Recensione: Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.

Editore Autoprodotto su primaomai.com
Autori Ratigher
Prima pubblicazione Settembre/Ottobre 2014
Prima edizione italiana Settembre/Ottobre 2014
Formato Brossurato
Numero pagine 64 pp

Prezzo € 16.00

We are not girls. We are silver bullets for your middle-class brains.

PRIMAOMAI E RATIGHER

RATIGHER LE RAGAZZINE coveLe ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra. è il nuovo libro di Ratigher, già autore di  TRAMA – Il Peso di una Testa Mozzata, vero e proprio capolavoro di citazioni e suggestioni onirico-orrorifiche che uscì qualche anno fa per i tipi di GrrrZetic.

L’ultimo lavoro di Ratigher è, come il precedente TRAMA, destinato a diventare un cult sia per la qualità dello stesso, di cui parliamo più avanti, sia per il modo in cui è stato realizzato. Si tratta infatti di un’autoproduzione particolare, perché il libro è stato stampato e distribuito con il metodo PRIMAOMAI. Nato da un’idea dello stesso Ratigher, PRIMAOMAI va incontro all’esigenza di chi i fumetti li fa per vivere ma che, per qualsiasi motivo, non gode ancora dell’appoggio di un editore. Quindi un metodo che coniuga la possibilità di creare e pubblicare storie, con quella di poter guadagnare il giusto compenso.

Nel caso specifico il volume di Ratigher è stato disponibile in pre-order esclusivamente attraverso il portale PRIMAOMAI e soltanto nel mese di giugno. Dal primo luglio il libro non era più acquistabile. Nel caso in cui questa recensione vi stuzzichi la curiosità o  vogliate aggiudicarvi in ritardo una delle 1100 copie prodotte (e che non verranno mai più ristampate), l’unica soluzione rimanente è di provare a cercare in una delle fumetterie elencate sul portale oppure effettuando l’ordine tramite lo shop online di SaldaPress.

pag5

LA STORIA

Torniamo al libro, di che parla? Il titolo, col senno di poi, dice davvero tutto ma in un primo momento può venire incontro per lo meno sui due soggetti protagonisti della storia: le ragazzine. Il volume infatti racconta la storia dell’amicizia tra due ragazzine con una passione sfrenata (ossessione?) per le analisi mediche, di ogni tipo e sorta. Un’amicizia strana, morbosa, forse inconsapevole nelle sue sfaccetature, un’amicizia di quelle possibili solo tra adolescenti. Un legame che nasce dalla solitudine, che ha la potenza e la forza del diverso e di quel senso di inadeguatezza proprio dell’adolescenza. Un’amicizia – ancora – che si crogiola in quella culla di sporcizia e di “sbagliato” che vive ed esiste in ciascuno di noi. Ostacolate e osteggiate, le due protagoniste verranno divise dalle rispettive famiglie, fino ad arrivare all’imprevedibile e scioccante finale. Un finale descrivibile solo con un colore: l’azzurro.

LA GEOGRAFIA DI RATIGHER

LE RAGAZZINE pag1Le storie di Ratigher abitano in quella geografia dell’inconscio dove dimorano gli incubi. Esse nascono nel surreale e si muovono camminando lungo una traiettoria indefinita. Si nutrono della dimensione onirica delle cose e, in quel sottile confine tra sogno e realtà, divorano tutto quello che trovano, lasciando il lettore eccitato, sconvolto, ferito e felice. Se con TRAMA l’autore si era cimentato in maniera esplicita con il filone horror, qui sposta leggermente il mirino, ma l’angoscia e la violenza della sua prosa diretta e del suo disegno, rimagono intatte. Questo libro è un pugno allo stomaco, scorretto e senza pietà. Nella storia dell’amicizia di Motta e Castracani  c’è tutta la difficoltà di vivere dell’adolescenza, che qui è restituita in tutta la sua efficace immediatezza. Quasi fosse cosa semplice arrivare ad elaborare il disagio e “buttarlo” sulla pagina così com’è. Senza censure o filtri.

Ratigher la natura umana la conosce alla perfezione e la padroneggia nella sue derive più sbagliate e inquietanti. Parla al piccolo mostro infelice che dimora in ciascuno di noi, lo culla e lo fa sentire capito, accolto e ascoltato. Ed è proprio da lì che arriva quell’eccitazione, quel formicolio che coglie il lettore appena si è terminata la lettura: si è felici perché una parte del proprio io (il mostro) è stata nutrita con la storia perfetta; si è turbati proprio perché pervasi da quella folle felicità, che fa paura, che potrebbe sfuggire e far perdere il controllo. Irrimediabilmente.

Lo stile grafico è ruvido, spigoloso e semplice. I volti che Ratigher disegna non sono belli e non devono esserlo. La bellezza risiede altrove, nella follia e nelle sconfitte, la vera bellezza vive nelle ossessioni e nelle malattie. La novità di rilievo in questo volume è data dall’uso del colore: si abbandonano i toni in bianco e nero di TRAMA e si utilizza uno strumento diverso. Una colorazione che restituisce la claustrofobia e la sottomissione che permea le fasi di “rieducazione” delle protagoniste, in cui ci si conforma al “normale”, alle regole della società. Un capitolo del volume in cui il colore è strumento portatore di soffocante angoscia, una sorta di Caronte cromatico. Il sollievo per le due ragazzine (e per il lettore) è dato dall’abbandono completo alle proprie pulsioni e alla propria natura, l’unico modo possibile per celebrare la propria identità, il proprio diritto a “esserci” e a esistere. Ed è qui che fa capolino il subdolo tepore che le tonalità più calde concedono al lettore, ma non è altro che un palliativo, prima di intrappolarlo in un finale quasi monocromatico. L’unico possibile.

LE RAGAZZINE pag8

Un fumetto bellissimo, che resta in profondità, ma non per tutti. Consigliato a chi si nutre e vive delle immagini della Loggia Nera di Lynchiana memoria. Qui non c’è l’horror, ma l’inconscio in tutta la sua cruda efficacia. Venghino signore e signori, venghino.



LA NOSTRA PAGELLA: 8.5/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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7 Risposte

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  2. 28 febbraio 2015

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  4. 31 marzo 2015

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  5. 15 giugno 2015

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