Recensione: Strangers in Paradise Vol. #3

Editore BAO Publishing
Autori Terry Moore
Prima pubblicazione Antarctic Press
Prima edizione italiana Macchia Nera
Formato Brossura – 16×24 cm
Numero pagine 366

Prezzo € 18.00

– Ti amo, Yousaka Takahashi.
L’ho sempre fatto e sempre lo farò.
Ricordatelo o tornerò a prenderti a calci in culo. Capito?

NASCONDIMI NEL LATO OSCURO DEL TUO CUORE

Francine si è appena svegliata, sente un vociare provenire dalla cucina, la figlia sta chiacchierando allegramente con la nonna, stanno facendo i biscotti… ma c’è qualcun altro con loro. Francine entra in cucina per capire cosa stia succedendo e le vengono le lacrime agli occhi dall’incredulità. Katchoo. La persona che è stata sinonimo di Casa e di Amore, la donna a cui non parla da anni, l’unica persona che può restituirle la felicità è lì, in piedi davanti a lei. Sono passati dieci anni da quella maledetta estate in cui le loro strade si separarono. Cosa accadde allora non ci è dato saperlo, non ancora.

Il volume si apre dove si era chiuso il precedente e la storia scorre su due piani temporali ben distinti eppure intrinsecamente legati tra loro: da una parte abbiamo le due amiche, oggi ormai adulte e indipendenti, che si incontrano dopo lungo tempo e dall’altra, la parte più corposa del volume, prosegue il racconto delle vicende del passato. In questo terzo e attesissimo capitolo di Strangers in Paradise i nodi iniziano a venire al pettine, la tensione sentimentale tra le due amiche sembra giungere all’apice, dalla tomba l’ombra di Darcy Parker continua ad allungarsi inesorabile sul destino del terzetto e Katchoo e David dovranno confrontarsi con una tragedia che cambierà per sempre le loro vite.

IT FEELS GOOD TO BE BACK IN PARADISE

Chi ha già letto i primi due capitoli di SiP sa perfettamente quanto sia terapeutico tornare in Paradiso. In quello di Moore, ovviamente. Aprire questo terzo volume di Strangers in Paradise non vuol dire soltanto scoprire come si evolve la storia e cosa succede ai protagonisti.

C’è di più. Molto di più.

Della bravura di Terry Moore, della sua capacità di imbastire una trama intricata e un perfetto meccanismo narrativo, del suo talento nel descrivere l’universo femminile e nel rendere i propri personaggi reali e veri, di tutto questo abbiamo già parlato (dove? vedere le recensioni dei primi due volumi, qui e qui – ndr). Ma per nostra fortuna, l’abilità dell’autore texano non si ferma “soltanto” a questo. Immergersi nella lettura vuol dire entrare in un universo di immagini, citazioni, poesie, visioni e canzoni. Pagine che sono veri e propri spartiti musicali, muri di parole e di suoni, dove troviamo una continua ricerca e re-invenzione della tavola. Se c’è un limite alle potenzialità che il mezzo fumetto offre, Moore ancora una volta sposta l’asticella più in alto e quello che sorprende è la coerenza. Tutto è perfettamente amalgamato. Assistiamo a vere e proprie tragedie così come a situazioni divertenti e al limite del grottesco, azione, spargimenti di sangue e thriller viaggiano a braccetto con la comedy e il cartoon made in USA. Fumetto canonico e pagine di romanzo si susseguono con disinvoltura e senza soluzione di continuità e l’abilità con cui l’autore passa da una forma narrativa all’altra è da Oscar. Non è un caso che SiP abbia vinto, tra gli altri, un Eisner Award come Migliore Serie.

INDIETRO NON SI TORNA

In questo terzo capitolo veniamo risucchiati in un vortice di eventi e colpi di scena che tengono inchiodati alla pagina; il tono dell’opera si fa più oscuro e violento, non c’è più spazio per le risate e i giochi. Quel tempo è finito, forse per sempre, destinato a vivere nei ricordi e a perdersi in un angolo della memoria, un’isola felice, perfetta e protetta che era solo una pia illusione. È arrivato il momento che Francine, David e Katchoo affrontino le conseguenze delle loro azioni e delle loro scelte. Ciascuno deve andare incontro al proprio destino. Indietro non si torna.

SiP ha il potere di stregare il lettore e una volta iniziato a leggere non si smette fino alla fine. Questo terzo capitolo, forse il più bello dell’opera fino ad ora, non è da meno. Ogni volta che apro un volume di Strangers in Paradise, ogni volta che abbraccio nuovamente i suoi personaggi, ogni singola volta sorrido e non riesco a fare a meno di pensare che finalmente, “sono a Casa”.


Strangers in Paradise: Vol. 3
Strangers in Paradise: Vol. 1
Strangers in Paradise: Vol. 2
Strangers in Paradise: 1
Strangers in Paradise – Omnibus Edition



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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