Recensione: Tra due cuori

Editore The Box Edizioni
Autori Bastien Vivès
Prima pubblicazione 2007
Prima edizione italiana 2014
Formato
Numero pagine 96

Prezzo 15,00€

UNA STORIA LINEARE

Tra Due Cuori pagina 20Alice, Charlotte e Renaud sono i protagonisti del fumetto. Le loro vite si intrecciano con una trama leggera, definita, quasi complanare. La storia infatti è solo una traccia, un afflato accennato dove iniziano a battere tre cuori a ritmi diversi. Il giovane autore, Bastien Vivès, mette in scena i suoi personaggi in una Parigi appena riconoscibile, sfondo neutrale e silenzioso, come una quinta teatrale suggestiva, necessaria per i cambi di ritmo e per conquistare momenti di riflessione buoni al lettore per digerire le pagine una dietro l’altra. I tre ragazzi sono personaggi autentici, credibili, estrapolati dalla scacchiera di una società attuale, della quale del resto facciamo parte. Alice e Charlotte sono amiche, belle, ventenni e sufficientemente disinvolte da districarsi nella complicata tela delle emozioni giovanili. Charlotte delle due è più spigliata, impulsiva, prende quello che le piace, credendo che dietro uno sfolgorante luccichio si nasconda sempre un altrettanto sfavillante brillante. In questo modo colleziona un ragazzo dopo l’altro, pensando più ad essere gratificata come bambolina da trofeo che come ragazza magnifica sull’orlo di sbocciare in una disinvolta donna. Al contrario Alice, anch’essa desiderabile e giovane, è incapace nell’essere risoluta e decisa nelle relazioni amorose. Tra loro si arrampicherà silenzioso come l’edera Renaud, un ragazzo timido, non troppo appariscente, ma portatore di scintille, quelle buone per trovare la strada nel buio, o più semplicemente fatte per generare il fuoco.

Tra Due Cuori pagina 6

Pensi davvero che a Parigi si possa incontrare la stessa persona sette volte di seguito?
Renaud pag. 89

CON I GIUSTI STRUMENTI

Con questo albo tra le mani si possono fare subito delle rapide considerazioni; è chiarissimo che si è di fronte ad un prodotto fresco, moderno per certi versi audace, l’abbandono della struttura classica del disegno realizzato su tavola di carta in favore del segno digitale è immediato, il tratto essenziale ma espressivo, percorre i binari del grottesco attraverso maschere marcate, ma mai scivolando nel ridicolo. Si legge una certa influenza nella cromia delle scene del maestro Cyril Pedrosa, ma è modulata sulla base di un gusto personale che armonizza fin da subito l’impasto, creando la musica giusta per un bel motivo.

UnknownMa la chiave per entrare dalla porta principale della giusta comprensione non è a portata di mano. Per respirare all’unisono con i personaggi bisogna prima compiere qualche esercizio, altrimenti si corre il rischio di essere sbattuti fuori dalla storia ancor prima di iniziare. Mi spiego meglio: dobbiamo tenere presente che alcuni fumetti sono un po’ come certi lavori di arte moderna, dove l’immediatezza del messaggio e la rapidità di comprensione sono solamente concetti effimeri. Per avere la possibilità di goderci a pieno la grandezza di un’opera, dipinto, scultura o fumetto che sia, è determinante avvicinarsi allo spirito che un lavoro tiene rappreso nel suo centro pulsante. Leggendo “Tra due cuori” non vi appassionerete attraverso i dialoghi scarni, minimi, e forse fin troppo prevedibili, e neppure avverrà se andate alla ricerca di qualcosa di originale; ma leggetelo valutandone i pensieri, le pause, le parole raccontate dagli sguardi, allora troverete finalmente una colonna sonora minuziosa, sorprendente. Scoprirete di avere affilato nuovi strumenti, di avere individuato altri gradi di profondità, vi sorprenderete a leggere parole che non ci sono scritte. Leggendo il fumetto ho ritrovato elementi artistici che costituiscono la nutrita schiera dei disegnatori francofoni, isolando alcune vignette sembra quasi di vedere passaggi in un cartone animato che ho visto molto tempo fa, “Appuntamento a Bellevillle“, un capolavoro basato sulla malinconia e anche qui sulle parole non dette, ma questa è tutta un’altra storia…


Tra Due Cuori. Alice, Charlotte & Renaud
Questioni di Cuore
L’Importanza di Chiamarlo Fumetto



LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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