Recensione: Replica #1 – Transfer

Editore SaldaPress
Autori Paul Jenkins, Andy Clarke, Dan Brown, Marcelo Maiolo e Clayton Cowles
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana 2017
Formato 16,8 x 25,6 cm
Numero pagine 120 a colori

Prezzo 14,90 euro

– La forza del colpo, combinata con l’angolo d’incidenza, esclude l’ambasciatore Jul’dan dalla lista dei potenziali assassini.

– E poi è una medusa.

Uno, nessuno, centomila. Anzi no, 52! Trevor Churchill, improbabile detective del Transfer, il punto di convergenza delle specie viventi di tutto l’universo, odia il suo partner, Vorgas, un energumeno alieno. Idiota, incapace, i..(mette voi un qualsiasi aggettivo spregiativo con la i), il suo compagno buono solo a far casini e a non rispettare la procedura è solo un bastone fra le ruote. Da lì, l’idea del secolo: rivolgersi ad un’azienda del settore per farsi clonare e avere il compagno di indagini perfetto; tutto bello e tutto fantastico, se non fosse che per un errore Trevor si ritrova con 51 replicanti sul groppone e un caso di omicidio di diplomatici da dipanare. Questo è Replica #1 – Transfer, edito da SaldaPress.

GLI EROI DI UNA STORIA

Paul Jenkins si lancia in questa folle impresa: come poter mettere su carta un gruppo di eroi che in realtà è la stessa persona? Semplice, creando un’equipe nella quale ogni character rappresenti un solo lato stereotipato del detective Churchill. Se una soluzione del genere avrebbe sicuramente stonato in un normale fumetto supereroistico, lo scrittore riesce qui a donare esattamente l’effetto opposto: la sfaccettatura dei personaggi è data proprio dal loro numero, perché non esiste una loro individualità. Vi è quindi 12, l’avventuriero alla Rambo pronto ad un nuovo Vietnam, il saccente Sherlock Holmes 4, il compagnone 3 (canterete No woman no cry al solo vederlo), il seduttore 38.

PREGI E DIFETTI

L’unico limite, a mio avviso, sulla sceneggiatura riguarda il concetto stesso di Transfer: immaginare un luogo nello spazio dove tutte le razze coesistono è credibile, immaginarlo con delle regole anche, ma credere che queste regole siano tutte quelle esistenti nell’universo e che debbano essere valide mi sembra forzato. Come può un punto di incontro di questo tipo permettere che ogni creatura segua non le sue abitudini (ragionevole) ma anche le leggi di altre specie? Il dubbio resta. Infine, la gioia per gli occhi, i disegni e il colore. Accumuli di dettagli, miriadi di cromatismi usati, un eroe dal ciuffo verde-fucsia e decine di alieni diversi, dallo stile più noto o meno noto. Divertentissime le meduse Jul’dan. Consigliato.

PRO CONTRO
– Iper-pop e coloratissimo
– Ogni replicante ha una sua caratteristica unica
– Il lavoro di squadra dello stesso personaggio è spesso spassoso
– Partenza lenta
– Il cattivo viene svelato troppo presto

C4 MATITE:

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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