Recensione: Orfani #01 – Piccoli spaventati guerrieri

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Roberto Recchioni, Emiliano Mammuccari
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2013
Formato 16×21
Numero pagine 98

Prezzo non precisato

Non abbiamo nessuna casa a cui tornare.
Nessuna famiglia ad aspettarci.
Siamo orfani e lo resteremo per sempre,
ma da oggi non siamo più soli
(da Orfani)

Il primo fumetto a colori firmato Bonelli.
Un grande numero da collezione.
Una serie che promette bene.

Tutto vero ma Orfani, se possibile, è molto di più.
Orfani è il frutto della collaborazione tra Roberto Recchioni e Emiliano Mammuccari, che nella breve introduzione al primo albo riescono a evocare un suggestivo spaccato della realtà post-apocalittica dove l’opera si svolgerà.

Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla. Poco importa se è una farfalla con le ali d’acciaio.
– Roberto Recchioni

Nessuno sa cosa accadrà domani. Di sicuro, però, il giorno dopo la fine del mondo inizierà con un battito di ciglia.
– Emiliano Mammuccari

Introdotti all’opera dalla copertina di Massimo Carnevale e accompagnati nella lettura dai meravigliosi colori di Lorenzo De Felici ed Annalisa Leoni, proprio in un battito di ciglia assisteremo alla fine del mondo che conosciamo e alla reazione dell’umanità di fronte alla distruzione quasi totale della propria specie.
Ci troveremo immediatamente a seguire le avventure di un gruppo di preadolescenti sopravvissuti all’apocalisse, dei quali un esercito – non si sa ancora se regionale o globale – intende servirsi per garantire la sopravvivenza della Terra, devastata da un attacco proveniente da un pianeta alieno. La narrazione scorre veloce, soffermandosi con poche ma efficaci battute sull’aspetto psicologico che la situazione comporta e sui rapporti che sorgono all’interno del gruppo, dove inevitabilmente i caratteri di sconosciuti ragazzini in pericolo di vita si trovano a cozzare e gerarchie più o meno esplicite iniziano a delinearsi.
La tensione si mantiene per tutto il volume ad alti livelli e ci vengono offerti soltanto pochi punti di riferimento, i quali permettono di capire che cosa sta effettivamente accadendo ma lasciano alla nostra esperienza di lettori il gratificante compito di dedurre tutto il non detto.

Le persone care e appassionate sono le più pericolose,
perché sanno di poter sopravvivere… A tutto.

Orfani presenta numerosi elementi cari ad appassionati di fantascienza e scenari post-apocalittici,  ma la sua componente introspettiva si presta a lasciare soddisfatti anche tutti coloro che hanno amato le premesse (e sottolineo le premesse, senza ulteriori accostamenti di sorta) alla base di pietre miliari quali Il Signore delle Mosche o Battle Royale.
Certo, Orfani si distanzia immediatamente e in modo molto netto dalle linee di sviluppo, differenti anche tra loro, delle due opere citate, ma rimane comunque rilevante l’elemento comune rintracciabile in un gruppo di ragazzi catapultati in una situazione estrema, lontani dalla società del superfluo dove sono cresciuti e costretti a relazionarsi con i propri coetanei senza alcun punto di riferimento se non i propri valori. I rapporti che tra essi si instaureranno e le reazioni che ognuno di loro proverà di fronte a una minaccia di morte costante e alla presenza nel proprio vissuto di un evento catastrofico e irreparabile, costituiscono premesse che conferiscono ad Orfani al medesimo tempo le potenzialità per rimanere nella storia e la responsabilità di non trascurare un aspetto psicologico decisamente complesso.

 

Mantenendo la tensione sempre alta e il susseguirsi degli eventi coerente e plausibile, il primo numero di Orfani scorrerà sotto i vostri occhi senza che – appunto – battiate ciglio, invitandovi a rileggerlo per poter apprezzare meglio l’incisività dei dialoghi, l’accuratezza dei disegni e la suggestività dei colori.
Un’opera che se manterrà le promesse potrà diventare un grande classico del fumetto italiano, di cui tra vent’anni si potrebbe parlare con quei termini che vengono riservati soltanto ai capolavori.

 
Orfani #0 – La Fine è solo l’Inizio
Orfani 1: L’inizio
Orfani 2: Bugie
Orfani 3: Verità
Orfani 4: La fine

C4 MATITE:

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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Nessuna Risposta

  1. Nicholas Venè ha detto:

    Ciao, hai assolutamente ragione. Di fatto è quello che intendo dire anch’io con “se manterrà le promesse potrà diventare”.
    A me le basi della trama, sulle quali essa si deve articolare, sono piaciute davvero molto e ritengo abbia un ottimo potenziale. Se dovesse rivelarsi banale sarò il primo a rammaricarsi dell’occasione sprecata.

  2. Fabfab ha detto:

    Vabbé, evviva l’entusiasmo però finora questa serie ha dalla sua disegni e colori, ma la trama ancora deve articolarsi: sono al secondo volume, ma finora è impossibile capire se diventerà davvero un classico oppure si orienterà verso la banalità dei modelli cui pare ispirarsi al momento…

  1. 3 dicembre 2013

    […] Qual è stata l’accoglienza del pubblico alla presentazione di Orfani? Questa edizione ha ospitato artisti coinvolti nel progetto quali Davide Gianfelice e Alessandro […]

  2. 6 gennaio 2014

    […] leggo raccolte o storie autoconclusive, a parte qualche serie Bonelli tra cui la recente Orfani che, vista la novità a colori, era quasi un acquisto […]

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