Recensione: Le storie #20 – La gabbia

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (testi), Daniele Caluri (disegni)
Prima pubblicazione Maggio 2014
Prima edizione italiana Maggio 2014
Formato Bonelli
Numero pagine 116

Prezzo 3.80 €

Sei mai stata ricca, Marjorie? Molto, molto ricca? È come una droga, non ti basta mai…

LA STORIA

Sono le 9:30 PM a Washington e tre uomini mascherati da presidenti più o meno attuali e armati di pistola fanno irruzione nella villa che ospita un centro di salute mentale. Il blitz si rivela da subito improvvisato e tradisce l’inesperienza e l’incapacità criminaleleStorie_20_01_1397203256418 dei rapinatori, che si ritrovano al primo imprevisto con un cadavere sulle spalle.

Metteteci in più che è in corso una serata pazienti-medici-familiari in cui tutti indossano la divisa dei “matti” e che le sbarre di sicurezza attivate dall’allarme hanno isolato completamente l’edificio e la frittata è fatta. I tre vedono il loro piano sfumare e, in preda al panico, si lanciano alla disperata ricerca del remunerativo scopo per il quale si sono messi nei guai, ostacolati dal  personale del “manicomio” (mimetizzato tra i pazienti) in una corsa contro il tempo.

Questa  è “la gabbia“.

 Pericoloso? Tra poche ore l’effetto dei farmaci sui pazienti della 209, 211 e 217 cesserà, e se non diamo loro un’altra dose… Allora vedrai come cambierà il significato della parola “pericoloso”

 CONSIDERAZIONI

Ero curioso di leggere questo albo della serie di storie autoconclusive Bonelli principalmente per via della copertina di Aldo Di Gennaro – che ha a mio parere e52wYqzQIXFJTQH4pkiTw0GOI4RxA==--saputo trasmettere in modo eloquente ed efficace il tema principale – e degli autori Paola Barbato (ai testi) e Daniele Caluri (ai disegni), che ho conosciuto rispettivamente per Dylan Dog e Don Zauker.

Ritengo azzeccato lo stile di Caluri, che riesce a trasmettere soprattutto attraverso una grande espressività dei volti umore e stati d’animo dei personaggi in una storia dove tali elementi hanno rilevanza primaria. Sul piano narrativo, mi è piaciuta la situazione generata dalle divise identiche dei sequestrati e le relative implicazioni sul tema delle identità,  ma ho apprezzato meno trama e caratterizzazione dei personaggi, che a una prima lettura non mi hanno completamente convinto. Soprattutto per lo sviluppo della figura del leader dei tre aggressori, che ho trovato poco verosimile.

Ne consiglio comunque la lettura agli amanti di colpi di scena e suspense.


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LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Simone Severi

Nato negli anni in cui il genere manga segnava in modo indelebile la cultura dell’Occidente, mi nutro inizialmente di cartoni animati e all’età di 8 anni circa scopro Dylan Dog e vengo travolto dall’universo di fumetti e videogiochi. Oggi cerco di coltivare ancora con lo stesso spirito queste passioni, lottando contro la noia della vita moderna.

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