Recensione: The boys

Editore Dynamite Entertaintment (Wildstorm – DC comics per i primi 6 numeri)
Autori Gart Ennis – Darick Robertson
Prima pubblicazione ottobre 2006
Prima edizione italiana Panini Comics
Formato 17×26 cm
Numero pagine 48

Prezzo non precisato

THE BOYS. A CHI SERVONO I SUPEREROI?

Il fumetto, nel senso più panoramico del termine, è una religione per moltissime persone, e come ogni buona religione ha i suoi fondatissimi dogmi.the-boys-comic
Alcuni esempi? Nessuno si chiede perché alcuni personaggi dopo 20, 30 o 40 anni non sono mai invecchiati, nessuno si chiede per quale bizzarra ragione si vestono tutti i giorni nella stessa maniera qualunque operazione o missione gli si ponga di fronte, nessuno si chiede perché un supereroe non possa essere una persona cattiva, disonesta, venduta.
Beh, in verità dei tentativi ci sono stati, e non mi riferisco al cattivo di turno contrapposto per necessità editoriale al grande buono, ma piuttosto a personaggi ambigui come lo sbandato Hancock o gli irriducibili di Watchmen.
The Boys, il fumetto di Garth Ennis, sembra velatamente proseguire sulla scia di quest’ultimo, marcando con forza estrema il concetto. Le vicende si adagiano nel mondo contemporaneo, fresco, vivo e affaccendato per come lo conosciamo noi tutti, con un’unica sottilissima differenza: esistono numerosi supereroi.

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?

Qui i super per molti sono un problema. Idolatrati dalle folle, osannati dalle masse, glorificati da un mare di pubblicazioni a fumetti e dal più moderno merchandising che si possa immaginare, sono diventati più che una risorsa contro la dispotica criminalità unathe-boys risorsa alla più accanita ed esosa bramosia di potere. Sono protetti e controllati dal governo, che attraverso la scoperta di un composto chiamato “V” ha la capacità di eleggere a proprio piacimento a grado di super chi ritiene più opportuno.
Ma se da una parte sono ligi ai doveri di paladini dall’altra, forti di una impunità praticamente totale, si lasciano andare ai più bassi istinti: non è difficile incontrare un super dedito all’alcol, alla droga, alla corruzione o a svariate deviazioni sessuali.
In uno scenario molto confuso dove le forze in gioco sono moltissime si muove un’organizzazione al soldo della C.I.A., sono i “boys”, un gruppo molto particolare e deciso di uomini che non nutre molta simpatia per  l’Olimpo di questi nuovi dei. Con mezzi rudimentali ma efficaci contrastano, aiutati da personaggi improbabili, il potere che sembra abbracciare con forza cause sempre più sbagliate.

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ALLONTANATE I BAMBINI!

Detto questo ricordatevi di un ultimo avvertimento: lasciate lontano il fumetto dalla portata dei bambini (o da conoscenti con coronarie sensibili)!
Questo fumetto vi divertirà, sempre che siate disposti a sottoporvi alla crudità della morte, perché qui non ci sono scene velate o ricomposte a silhouette in tono di nero, qui chi muore lo fa con clamore, nulla viene nascosto. I corpi cadono a pezzi in fiumi di schizzi e colate di sangue, in puro stile splatter. Gli abusi o le perversioni sessuali sono ben a fuoco e collocati in posizioni di riguardo, i corpi nitidi non lasciano nulla davvero al caso. In fondo si ride per compiacere la ricerca ossessiva della volgarità, ogni posa osteggia un’idea, ogni gesto sottolinea il processo all’ordine dei super protetti.
Garth Ennis odia i supereroi e si vendica con questa storia a fumetti, sviscera la loro intoccabile altezza sotterrandoli nelle peggiori bassezze che nemmeno il più meschino degli esseri umani è in grado di immaginare. A tenere insieme i disegni, come ovvio, c’è un linguaggio crudo, spietato, spinto all’eccesso, e gratuitamente punteggiato di parolacce, imprechi e ingiurie.
Prendete la giusta distanza dal mondo quando aprirete queste pagine, per non essere giudicati anche voi e minacciati di collusione; ricordatevi che per fortuna è tutta finzione… oppure no?

 

LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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