Recensione: Tin Tin

Editore Rizzoli Lizard
Autori Hergé (raccolto da Gandus per la prima volta in Italia)
Prima pubblicazione 1929
Prima edizione italiana 1955
Formato variabile
Numero pagine variabile

Prezzo non precisato

LA CATENA EVOLUTIVA

Quando ho occasione di visitare la collezione di un amico o di un conoscente o di un semplicissimo sconosciuto, cerco di intuire che tipo di lettore di fumetti è da tanti dettagli, per come sono conservati, per la loro quantità, per le scelte editoriali, ma soprattutto verso quali personaggi ha rivolto la sua simpatia, le proprie risorse, l’attenzione. Confesso che uno di questi è Tin Tin. Forse, mi illudo che sia naturale conoscere un personaggio così solare ed esposto al mercato da oramai decine di anni. Hergé, pseudonimo di George Remi, propose una versione acerba di Tin Tin già nel lontanissimo 1929, per sottoporlo a continue evoluzioni fino ad affinarlo verso quella silhouette oggi universalmente riconoscibile. Le avventure sono ambientate negli anni trenta, lo stesso protagonista indossa i pantaloni alla zuava, ma non hanno un luogo preciso di riferimento, poiché le vicende di snodano linearmente verso i luoghi più insondati del pianeta, dalle fumerie d’oppio della Cina, ai bazar d’oriente, ai ghiacci eterni dell’Himalaya, ai deserti roventi del Sahara. Questo desiderio di considerare il mondo intero come un campo aperto sul quale movimentare i personaggi, non è un semplice capriccio di Hergé, ma è la ricerca continua di conoscere culture diverse, modi di pensare antichi, stili di vita esasperati. Lo stesso autore compie viaggi alla ricerca di impressioni, nuovi soggetti, entrando in contatto continuamente con ambientazioni cariche di mistero, profondità e carica narrativa. Tin Tin è un personaggio ben definito, anche se del suo passato e buona parte del suo presente non si conosce praticamente niente. E’ un ragazzo edotto e molto curioso, forgiato da un carattere forte e da una vivace intelligenza, spirito d’avventura facilmente incendiabile e con un’incrollabile fiducia nell’amicizia. Di professione reporter, anche se resta un autentico mistero come si guadagni da vivere.

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UN SUCCESSO PLANETARIO

Apparso timidamente sul settimanale belga Le petit Vingtième, nel giro di pochi anni conquista il palcoscenico francofono per poi affermarsi ovunque. Giunge in sordina in Italia nel 1955 con un periodico a lui intitolato, ma dura ben poco. Si succedono altri tentativi poco fortunati, fino a che la casa editrice genovese Gandus propone un’uscita alla maniera francese, in brossura per le edicole e successivamente cartonati per le librerie. Anni dopo verrà nuovamente riproposta da Comic Art e recentemente da Lizard.

L’immagine del ragazzo col ciuffo biondo inizia a farsi largo nella panacea dei personaggi a fumetti, guadagnandosi un rispettabilissimo posto di riguardo. Hergé si scopre un’infaticabile modellatore, ammorbidisce gli angoli fino a trovare la definizione perfetta e un tratto d’eccezione. Sarà proprio lui a definire un uovo linguaggio espressivo, divenuto famoso col nome di ligne claire, l’essenzialità di un tratto limpido e chiaro, ma mai superficiale o deduttivo. I disegni sono capolavori di sintesi grafica accomodati su sfondi estremamente dettagliati e mai lasciati al caso. Verso la fine degli anni ’70 diventa per poco più di venti puntate un accattivante cartone animato; in Italia viene trasmesso dalla Rai nel programma Supergulp!. L’intensità sognatrice proposta da questo irriducibile personaggio conquista, seppur in tono minore, il difficilissimo mercato americano, influenzando menti del calibro di Steven Spielberg che per decenni cullerà il sogno di farne un vero e proprio film, sogno poi realizzato di recente con il lungometraggio – “Le avventure di Tin Tin, il segreto dell’unicorno“.

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ICONE E PERSONAGGI

Come molti colleghi anche Tin Tin possiede molti caratteri che lo rendono riconoscibile immediatamente. Il razzo rosso puntato verso il cielo, al centro delle storie “Obiettivo luna ” e “Uomini sulla luna“, diventa immediatamente un icona inossidabile. A corollario delle moltissime avventure si aggiungono personaggi amabili e di grande forza narrativa: Milù l’inseparabile cagnolino, Capitano Haddock il vecchio lupo di mare amante delle bevute, Prof. Trifone Girasole scienziato geniale, Dupont e Dupond due imbranati poliziotti.

Nota finale, non lasciatevi irretire nella lettura se molte cose vi sembreranno ingenue o poco credibili, ricordatevi del periodo in cui ha visto la luce il personaggio e poi che ci crediate o no, questo universo necessita della partecipazione del lettore nel sostenere che anche l’impossibile possa realizzarsi

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Le avventure di TinTin Vol.1
Le avventure di TinTin Vol.2
Le avventure di TinTin Vol.3
Le avventure di TinTin Vol.4
Le avventure di TinTin Vol.5
Le avventure di TinTin Vol.6
Le avventure di TinTin Vol.7
Le avventure di TinTin Vol.8



LA NOSTRA PAGELLA: 10/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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