Recensione: Texas Cowboys Vol. #1

Editore ReNoir Comics
Autori Lewis Trondheim (testi) – Matthieu Bonhomme (disegni)
Prima pubblicazione Dupuis – 2012 (Francia)
Prima edizione italiana ReNoir Comics – 2012
Formato Cartonato – 18×25 cm
Numero pagine 144 pp.

Prezzo € 15.90

Voglio tutto questo ma mille volte più violento,
perché così è il mezzo acro d’inferno di Fort Worth.
Il peggio della feccia di tutti i bifolchi dell’ovest,
in uno spazio grande come il culo di una mosca.

IL MEZZO ACRO D’INFERNO

CoverBoston, 1878. Harvey Drinkwater è un giornalista e corrispondente per il giornale locale e, suo malgrado, si trova costretto dal proprio capo a partire per scrivere un articolo sulla zona più selvaggia e sanguinosa di tutti gli Stati Uniti, quel mezzo acro d’inferno che risponde al nome di Fort Worth, Texas. Ha così inizio una storia che lo porterà ad affrontare mille avventure e insidie, a conoscere e venire a patti con sé stesso e con alcuni dei più pericolosi fuorilegge e tagliagole del paese. In Texas Cowboys non mancano sparatorie, rapine, risse nei saloon e cavalcate nelle pianure polverose del sud degli States: un fumetto western in piena regola che mixa sapientemente gli stilemi del genere con dialoghi taglienti, un impianto narrativo moderno e un ritmo che tiene incollati sino all’ultima pagina. Un caposaldo del fumetto d’autore francese che finalmente arriva nel nostro paese grazie a ReNoir Comics.

UNA SERIE DI COINCIDENZE

Ritaglio 4x4Una delle caratteristiche che fa di questo volume un autentico gioiellino è la capacità di restituire al lettore il caos, la precarietà e la mancanza di valore della vita umana all’epoca del selvaggio west. L’autore sceglie di mostrare i fatti nudi e crudi, colui che narra è osservatore super partes e racconta senza condannare e senza una parola in più del necessario. L’assenza di giudizio è evidente anche nel mostrare i personaggi per quello che sono: non ci sono buoni e cattivi nell’affresco dello scrittore francese, ognuno ha le sue ragioni e porta con sé il proprio fardello.

Pag. 1Lewis Trondheim scrive uno splendido racconto corale nel quale le vicende dei protagonisti, apparentemente slegati gli uni dagli altri, si susseguono (e inseguono) mediante l’uso continuo di salti temporali, mettendo in scena una serie di eventi che finirà per far incrociare tra loro i destini dei suoi inconsapevoli attori. Ed è proprio attraverso il racconto del dedalo di storie che compongono questo affresco, che l’autore trasmette e fa respirare al lettore la sensazione opprimente di essere in balia degli eventi. Nulla dura per sempre, ogni istante porta con sé quel carico di tragica e imprevedibile fatalità che, mischiandosi alla polvere delle strade e del deserto, entra in gola, si fa strada fino ai polmoni e brucia con prepotenza. Ogni bicchiere, unico rimedio contro la sete, la pazzia o la solitudine, potrebbe essere l’ultimo: una frase sbagliata durante una partita a poker oppure il trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato, e si è mangime per i corvi.

– Ve ne andate?
– Sì, vado via. Gli uomini si fanno uccidere troppo facilmente da queste parti.

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Spesso durante la lettura, le gesta di un personaggio prendono il via senza introduzione, quasi si trattasse dell’inizio di un’altra storia, qualcosa di diverso da ciò che era raccontato sino a un istante prima, ma tutto ha un senso, tutto è fatalmente collegato e ogni azione ha le sue definitive e irrevocabili conseguenze. Il compito del lettore è quello di farsi trasportare dalla storia e assistere al ricomporsi dell’affascinante puzzle che si presenta davanti ai suoi occhi.

È a causa di una serie di coincidenze che Harvey Drinkwater finisce a Fort Worth, Texas. E proprio le coincidenze sono il motore narrativo di questo piccolo miracolo del fumetto francese.

IL POP-WESTERN

Pag. 2Alle matite troviamo un ottimo Matthieu Bonhomme che con il suo tratto realista e sporco quanto basta, e grazie ad una colorazione quasi “pop”, rende Texas Cowboys un fumetto unico nel suo genere. Le tavole sono dinamiche e le scene d’azione proiettano il lettore all’interno della vicenda. L’impianto grafico, assieme al taglio narrativo, rende il tutto credibile e allo stesso tempo moderno e nuovo, senza snaturare il genere. Scrittura e disegni si sposano e rendono il volume assolutamente godibile sotto ogni punto di vista. In ultimo si segnala la presenza, a fine volume, di due pagine in cui viene raccontato per ciascun personaggio l’epilogo della propria storia personale a seguito dei fatti narrati.

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Consigliato agli amanti del genere western, del fumetto d’autore francese e a coloro che non sanno resistere a dialoghi taglienti e a personaggi che non sfigurerebbero in un film di Tarantino.


Texas cowboys: 1
Texas cowboys: 2
Texas cowboys – Francese
Texas Cowboys 2 – Francese
A.L.I.E.E.N.



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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