Recensione: Southern Bastards #2 – Griglia

Editore Panini Comics
Autori Jason Aaron – Jason Latour
Prima pubblicazione Maggio 2015
Prima edizione italiana Novembre 2016
Formato 17 x 26 cm
Numero pagine 112

Prezzo 12,00 euro

SIA SANTIFICATO IL FOOTBALL

C’è qualcosa di dannatamente sacro nel Sud degli Stati Uniti. Non è Dio, troppo distante ed ermetico, ma il football. Il football è luogo di ritrovo e aggregazione, con i suoi rituali e i suoi gesti, è più elettrizzante della messa. E se la religione può essere vissuta anche dal credente meno abietto, il football non è per tutti. Ci vogliono muscoli, testa, rabbia e resistenza. Per Euless Boss il football è la sveglia, il pranzo e la ninna nanna. Non ha dei genitori che lo accudiscono, che gli preparano da mangiare e gli danno la paghetta. Euless dà spallate a fantocci imbottiti mentre alle sue spalle tutti gli dicono di lasciar perdere. E se è vero che il football non è per tutti, allora lui dovrà prenderselo con la forza.

VENGA IL SUO REGNO

Southern Bastards è una serie che lavora su più livelli e in questo numero vengono tutti riproposti. Il primo è quello della serialità: c’è un ambiente unico in cui si muovono tanti personaggi diversi. Il protagonista non è assoluto, ma ci sono tante sfere che ruotano attorno all’ambientazione. I bastardi del Sud, appunto. In questo secondo numero la figura predominante è il temibile Boss, allenatore di football e capocosca che nel primo volume svolgeva il ruolo di feroce villain mentre in Griglia diviene personaggio tridimensionale. Il secondo livello è quello dell‘azione: mazzate, sparatorie, risse e tutto ciò che di peggio ha da offrire l’umanità. Ma quanto ci diverte. In Griglia non c’è solo questo, ma anche la ferocia dello sport. La spietata selezione naturale che governa certi ambienti scevri da buonismo e comprensione.  Il terzo livello è quello dell’analisi sociale e, se me lo permettete, anche politica. Caratterizzare un ambiente con dei personaggi di un certo tipo, fa riflettere su quanto quel tipo di ambiente riesca a deviare, modificare e, alcune volte, imbestialire l’animo umano. Sono gli ambienti poveri, senza cultura, abbandonati a sè stessi e alla propria autogestione. Il quarto livello è quello della verosomiglianza: Aaron è un autore molto carnale, duro, che ci sbatte in faccia storie pesanti come una sacca di pietre. Ma in Southern Bastards c’è un granitico eccesso. Nessuna ricerca di pompare la storia con gratuite esagerazioni. E’ una realtà esistente, che sentiamo appartenerci anche se ne siamo lontani.

SIA FATTA LA SUA VOLONTÀ

Un altro merito riconosciuto alla coppia Jason Aaron e Jason Latour, quest’ultimo perfetto per rendere per immagini la bestiale naturalezza della periferia del Sud, è l’aver scelto di mantenersi fuori dal giudizio sugli eventi che raccontano. Non c’è una ricerca moralistica, solo quella narrativa. Raccontandoci il passato di Boss, ci impediscono di indignarci completamente per le azioni che ha compiuto nel volume precedente ma, allo stesso tempo, ci mostrano il frutto di ogni scelta compiuta nel nome della propria ambizione. Siamo spettatori e liberi di farci la nostra idea, ma davanti ai livelli di profondità di Southern Bastards non dobbiamo essere troppo frettolosi.



Questo era un uomo. Southern Bastards: 1
Griglia. Southern bastard: 2
Original Sin
Un mondo bizzarro. Doctor Strange: 1
Star Wars 1 – Skywalker colpisce – Star Wars Collection – Prima Ristampa



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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