Recensione: Misantromorfina

Editore Eris Edizioni
Autori Armin Barducci
Prima pubblicazione ottobre 2014
Prima edizione italiana ottobre 2014
Formato 16,5 x 24 cm , Brossurato b/n
Numero pagine 128 pagine15,00 €

Prezzo € 15,00

…cosa vorresti possedere, per colmare il tuo senso di inappagamento?
(Icaro a Deca)

PEZZI DI VITA

Leggere Misantromorfina, di Armin Barducci fa male. Lascia in bocca un sapore di ferro e polvere che non va via. Ma non dovete fraintendere queste mie parole, perché lo scopo di Barducci  era certamente quello di turbare il lettore, ed è stato raggiunto perfettamente. Ma nonostante questa chiarezza di intenti, le domande che mi sono posto alla fine del fumetto erano più delle risposte che avevo trovato nelle pagine. Leggendo si intuisce che l’autore ha riversato molto di se stesso in quest’opera, molte delle sue visioni, forse qualche vago tratto autobiografico inserito qua e la fra le pagine. Misantromorfina è un fumetto estremamente intimo, che non può e non vuole prescindere dal suo autore, e per questo necessita un minimo di approfondimento per essere compreso. Di per se già il neologismo utilizzato per titolo è interessante: unisce le parole misantropia, cioè quel sentimento di odio e disprezzo verso il genere umano, e morfina, che come termine non ha bisogno di spiegazioni ulteriori.

…tu sai che significa fiesser vixer, ne hai una idea?…..è tedesco, significa stronzo bastardo…lui si fa chiamare così perché lui è così…non capisci?
(Deca a Tam)

…DACCI OGGI IL NOSTRO DOLORE QUOTIDIANO

bauttaIvan spara alla gente dalla finestra con una pistola a pallini. Ivan porta una maschera, sempre. Indossa la sua bautta bianca dal momento in cui si sveglia al mattino, fino a che va a dormire, e così quello che tutti conoscono è proprio l’uomo con la maschera : il suo nome è Fivi. Dietro alla sua maschera nulla lo sfiora, non gli importa della gente che ha intorno e non è interessato alla sofferenza che genera con le sue azioni. Suo un fratello Icaro non è normale, e va in giro e passa i giorni a disegnarsi la testa pelata con un pennarello. Eppure quello che dice è estremamente profondo, anche se nessuno lo ascolta mai sul serio. Deca è disoccupato, ma anche lui bighellona per la città e trovare un lavoro non gli interessa, anche lui non è particolarmente interessato alla gente, ma riesce sempre a trovare il tempo per prendersi cura di una strana pianta. Lui e Fivi si conoscono, ma la loro amicizia è molto particolare. Deca è innamorato di Tam, ma lei ama solo Fivi, o almeno così crede. L’amore dovrebbe essere una cosa bella, ma ogni volta che loro stanno insieme, lei soffre tremendamente, ogni singola volta. E reagisce. Il dolore, la sofferenza che questi individui si infliggono più o meno deliberatamente, è il filo conduttore di questa storia, a metà fra la piatta e cruda realtà di una periferia senza nome ed un incubo di violenza fatta di sangue, ma anche di ligia ed ottusa assuefazione alle regole, dispensata da quei borghesi che loro malgrado condividono con i nostri cattivi, quegli stessi spazi. Lo stesso quotidiano che molti vivono giorno dopo giorno e dove ogni duro, alla fine trova sempre qualcuno che è molto più duro. E non è mai una bella esperienza.

misantromorfina 1

…perché mi piace vedervi star male. Vedervi soffrire per la vita che fate. Per le cose insoddisfacenti che possedete. Per il posto in cui vivete.
(Fivi a Deca)

CROCE E DELIZIA

misantromorfina 2L’autore espone uno spaccato di realtà molto circoscritto. Le scene descritte in ogni singolo riquadro di ogni tavola, potrebbero essere guardate singolarmente e potrebbero avrebbe comunque un senso. I personaggi, nel loro elegante bianco e nero, mostrano importanti mutazioni di aspetto e di espressività nel corso della narrazione, diventando di volta in volta protagonisti o comprimari, senza soluzione di continuità. Questa scelta narrativa viene amplificata dalla stilizzazione con cui l’autore rappresenta i suoi personaggi, infatti grazie ai dettagli che di volta vengono aggiunti o tolti alle figure, creano una rappresentazione dinamica ed interessante di tutti i protagonisti e della storia nel suo complesso. Molto evocativi sono anche gli sfondi, sempre indissolubilmente legati alle storie ed ai personaggi che ospitano. Questa visione però, il messaggio che è stato racchiuso nelle pagine, sono però legati in maniera molto, troppo stretta al suo autore. Se questa caratteristica è, come già detto, può essere il suo punto di forza è anche il suo più grande limite. Una rappresentazione di sofferenza così forte e profonda ha permesso a Barducci di trovare un segno potente, in grado di catturare l’attenzione. D’altra parte quegli stessi sentimenti così viscerali, sono forse più difficili da trasmettere ad un lettore casuale, ed è complesso pensare che ognuno dei potenziali acquirenti del fumetto abbia anche la curiosità, la voglia o semplicemente la forza di approfondire, per quanto possibile, le ragioni di scelte così estreme e personali.

Misantromorfina, opera di Armin Barducci è un fumetto particolare, con tematiche cupe e molto forti. Non è facile da leggere e non è facile da comprendere, un opera che merita attenzione, ma che è destinata ad un pubblico maturo e piuttosto preparato. Molto interessante la scelta editoriale di rilasciare il volume con licenza Creative Commons, che permette a chiunque di utilizzare e riprodurre l’opera, in tutto od in parte, a patto di non ottenere profitti dalla diffusione e di citare ogni volta l’autore. Questo riuscirà ad aumentare la diffusione dell’opera e magari ad attirare nuovi acquirenti per il bellissimo volume cartaceo realizzato dalla Eris Edizioni. Buona Lettura.

misantromorfina live


Misantromorphina
Il muretto
Mox Nox
Fino all’ultima mezz’ora
Inverno rosso



LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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