Recensione: Promethea

Editore Magic Press
Autori Alan Moore, J. H. Williams III, Mick Gray
Prima pubblicazione 1999
Prima edizione italiana 2000
Formato 17×26
Numero pagine 170

Prezzo non precisato

You don’t wanna go looking for folklore.
And you especially don’t want folklore to come looking for you.
(Barbara Shelley a Sophie Bangs)

UN ACCENNO DI TRAMA

importD52Quella di Promethea è una storia a dir poco complessa, e la sua trama più difficile di altre da riassumere in poche righe. Tutto nasce da una ricerca universitaria che diventerà una vera e propria quest per ritrovare se stessi. Sophie Bangs è una studentessa del college che vive in una New York del 1999, città di una realtà alternativa, futuristica e vagamente distopica; è alla ricerca di informazioni sul personaggio mitologico di Promethea, figura certamente affascinante che ricompare ed influenza attraverso i secoli sia la letteratura, seppur quella bassa e seriale, che la cultura pop, impersonando l’archetipo del principio femminile dell’immaginazione poetica. Questa ricerca le farà incontrare Barbara Shelley per un’intervista a riguardo, e questo incontro segnerà il destino di entrambe, in maniera vagamente prevedibile e immediatamente svelata: Sophie sembra essere destinata a vestire i panni di Promethea stessa. promethea016-16-17Il perché non è così banale, e preferisco lasciarlo alla suspense della lettura. Questa responsabilità, questi poteri, come per ogni supereroe che si rispetti, portano con sé mirabolanti avventure ed acerrimi nemici. Se poi si fanno i conti con le realtà alternative, magiche e mistiche visitate dal personaggio, e si tiene conto che l’obiettivo di Promethea è quello di portare l’Apocalisse sulla Terra, il mix della trama di questo fumetto si fa decisamente intrigante.

CHE ALMENO UN FUMETTO SU MILLE CONTENGA UNA LEZIONE FILOSOFICA

Quando si parla di Promethea non si può prendere a paragone nessun altro fumetto. È un’opera a sé stante, dalla genialità unica, dalla resa magnifica, e forse così impegnata e alta che risulta difficile da digerire per il lettore. I riferimenti sono moltissimi ed estremamente colti, disseminati dietro i dettagli di ogni singolo piano dell’esistenza, e riferiti a quasi ogni campo che si possa definire culturale: passa dalle varie religioni ai tarocchi, all’occulto, al misticismo mitologico condendo il tutto con una sottile e arguta critica al materialismo che ha portato il mondo a immergersi nel commercialismo fino al feticismo della scienza.promeheaI testi sono del divino Alan Moore, un nome che è un marchio di qualità, e le illustrazioni di J. H. Williams III e Mick Gray che in questa occasione hanno davvero superato ogni limite di bravura per la sperimentazione artistica di cui sono stati capaci nelle tavole. Quello di Promethea è un testo difficile, e per ammissione dello stesso Moore didattico, e che spiega ai lettori una parte della sua visione filosofica riguardo l’arte e la magia – indimenticabile il personaggio di Aleister Crowley –, combinando però elementi supereroistici, con un occhio di riguardo per il femminismo, teorie metafisiche e allucinazioni psichedeliche.promethea
Alle critiche che gli sono state fatte per la difficoltà del testo, e proprio perché accusato di aver utilizzato il fumetto per propagandare le proprie idee, Moore risponde “There are 1000 comic books on the shelves that don’t contain a philosophy lecture and one that does. Isn’t there room for that one?“, che in soldoni è il titolo dato a questo paragrafo.
Ma questa è un’interpretazione quanto più possibile oggettiva dell’opera, se si parla in termini di soggettività risulta probabilmente un po’ fredda, ripetitiva e a volte delirante: insomma decisamente stancante.
250px-PrometheaI primi numeri sono a dir poco piacevoli, si consumano tra le dita senza neanche accorgersene, ma più ci si addentra nella storia, più si entra nel mistero che incolla il naso del lettore al volume, più la trama sembra sfaldarsi tra le mani, perdendo i contorni che divengono sempre più sfumati, a favore di questa filosofia che rischia di lasciare l’amaro in bocca.
Insomma, pur consapevole del capolavoro che avevo tra le mani non sono riuscita ad apprezzarlo fino in fondo, non ad amarlo come ho fatto con altre opere dello stesso Moore e decisamente impossibilitata a definire questo il suo capolavoro. Non me ne vogliano troppo i lettori di C4Comic.

L’EDIZIONE, ORIGINALE E ITALIANA

Promethea viene pubblicata in America dalla ABC, ossia America’s Best Comics, un sottobrand della WildStorm specializzata nelle pubblicazioni dei personaggi di Moore. Originariamente pubblicata in 32 volumetti dalla cadenza irregolare dal 1999 al 2005 esce in Italia con la Magic Press nel 2000, per poi essere rieditato nel 2003 in cinque volumi brossurati dalla copertina flessibile e certamente di richiamo. PrometheIn conclusione, sebbene sia un fumetto che richieda una certa propensione mentale, merita certamente di essere posseduto e amato, perché tra i mille della biblioteca è forse l’unico che abbia uno spessore, che ti rimanga dentro, germogliando, lasciando dentro il suo lettore degli interrogativi a cui forse non riuscirà mai a rispondere, e che proprio per questo gli daranno qualcosa di più del semplice svago effimero della lettura consumistica del fumetto.784750Insomma, quella di Promethea è un’opera d’arte, e con questo s’è detto tutto.

 

LA NOSTRA PAGELLA: 8.5/10



Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

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