Recensione: L’usuraio

Editore Shogakukan
Autori Shohei Manabe
Prima pubblicazione 2004
Prima edizione italiana Panini Comics 2014
Formato Cm 13 x cm 18m
Numero pagine 224 pagine B/N

Prezzo € 4,50

Non agitarti tanto, perché dovrai sporcarti un po’ le mani

IL VALORE DI UNA VITA

L'usuraioIl titolo non lascia scampo e neppure il beneficio della fantasia. Ermetico, diretto, lapalissiano, la spiegazione è tutta lì. L’usuraio è un manga che da pochissimo tempo cerca spazio sugli scaffali delle fumetterie italiane, mentre nel paese del sol levante conta già 30 uscite, ed è a oggi ancora in corso. La storia ci introduce tra la gente relegata ai margini ci una società trita-uomini, dove i valori del senso comune non valgono più, dove idee come giustizia, compassione e generosità non producono nessun suono. L’ambientazione è quella della periferia di una grande città, popolata da personaggi senza scrupoli, forgiati dalla scuola della violenza, dove il più spietato e feroce domina il branco. Intendiamoci, non è il solito manga dalle tinte forti di riferimento mafioso (vedi Yakuza), ma piuttosto una sezione verticale operata su un tessuto sociale avariato, imbruttito, senza troppe possibilità di risalita. Il racconto spacca in due, nettissime categorie i personaggi tra carnefici-approfittatori e vittime-prigionieri. I temi che impregnano le vicende sono semplici, la bramosia di potere, legata all’arricchimento personale, l’inaridirsi delle persone in favore di una vita scialba, piatta, priva di slanci positivi e l’assoluta mancanza di volontà, intesa come ricerca ossessiva di continue scorciatoie verso l’affermazione economica, realizzata senza criterio, volta ad una vita agiata, spesso senza senso e senza riferimenti chiari. Innanzitutto però c’è da chiarire brevemente un argomento, che altrimenti rischia di distorcere il quadro generale. E’ necessario comprendere come la società Giapponese si sia stratificata, ponendo vere e proprie barriere di casta, dalle quali è quasi impossibile sfuggire e alle quali ben presto ci si rassegna; è così che ben presto avviene un lento senso di assuefazione, di allentamento, di anestetizzata rilassatezza attraverso la quale, i comportamenti più sciagurati sembrano essere tollerati e giustificati. Non è quindi difficile vedere bambini abbandonati ad un destino sconosciuto, vecchi derubati dei pochi spiccioli dai figli che tentano la fortuna alle macchinette del pachinko o esseri umani umiliati e usati come bestie per fini osceni e infimi. Bene, se tutto questo ancora vi incuriosisce o più semplicemente vi smuove qualcosa che ancora non trova nome, aprite la prima pagina e iniziate a conoscere l’usuraio.

SENZA SCUSE, SENZA TEMPO, SENZA PIETÀ

Shohei Manabe affonda il naso nelle viscere del ventre molle di una megalopoli, ne cattura l’essenza,yamikin-ushijima-kun-4867477 la manipola e ci restituisce una storia che per certi punti purtroppo assomiglia a certa cronaca comune a tutti gli angoli del mondo. L’usuraio è un’opera senza curve, fatta di rettilinei spietati, puntati a dritto verso il cuore delle cose. Accade così che improvvisamente ci si trova catapultati in un nuovo mondo con regole nuove, impossibili da capire, dove gli errori si pagano carissimi, e le scuse trovano in risposta sguardi privi di significato ed espressione. Estremamente arduo è trovare una posizione personale dietro la quale sia possibile schierarsi, per fare ordine tra bene e male, giusto e ingiusto, in fondo se da una parte è normale condannare certi comportamenti, dall’altra chiedersi il perché di tanta rassegnazione diventa una partenza quanto meno lecita. Avrete capito che spazio per battute, situazioni comiche o personaggi sopra le righe qui non se ne trova praticamente mai. Questo è un manga che a modo suo vi inviterà a riflettere, senza voler diventare una guida di educazione civica, su temi come la coesione tra i rapporti sentimentali, familiari, su risvolti come il valore del tempo, il rispetto per l’esistenza propria e degli altri, conoscenti o sconosciuti che siano, Quindi, il mio consiglio è questo, leggetelo, e se per comprarlo vi siete fatti prestare dei soldi restituiteli subito, leggendo capirete il perché.


L’Usuraio 1 in italiano manga
L’Usuraio 2 in italiano manga
L’Usuraio 3 in italiano manga
L’Usuraio 4 in italiano manga
L’Usuraio 5 in italiano manga



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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2 Risposte

  1. Riccardo ha detto:

    Bene, sono contento di esserti stato d’aiuto, continua a seguirci. Scoprirai moltissime altre recensioni interessanti e notizie sempre nuove.

  2. Franz ha detto:

    Bellissima recensione, bravo Riccardo! Se non hai niente in contrario la linkerò dal blog Technesya, che voleva affrontare gli argomenti di questo manga. Io personalmente avrei dato un voto più alto perché sono arrivato a gridare “al capolavoro”, in ogni caso la tua è la più bella e profonda recensione in italiano che ho trovato in rete.

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