Recensione: Sky hawk (Ten no taka)

Editore Planet Manga
Autori Jiro Taniguchi
Prima pubblicazione 2002
Prima edizione italiana 2013
Formato 17 x 24 cm
Numero pagine 260

Prezzo 16,90 euro

Dicono che la patria non sia un’espressione geografica, ma un territorio del cuore. Là dove si trova qualcosa per cui lottare, dove la propria consapevolezza matura, dove risiede il proprio simile. In fuga da un mondo al collasso, due samurai potranno ritrovare nell’amore per la terra straniera l’orgoglio perduto?

NELLE TERRE SELVAGGE

skyhawk3Una volta ho letto che Jiro Taniguchi ha più lettori in Europa che nel suo stesso Giappone, fenomeno dovuto alla “normalità” dei temi trattati, spesso troppo comuni o semplicemente domestici o quotidiani. Credo che questa in fondo sia un’analisi superficiale e troppo sintetica della ricerca stilistica e narrativa di un autore che da molti anni è in grado di portare alla luce molti titoli di ottimo livello. Sky Hawk è una storia strana, insolita nella sua stesura basilare. La tematica western ci cala violentemente nelle terre selvagge di un’America indefinibile, dove ancora la legge del più avido e non solo del più forte ha ancora la meglio. L’ambientazione è quella dei solitari cercatori d’oro, dei paesaggi sconfinati, degli inseguimenti polverosi, delle tribù indiane e della prepotenza del conquistatore bianco, eppure nel più classico degli schemi due note saltano agli occhi variando sensibilmente il tema musicale di fondo. I protagonisti, Manzou e Hikosaburou si trovano alla scoperta del nuovo mondo e in maniera del tutto naturale si ritrovano a fiancheggiare un villaggio di nativi di origine Sioux, capeggiati dal famoso personaggio storico, noto alle cronache col nome di Toro seduto. Questo avvicinamento non solo è dettato da un sentimento di comprensione, ma è suggellato dal desiderio di resistenza verso quella direzione che la società pare rivolta irrimediabilmente. Il manga, per quanto affondato interamente nella più classica delle ambientazioni di genere, mantiene a distanza il lettore, il disegno non si fonde totalmente con la natura, alimentando uno stile improprio. Fondamentalmente credo essere questo fenomeno il risultato di un’abitudine ormai dura a scomparire, frutto di decine di titoli ai quali ci siamo assuefatti, specialmente in Italia, viste le decine e decine di titoli che storicamente hanno affrontato il western, sempre con un ottica realistica, puntuale, storica e mai improntata su un linguaggio stilistico personale (eccetto forse, per esperienza squisitamente personale per il Texone disegnato da Magnus, ma questa è un’altra storia).

COMUNQUE SEMPRE LUI

56759264Resta di fondo che quando Jiro Taniguchi propone un romanzo a fumetti, il piatto forte è in tavola. Comunque lo si voglia analizzare, il suo lo porta sempre a casa. Il segno inconfondibile lo fa risaltare immediatamente e per un’autore avere uno stile non solo è importante, ma fondamentalmente è tutto; se questo stile poi è fenomenale, tanto meglio. Il volume unico consente al lettore di decidere in quale momento tirare il fiato, senza imporre soste o frammentazioni temporali, ma il ritmo è incalzante, non necessita di soste, l’attenzione rimane ai massimi livelli per quasi tutte le pagine, anche se in alcuni casi la stravaganza di alcuni passaggi impone un certo rallentamento riflessivo, come nel caso in cui uno dei due giapponesi, abilissimo nel combattimento corpo a corpo, diventa istruttore di jiujtsu. Insomma, Sky Hawk diventa un appuntamento inevitabile per tutti gli amanti dell’autore, ma non solo, è un viaggio che invita a partecipare anche a tutti coloro che hanno voglia di tuffarsi in una insolita avventura del XIX secolo.


Sky Hawk (Ten no Taka). Jiro Taniguchi collection
Al Tempo Di Papà
L`Uomo Che Cammina
Allevare Un Cane E Altri Racconti
Blanca



LA NOSTRA PAGELLA: 7.4/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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