Recensione: Simon’s cat

Editore TEA
Autori Simon Tofield
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana 2009
Formato 17,2 x 21,6 cm
Numero pagine 260

Prezzo 12,75 euro

Le incredibili avventure di un gatto anarchico, matto e sempre affamato raccontate da lui medesimo.

STORIE DI UN GATTO

61idXeS+gYLChe si può fare fumetto in molti modi lo stiamo imparando anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, autore dopo autore. Ma è un punto sorprendente scoprire come tutto questo sia capace di realizzarsi. Un esempio ce lo offre Simon Tofield, con il suo “Simon’s cat“. Il fumetto è uno di quelli che vivono contestualmente alla leggerezza delle situazioni quotidiane della vita condivisa con un animale domestico, in questo caso un gatto; le sfaccettature del comportamento di un felino pigro che fa di una casa, con tutti i suoi apparati, un territorio di conquista e un regno di ozio incondizionato. Il tema della simbiosi forzata uomo-felino non è propriamente nuovo, gli esempi sono svariati e assai differenti tra di loro, basta pensare a Garfield, Fritz, Felix e via via fino ad oggi. L’intuizione che vende questa idea così consumata è la vetrina nella quale è stato riposto il prodotto. Tofield, l’autore, affonda la sua esperienza professionale nell’ambito della grafica e dell’animazione, così creato il clone a fumetti del suo personale gatto ha pensato bene di dargli vita sul web, dove in brevissimo tempo si è conquistato l’attenzione di milioni di simpatizzanti. Questa improvvisa attenzione gli ha consentito di vincere premi come il “Best Comedy” ai British Animation Award e il “Youtube Blockbuster Award” nel 2008. Il successo riscosso ha indotto l’autore ad un passaggio doveroso e assai scontato, producendo una serie di libretti riassuntivi delle più coinvolgenti e esilaranti situazioni realizzate.

IL DONO DELLA SINTESI

Tofield forte dell’esperienza derivata dall’animazione, conosce bene il significato di superfluo, così si è concentrato sulla caratterizzazione essenziale del comportamento anatomico, espresso nel volti e negli atteggiamenti. Nasce da questa riflessione la raccolta delle avventure comiche tra Simon e il suo gatto. Il felino non sempre rimane legato alla sfera animale, anzi, si cala in certe provocazioni proprie del comportamento umano, così indica, si alza su due zampe, adopera attrezzi, interagisce con gli strumenti e gli animali che gli stanno vicino. Indubbiamente nel suo complesso il fumetto coglie nel segno, stuzzica gli amanti dei gatti suggerendo quelle scenette che ogni giorno accadono a chiunque, ma non solo, conquista in maniera più o meno convinta un pubblico più ampio. Graficamente però non rimarrà come un segno indelebile nel panorama fumettistico mondiale, il disegno è abbastanza pulito ma non arriva a quelle profondità assolute dove solo i grandissimi sono capaci di trovare casa. L’utilizzo dello spazio, in ampie tavole orientate in orizzontale alla maniera di un monitor, non è sempre ben costruito, magari sfuggirà ai più distratti o a chi non si pone proprio il problema, ma è necessario e doveroso analizzare la distanza che pone questo autore dai grandi che hanno fatto scelte simili. La mancanza assoluta di riquadri libera dagli stretti vincoli il racconto, ma la distribuzione a quel punto necessita una cura e un equilibrio che certe volte zoppica. Probabilmente la resa migliore è quella della nascita, l’idea animata a mio parere restituisce una resa migliore.

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LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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