Recensione: Mia mamma è in america e ha conosciuto Buffalo Bill #2

Editore BAO Publishing
Autori Jean Regnaud – Émile Bravo
Prima pubblicazione Gallimard Jeunesse
Prima edizione italiana BAO Publishing
Formato 19×26
Numero pagine 128

Prezzo € 16.00

Caro Jean,
va tutto bene! Oggi mi trovo in Spagna.
Fa molto caldo! Le donne suonano le nacchere
e gli uomini fanno la corrida. Ieri ho mangiato una
deliziosa paella con i gamberi e poi ho fatto
il bagno in mare. Ti voglio bene.
Mamma

CoverÈ il primo giorno di scuola e Jean, che viene da un altro quartiere, non conosce nessuno. Nell’aria c’è quel timore, quella sensazione di smarrimento, che tutti hanno provato a suo tempo: ambiente nuovo, maestre dal volto severo e l’impressione che da quel momento in poi si inizia a fare sul serio. Ma più di tutto questo, Jean teme le domande della maestra perché dovrà raccontare a tutta la classe che lavoro fanno il papà e la mamma. Il problema è che Jean non lo sa che lavoro fa la sua mamma perché non se la ricorda più, sa solo che è in viaggio da tanto tempo e che non ha più notizie di lei. Un giorno però Michèle, la figlia dei vicini di casa di Jean, gli dice di aver ricevuto una cartolina per lui da parte della mamma…

BABBO NATALE ESISTE, MA SOLO QUANDO SI È BAMBINI…

IMG_20140812_160928Il volumetto scritto dal talentuoso Jean Regnaud e disegnato splendidamente da Émile Bravo, il cui tratto semplice e morbido sposa alla perfezione i toni della vicenda, è quanto di più dolce e commovente mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi. “Mia Mamma (è in America, ha conosciuto Bufalo Bill)” è un filtro bellissimo per vedere il mondo attraverso gli occhi di un bimbo di prima elementare. Tra le sue pagine si ritrova quel senso di spontaneità, stupore e di sincerità che è proprio dei bimbi; Regnaud è bravo nel trasmettere in maniera credibile una delle caratteristiche più belle dell’infanzia e che, ahimè, si tende a perdere crescendo: la capacità unica e preziosa di godere appieno del momento presente. Perché le gioie, così come le preoccupazioni e le paure, riempiono tutto, cancellando il prima e il dopo.

IMG_20140812_160738La vita di Jean procede tranquilla e tra la lettura di una cartolina e l’altra, da parte di Michèle, va a trovare i nonni, bisticcia con il fratellino, viene sgridato e crea i primi legami di amicizia con i compagni di scuola. L’amore di Jean per la mamma ci accompagna per tutta la lettura, ed è proprio il piccolo protagonista, nel suo racconto al lettore, a confessare una domanda che non riesce mai a fare, quando la sera a cena si siede con il fratellino e il papà: “Dov’è la mia mamma?“. I grandi non lo sanno o fanno finta di niente ma i bambini capiscono e si interrogano su tutto.

La voce narrante è quella di Jean e l’ulteriore prova della bravura di Regnaud sta nel rendere perfettamente plausibile il racconto in prima persona. C’è davvero un bimbo che ci sta raccontando la sua vita e le sue giornate.

Gli autori fotografano un periodo molto importante e particolare nella vita di ciascuno di noi, l’inizio della crescita. Quel momento in cui tutto smette pian piano di essere affettuosamente ovattato di coccole e tenerezza, dove appaiono i primi doveri e quando la nostra educazione comincia a formarsi anche al di fuori delle mura domestiche. Quell’età in cui le prime amare scoperte fanno capolino a spezzare alcune “piccole” certezze: “Babbo Natale esiste? Certo – risponde il papà di Jean – ma solo quando si è bambini”. Ed è così che Jean si aggrappa, inconsciamente e come solo i bimbi sanno fare, alle cartoline che la mamma gli spedisce da ogni angolo del mondo e che Michèle gli legge segretamente ogni volta che arrivano. Jean porterà con sé il segreto delle cartoline sino all’imprevedibile epilogo.

Testa

Se Babbo Natale e tutte le altre meraviglie della fantasia (e della vita) devono esistere solo quando si è bambini, allora conviene non avere tutta questa fretta di crescere.

IN CONCLUSIONE

“Mia Mamma”, che ha vinto il Premio Essentiel ad Angoulême 2008, è un racconto di una tenerezza stupefacente, un viaggio, senza retorica o cadute di stile, nell’infanzia. È uno di quei libri che fanno da perfetto contrappeso al cinismo e alla crudezza della realtà di tutti i giorni. La bellezza della quotidianità e dell’ordinario qui è resa ancora più viva attraverso i pensieri, i dubbi e le gioie di un bambino. Se volete tornare, anche solo per un momento, a rivivere le suggestioni dell’infanzia senza il pericolo di imbattervi in qualcosa che sia puerile o che tradisca la vostra intelligenza, questo è il libro che fa per voi. Parole e disegni che parlano direttamente al cuore e che alleggeriranno la vostra anima.


Mia mamma è in America, ha conosciuto Bufalo Bill
Ma maman est en Amérique, elle a rencontré Buffalo Bill
Ma maman est en Amérique, elle a rencontré Buffalo Bill – Kindle
Mi mama: Este En America Y Ha Conocido a Buffalo Bill
Meine Mutter: ist in Amerika und hat Buffalo Bill getroffen



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.