Recensione: Slam Dunk

Editore Shueisha (Giappone)
Autori Takehiko Inoue
Prima pubblicazione 1990
Prima edizione italiana 1997
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

LA PASSIONE E’ TUTTO.

Gli ingredienti per un piatto semplice e speciale al tempo stesso ci sono tutti, ma non sempre riesce un risultato eccezionale. Il tema sportivo, il campione che da sconosciuto si erge a novello campione, una manciata di antagonisti stravaganti, il contatto con qualche storia d’amore e tutto sembrerebbe a posto. Ma non è così! Troppe volte ci si imbatte in storie strutturate in questo modo, ma non sono efficaci, penetranti, memorabili. Non basta preoccuparsi di gettare nel pentolone gli ingredienti alla rinfusa, alla base ci deve essere un chiaro senso di ciò che si vuole ottenere. E con Slam dunk questo accade fin da subito. Il cuoco che risponde al nome di Takehiko Inoue è guidato dallo spirito sacro della passione.

“Io sono Hanamichi Sakuragi e adesso state a guardare come gioca un campione! (Hanamichi Sakuragi)”

Slam-Dunk 

PER CHI NON HA PAURA DI SUDARE!

Slum dunk racconta una travolgente storia di basket, è un racconto articolato, modellato con la forza di chi ha chiaro cosa ottenere. Al centro di questo universo si colloca Hanamichi Sakuragi, un ragazzo fin troppo vivace, più impegnato a fare a botte che a guadagnarsi la propria rispettabilità. Usa la sua incredibile fisicità per emergere e un carattere elementare per trovare le distanze con gli altri. Insomma diventerà presto il nostro nuovo eroe. Scoprirà che lo sport nasconde strade affascinanti, ricche di soddisfazioni e piene di ostacoli che via via alzano rigorosamente l’asticella. E’ forte, di queste piccole e nuove convinzioni, che ha inizio l’avventura attraverso il competitivo mondo degli sport studenteschi giapponesi. Non basterà armarsi del proprio talento, se non si è in grado di scendere a patti con la disciplina e tantissimo lavoro di fondo. L’umiltà è il collante che tiene insieme i campioni, è la spiaggia dove si ritrovano quando stanno per perdersi, è il pilastro fondante dell’architettura di chi ha voglia di emergere. Imparerete che fino dalle prime pagine qui c’è da sudare. In certi momenti le dita si appiccicano sulla carta, le bollicine di sudore si formano incessanti e cadono giù in rivoli violenti. La magia dello sport, la forza di chi sa raccontare, il senso di immedesimazione, impossibile rimanere ai margini.  

 

“La salita dell’inetto verso l’esperto inizia conoscendo la propria inettitudine”

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OGNI INIZIO E’ UN INIZIO.

 

All’inizio degli anni ’90 vede la luce questo manga, Inoue appassionato sin da piccolo di Basket si immerge nella propria esperienza e costruisce un percorso ascensionale disseminandolo di sfide epiche e attori di elevatissimo spessore. Un’opera misurata nella giusta maniera, che ha radicalmente condizionato moltissimi ragazzi all’epoca, portando alla ribalta in Giappone uno sport molto poco considerato e spingendo un’orda di Sakuragi nipponici a provarci. In fondo non è importante come si fanno proprie le nostre partenze, ma fondamentale resta il fatto di partire. Ogni strada è quella giusta. Viene da se che questo manga diventi un Anime di ben 101 episodi, trasmessi pure in Italia, anche se non mantenendo lo stesso impatto emozionale. Resta di fatto un capolavoro assoluto, condito da situazioni più leggere, con spunti comici azzeccati, sfide all’ultimo respiro che condizionano la lettura costringendoci a correre veloce tra le pagine e rileggere più volte pagine passate alla ricerca di un dettaglio che potrebbe essere andato perduto. E non scordiamoci di elogiare la maestria infinita con la quale le tavole scorrono a velocità diverse, come in un film, con tratti unici di chi ha catturato nello spirito elemento di base dello sportivo proiettato al massimo verso il più alto risultato sportivo, fosse anche il più insignificante dei punti, nella più sconosciuta palestra dell’ultima scuola della terra.

LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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