personaggio ambiguo, una ragazza che nel cuore del padre è un maschio e come tale viene trattata, educata, presentata. Lei si adegua appassionandosi all’arte della spada, sprigionando un carattere forte portato al comando, ma che immancabilmente reprime un lato femminile preponderante e spiccatamente visibile. A questo proposito ci penserà il taciturno Andrè, soldato innamorato segretamente di Oscar, che non mancherà di scaldare il loro rapporto anomalo. Oscar si erge, nella pletora di personaggi che intervengono alla splendente reggia di Versailles, pur essendo una semplice guardia della regina, la sua luce acceca chi è coperto di diamanti e rivestito di lustrini, perché è la portatrice di una bellezza autentica, unica, inarrivabile. Ma non sarà una vita semplice, destinata ad una vita da maschio, dovrà sviluppare più energie di chiunque altro, conquistando con un carattere incrollabile la fiducia dei nobili più influenti di tutta l’Europa. Così la sua spada diventa il tramite con il quale riesce ad essere veramente libera, la sua istruzione alla vita militare la scuola preferita, ma dietro a quegli occhi profondi si nasconde il desiderio di tutti gli spettatori, vederla finalmente sciogliersi tra le braccia dell’amore lungamente lasciato ai margini della vita.

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“Che senso ha sottomettervi con la forza?! Il vostro cuore non si potrà mai piegare. Perché il cuore è libero! Tutti, ognuno di noi, purché sia un uomo, non è il servo di nessuno… abbiamo la libertà del cuore che nessun può toglierci.” (Oscar ai soldati della guardia)



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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