Recensione: Secret

Editore J-Pop
Autori Yoshiko Tonagai
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana Aprile 2015
Formato 12 x 16.9 cm
Numero pagine 196

Prezzo 5,90 euro

Davvero tra di noi si nasconde quello che ha uccisi Futami? Quello che ha ucciso tutti?

INDAGINI SCOLASTICHE

Secret-Vol.-1-by-Yoshiki-Tonogai-CoverJ-Pop propone un’altra miniserie di 3 numeri secchi, “Secret” è una storia rapida, feroce, immediata, non ci sono preamboli, si entra subito nel vivo, il cuore della vicenda pulsa dalla prima pagina senza troppi giri di parole. Yoshiko Tonagai è un brevilineo, si sa, i suoi precedenti lavori dimostrano l’attitudine allo sviluppo fulmineo, impattante, tra questi ricordiamo “Doubt” e “Judge“. Ancora una volta viene proposto un prodotto preciso, specifico, rivolto ad un pubblico scelto, quello dei Seinen, quindi un genere maschile, adulto, che non necessita di strizzate d’occhio o siparietti erotici o comici. Il plot è semplice, in un’ambientazione scolastica assai severa accadono un paio di episodi piuttosto spiacevoli, un terribile incidente stradale massacra numerosi studenti di una classe, poco dopo un altro tra i sopravvissuti si toglie la vita senza lasciare spiegazioni. Proprio a questo punto uno dei professori fa un annuncio shock dichiarando di conoscere i nomi degli assassini che secondo lui hanno architettato queste orrende morti, ma non è finita, minaccia di confessare tutto alla polizia, portando le prove necessarie ad avvalorare questa tesi e concede una settimana di tempo ai ragazzi superstiti per venire a capo di questo enigma minacciando di smascherare gli assassini. La trama scorre rapida senza troppi passaggi verbali, basando la narrazione su tracciato grafico semplice. Il titolo in fondo non lascia troppo spazio di movimento alla fantasia, un segreto è quello che qualcuno tiene custodito, ma a quale prezzo e soprattuto per quale scopo?

QUALCHE PERÒ

In senso stretto Secret rimane un fumetto leggibile, ma non entra di fatto tra quelli che lasciano un segno duraturo. Il pretesto buono per raccontare una storia c’è anche, ma ha la stessa intensità di una stella cometa dove la scia luminosa lascia nell’aria qualche puntino brillante e poco più. Per fortuna la lettura è lesta e non consente una valutazione approfondita dell’impianto grafico. Infatti i disegni non sono di un livello eccezionale, anzi direi piuttosto dozzinali, di un livello medio assai confondibili nel mucchio dei fumetti tutti uguali. Personalmente non amo questo genere di segno tagliente e aguzzo, severo sulle curvature e estremamente fine, ma quello che più di tutto non riesce davvero a convincermi è l’utilizzo dei retini sfumati, buoni per certi versi nel creare piani e profondità, ma assolutamente piatti e sconclusionati in altri casi, dove trattato tutto nella stessa maniera, non c’è distinzione di materiale e superficie.

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Secret: 1
Secret: 2
Secret: 3
Doubt: 1
Judge: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 6.2/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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