Recensione: Ratolik – Trappola d’amore

Editore PANINI COMICS
Autori Leo Ortolani
Prima pubblicazione 07/11/2013
Prima edizione italiana 07/11/2013
Formato 11,5×17
Numero pagine 128

Prezzo non precisato

Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio,
[Diabolik] sa benissimo che cos’è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea. La sua.
                                                                                      (Leo Ortolani)

LA TRAMA VELOCE VELOCE

Ratolik è il lestofante più ricercato del globo, e grazie alle sue capacità mimetiche nessuno riesce ad acciuffarlo.
Suo acerrimo nemico è lo sveglio figlio di Clouseau, chiamato Biloba.
Il re dell’errore si trova però davanti ad un conflitto emotivo: scegliere tra l’amata(?) Ada Trentalance e il diamante adorato dai registi di cinema per bambini, il “Giuffoni”.

letto e... ratolik

BASTA CON IL RATTO!
È ARRIVATO IL MOMENTO DI FAR MIGRARE I PERSONAGGI DELLA SAGA E DI UN AUTORE CHE AMO SU ALTRI LIDI

Mentre Rat-Man annaspa, ormai consunto e sfruttato come quei poveri fumetti della Bonelli che non si possono chiudere, pena la rivolta forconiana di tutti gli appassionati, Leo Ortolani è vivo e vegeto.
Certe cose devono finire per entrare nel mito, sono d’accordo con le riedizioni, tipo Ken Parker di Berardi e Milazzo – di cui manca soltanto la versione su cartaprosciutto con copertina di pane – ma quando una cosa fumettosa ha dato tutto quello che aveva da dare è il momento del Kaputt! Fine! The end! (ogni riferimento a Dylan Dog è puramente casuale).
Non è un caso che negli ultimi anni il meglio dell’Ortolani sia stato dato nella produzione delle parodie cinematografiche, tante che non vale nemmeno la pena elencarle, ma la quantità è sempre andata di pari passo con la qualità.ratolik_i
Leo ha doti umoristiche fuori dal comune, uno dei pochi a saper creare dei momenti e delle battute originali avendo la dote di padroneggiare i tempi comici come pochi.
Un genio moderno, ultimo baluardo della risata a combattere ad armi pari nelle edicole contro lo strapotere di mignotte e culturisti con i superpoteri, ragazzini giapponesi con occhi grandi quanto Osaka e reduci in pensione dello spaghetti western.
Ci sarebbe anche Lupo Alberto di Silver ma, ahimè, adesso leggendolo mi fa tanto “Drive In”, troppo anni Ottanta e con poca voglia di azzannare con sana cattiveria il presente.
Si potrebbero citare tanti fortunati neo autori nati sul web e che al momento sono coronati dagli allori dei media ma ci saranno tempo e luogo adatti, anche perché non sono paragonabili a Leo per un solo motivo: sono al momento oggetto di desiderio e culto soltanto per una nicchia (bella e viva) geek nata nell’era del codice binario. Codesti (tanto per rimarcare la mia modernità) fumettisti, imho, non possono ancora fregiarsi del titolo di “classici”, anche se alcuni lo meriterebbero sulla fiducia di quel poco che hanno prodotto. Introdurre Diabolik delle Giussani, il “Garibaldi nero delle edicole”, è forse, a mio avviso, cosa inutile e mi sembrerebbe di offendere la cultura del lettore.

MOLTISSIME SONO STATE LE PARODIE DEL RE DEL TERRORE, DAL SIMPATICISSIMO CATTIVIK DI BONVI AL CINEMATOGRAFICO DORELLIK

Posso persino azzardare che certi fumetti, nati come imitazione del genio del male, erano così brutti, scritti a mazzo e disegnati male che potevano figurare nella categoria “rivisitazioni ilari” anche contro le loro intenzioni.
Niente di quanto menzionato ha mai però scavato così a fondo nei tic, nelle incongruenze  e nella maniacalità del mito.
Ortolani Diabolik l’ha letto e, a quanto pare, preferiva il primissimo ladro in calzamaglia: quello “cattivo”Ratolik è persino più malvagio dell’originale, non sono così sicuro che provi  passione per l’Eva con “la campana stonata tra le gambe” (cit. Mary per sempre) che si trova accanto a lui. Il vero Diabolik non avrebbe dubbi tra scegliere un prezioso e la  Kant.

VOLETE SAPERE COME SPENDE I SOLDI DELLA REFURTIVA ‘STO NIPOTE DI FANTOMAS?

Ratolik è un amante dei mercatini dell’usato, ama i transistor, quadri orrendi che sembrano usciti da qualche giallo anni Settanta pieno di primi piani di pacchetti di Merit e litri di J&B, tappeti muccati, divani scomodissimi ma di design, vecchie VHS e mangiadischi.
Una parte consistente della grana va in auto “sobrie e irriconoscibili”, mentre il resto in gomma per maschere e uscite segrete dal covo che sono più di quelle a disposizione di Atlas Ufo Robot.

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Una delle più belle idee di Panini è stata quella di stampare il volumetto nello stesso formato del Diabolik originale, cosa che ingolosirà i collezionisti che potranno mettere in “continuity” sullo scaffale della libreria anche questa piccola parentesi comica.
La struttura a due grandi vignette della tavola fa assaporare il tratto pulito e perfetto di Ortolani, che per rendere ancora più autentica l’aurea vintage ha utilizzato i retini (quelli veri) e non Photoshop.
Mi è piaciuta la scelta di attori “famosi” per il cast, Cinzia e Bracco sono perfettamente a loro agio nel replicare la bella Eva e lo stoico ed anonimo Ginko. Direi che l’ispettore Biloba ha anche più personalità dello sbirro Astorina.
Non voglio, per scelta, spoilerare nessuna gag, non fatevele raccontare perché perdereste molto del divertimento.

COMPRATELO!

Perché costa poco e posso garantirvi che come per gli altri titoli dell’autore, con il tempo decuplicherà il proprio valore economico.
Buon divertimento!


Ratolik: il Re dell’Errore – Trappola d’Amore



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Salvatore Giordano

Nato nel tepore siculo per colpa dei dindi si trasferì nella gelida pianura padana. La madre racconta che le sue prime parole furono "Qui, Quo, Qua". Legge fumetti da sempre ed in 42 anni ha accumulato una quantità tale di giornalini che si sente un pò responsabile del riscaldamento globale. Nipote adottivo di Nonna Abelarda, gestisce dal 2008 il glorioso blog sui fumetti vintage "Retronika" .

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