Recensione: S.

Editore Coconino
Autori Gipi
Prima pubblicazione 2007
Prima edizione italiana 2007
Formato cm 17 x cm 24
Numero pagine 112

Prezzo € 15,50

Io ci casco tutte le volte. Tutte le volte mi frega. Tutte le volte salto in aria dalla paura. E allora lui ride e si alza ed io capisco che era il solito scherzo pauroso. Gipi

TRADUZIONE PERSONALE

Respira piano mi dico, respira piano. E lo faccio. Sono solo e questo è esclusivamente un caso, ma forse una condizione necessaria, come quando si scova una frase eterna tra la periferia di migliaia di pagine di un libro. Mi sento così adesso che ho finalmente trovato la mia stele di Rosetta, la chiave che mi consente di attraversare il giardino che Gianni Pacinotti (al secolo Gipi) ha lasciato fiorire. Dovrei scriverla a mano la recensione, senza prestare troppa attenzione agli spazi, al lettering e alle correzioni; per ritrovare la condizione naturale della scrittura come fa lui, quindi immaginatevela così anche se non lo è, perché sarà anche l’unica finzione.

gipi

Qualche anno fa, non troppi però, ho percepito il fenomeno crescente del seguito riscosso da questo artista pisano; ho sfogliato incuriosito molte volte in fumetteria i suoi lavori, respingendoli repentinamente, aggredito da un disegno aggressivo, approssimativo, al limite dello scarabocchio. Inutile dire che oggi ho tutto quello che ha prodotto. Ci sono arrivato, ho trovato il linguaggio segreto che era sempre lì e che non riuscivo a tradurre. Accade spesso con l’arte moderna quando non si è in grado di misurare la grandezza di un’opera solo perché non si hanno gli strumenti adeguati; ci vuole tempo per perdersi prima di risalire la strada che riporta a casa, per permettersi di voltarsi e scoprire scorci nuovi mai considerati. Con Gipi accade esattamente la stessa cosa, ti invita a imboccare una strada secondaria, sterrata, a volte polverosa, che non consente mai di vedere oltre la prossima curva. Non resta che fidarsi e seguire i passi di chi conosce a menadito il territorio dei propri sogni.

s_gipi

S. COME ESSENZIALE

Sfacciato nella sua più scaltra semplicità. S. è una storia biografica, scritta e disegnata d’impeto, sotto la luce forte dei ricordi. E’ un onesto omaggio verso una persona importante, come solo un padre può esserlo. Gipi rappresenta il panorama mutevole che si trova dentro, porta a galla i colori che tentano di decantare sul fondo delle storie dimenticate, apparendo come macchie decise, ora affievolite, ora cariche di tempesta. S. corre tortuoso sul doppio binario presente – passato, accavallandosi, senza mai sovrapporsi; il disegno è un linguaggio da scoprire, filiforme, scarno, essenziale, eppure efficace, ispirato e comunicativo. Le vignette sono lo spazio geometrico non troppo rigoroso volto ad assecondare una spinta creativa che arriva ad ondate, ma non si è soli in questa geografia di colori: lunghe didascalie, più simili ad annotazioni, pendono tra le pagine, pronte a spiegare e a fissare il periodo come ognuno di noi ha fatto almeno una volta sul diario o un qualsiasi foglio di viaggio, quando la necessità di fissare un pensiero impegnato a svanire sta perdendo consistenza. Le parole sono appunti, emozioni che trovano un significato espresso in combinazioni di lettere, un bel vantaggio per chi fissando la tela tenta di carpirne il senso profondo.

Consiglio vivamente di vedere sul sito della RAI , nel programma Fumettolgy l’intervista realizzata a Gipi, qui trovate la nostra. Scoprirete un uomo spudoratamente onesto, scevro da architetture imbastite ad arte, incontrerete una persona amorevole, disponibile, votata alla semplicità nel senso migliore che si possa immaginare.


S.
S. (Tedesco)
S. (Spagnolo)
S. (Francese)
S. (Album francese)

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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2 Risposte

  1. 4 dicembre 2015

    […] di entrambe le copertine di “Questa è la Stanza”, alcune delle splendide tavole a colori di “S.”, ma anche l’originale della copertina realizzata per la variant “lucchese” di Dylan Dog, […]

  2. 29 settembre 2016

    […] bande dessinée d’Angoulême. I suoi libri: Esterno notte (2003), Questa è la stanza (2005), S. (2006), LMVDM – La mia vita disegnata male (2008), l’antologia Diario di fiume e altre […]

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