Recensione: Orfani #08 – War pigs

Editore Sergio Bonelli
Autori Roberto Recchioni (testi) e Davide Gianfelice (disegni)
Prima pubblicazione Maggio 2014
Prima edizione italiana Maggio 2014
Formato Bonelli
Numero pagine 100

Prezzo 4.50€

L’inferno non ha limiti e non è circoscritto in un unico luogo…
Perché dove ci siamo noi… Lì c’è l’inferno.
(Orfani #8)

WAR PIGS

Londra (edit), Berlino. Attorno a quel che rimane della città, camion di militari distribuiscono viveri alla gente affamata. È la disperazione e due dei soldati commentano la scena, mostrando le differenti facce della stessa medaglia. Un Banksy postapocalittico è intento a terminare il proprio ratto accusatore, quando viene scoperto e minacciato dall’ “alza le mani!” di un soldato. La reazione della writer le vale un proiettile in testa. È l’inferno.

Per gli Orfani è il momento di tirare le somme, di dimostrare la pasta di cui sono fatti e diventare il simbolo per gli altri soldati. La dimostrazione che il genere umano ha saputo sopravvivere alla devastazione e rialzarsi dalla polvere, più grande e più forte di prima.

La prova per il leader. Il Boyscout.

Jonas shoot

Credevo che guerrieri e soldati fossero la stessa cosa…
È un errore che commettono in molti. Ma il compito di un soldato è quello di eseguire gli ordini…
E quello di un guerriero?
Combattere in nome di ciò in cui crede con tutte le sue forze
(Prof.ssa Juric, Gen. Nakamura – Orfani #8)

IL SOLDATO E IL GUERRIERO

Ordine o verità? Nel presente degli Orfani è giunto il tempo delle scelte, il punto di non ritorno. La verità è stata svelata ed è terribilmente ingiusta. L’ingiustizia, il “motore immobile dell’universo” (Gen. Nakamura).

Tutti hanno bisogno di speranza e per questo anche un tradimento può essere – o diventare – a fin di bene. Cosa fare allora? Accettare il disegno o lasciare esplodere rabbia e caos? È il tempo delle coscienze, dei tradimenti. La resa dei conti.

Allora si deve scegliere se essere soldati o guerrieri.

Orfani #8 soldati

CONSIDERAZIONI

Dopo la svolta nella storia aperta dal finale del numero #5 L’uomo con il fucile e irrotta con “…E rinascerai con dolore” (Orfani #6), la serie procede nel climax che immaginiamo la accompagnerà fino alla fine di questa prima stagione. Devo dire che anche il coinvolgimento del lettore segue il crescendo narrativo e lo sviluppo dei personaggi e dell’intreccio numero dopo numero.

War Pigs” è un albo intenso. Per la sceneggiatura, che oltre a non risparmiare importanti colpi di scena porta a riflettere su etica e sentimenti, con un’inevitabile identificazione di chi legge con i personaggi coinvolti. Per i disegni, di Davide Gianfelice, bravo a trasmettere drammaticità e pathos soprattutto nelle scene di azione, grazie alla plasticità dei suoi personaggi e alle inquadrature. I colori, di Stefano Simeone, si sposano in maniera perfetta per tonalità e sfumature con tutto il resto. Stupenda anche la copertina di Massimo Carnevale.

In conclusione, War Pigs è un numero in cui i testi lasciano grande spazio all’immagine, in una miscela cercata e trovata molto bene, che rapisce il lettore e lo spinge a una rilettura.

   
Orfani #8 – War Pigs
Orfani 1: L’Inizio
Orfani 1: L’Inizio – Cover variant
Orfani 2: Bugie
Orfani 3: Verità



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Simone Severi

Nato negli anni in cui il genere manga segnava in modo indelebile la cultura dell’Occidente, mi nutro inizialmente di cartoni animati e all’età di 8 anni circa scopro Dylan Dog e vengo travolto dall’universo di fumetti e videogiochi. Oggi cerco di coltivare ancora con lo stesso spirito queste passioni, lottando contro la noia della vita moderna.

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3 Risposte

  1. Simone Severi ha detto:

    Errata corrige: dalla regia suggeriscono Berlino. Grazie per averci letto e per la precisazione. = )

  2. RRobe ha detto:

    Però è Berlino.

  1. 23 giugno 2015

    […] musica metal era già stato fatta con il numero 8 della prima stagione, intitolato “War Pigs” esplicito riferimento alla canzone dei Black Sabbath. Dal titolo “Death Metal” […]

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