Recensione: Ryuko #1

Editore Bao Publishing
Autori Eldo Yoshimizu
Prima pubblicazione 2011
Prima edizione italiana 2017
Formato 15 x 21 cm cartonato
Numero pagine 256 in bianco e nero

Prezzo 17,00 euro

La vendetta non è mai una strada dritta. È una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito.

Recita così in una delle più iconiche sequenze di Kill Bill il personaggio di Hattori Hanzo, personaggio citazionista del celebre guerrero nipponico ideato da Quentin Tarantino. Nei due capitoli della possibile trilogia il cineasta di Knoxville affronta il genere revenge movie ricalcandone ed estremizzandone alcuni aspetti – come da tradizione – per parlare della natura dell’uomo. Proprio il personaggio di Beatrix Kiddo sembra essere una delle tanti fonti di ispirazione di Ryuko, protagonista dell’omonimo volume edito da Bao Publishing. La sua è una storia di vendetta, di sangue, di proiettili, di nazioni in conflitto. Ma andiamo con ordine.

LA RAGAZZA SULLA MOTO

Un manipolo di membri della Yakuza viene recluso nel Regno di Forossyah. Sotto l’occhio severo della nostra killer si muovono microcosmi e macrocosmi, i suoi loschi affari coinvolgono infatti tanto la piccola criminalità locale, quanto i grandi intrighi politici e internazionali. La miccia che fa esplodere la frenetica concatenazione di eventi che ci conduce alla conclusione di queste prime 256 pagine è una scottante rivelazione sul passato della protagonista. Dietro queste classiche pretese si muove una storia semplice e lineare che fa della forma, più che del contenuto, la sua arma vincente.

Pietà e vendetta non possono coestistere in un universo come questo e quindi una volta che la moralità è stata spogliata da tutte le sue sfumature restano gli uomini e le loro armi. Qual è quindi il senso ultimo della rivalsa?  Una mera e pura appaggazione del proprio desiderio di cui lo spettatore può solo farsi complice, senza entrare mai a fondo nella moralità che muove gli attori in gioco. Questo primo numero di conclude con un cliffhanger che promette di non togliere il piede dall’acceleratore, ma forse di accelerare ancora il suo passo.

GEKIKA O MANGA?

Lo stile di Yoshimizu è un affascinante connubio tra lo stile realistico gekika (con richiami ai fratelli Tsuge, a Tatsumi Yoshihiru e Saito Takao) e quello più velatamente pop – con corpi longilinei e tratti grotteschi – dei grandi maestri del manga (come Matsumoto Leiji o Tezuka Osamu), arrivando a creare una sorta di “collage”. L’azione permea le pagine e quasi non lascia respiro a chi vi si trova invischiato e in egual modo a chi sta leggendo questo fumetto.

Sotto il punto di vista tecnico il lavoro dell’autore non si limita ad una ricerca classica della tavola, arrivando quindi a far esplodere la gabbia per presentarci splash page e momenti più puramente illustrativi.

NOCTILUCA SCINTILLANS 

Il prodotto sotto un punto di vista editoriale è un vero e proprio punto di svolta, in quanto lancia il nostro paese in una sempre più vasta e variegata offerta sotto il punto di vista nipponico. Dopo anni di “blockbuster” e prodotti da classifica finalmente gli editori sono pronti a scommettere sempre di più su realtà differenti e variegati, fornendo così un punto di vista più ampio su tutta la produzione manga.

Quello che stanno svolgendo editori come Coconino, Canicola, Oblomov Edizioni, Bao Publishing e molti altri è un continuo lavoro di sensibilizzazione del proprio pubblico, sempre più curioso e affascinato dalla varietà proposta. Il caotico (sotto una luce positiva) prodotto underground di Eldo Yoshimizu non è che un altro tassello di questo sempre più ampio mosaico, che speriamo non termini mai la sua crescita.

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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