Recensione: Stradivari – Genius Loci

Editore Kleiner Flug
Autori Michele Ginevra e Roberta “Sakka” Secchi
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 21 × 28,5 cm, brossurato
Numero pagine 64 a colori

Prezzo 13,00 euro

Antonio Stradivari è stato un uomo straordinario. I suoi lavori come maestro liutaio, che comprendono tra le altre viole, violoncelli, chitarre, arpe e ovviamente i celeberrimi violini, lo hanno consacrato a livello mondiale come una delle più grandi autorità di tutti i tempi nel suo campo. Il volume pubblicato dalla sempre interessante Kleiner Flug, Stradivari – Genius Loci, ha permesso agli autori (Michele Ginevra ai testi e Roberta “Sakka” Sacchi al tavolo da disegno) di giocare molto sulle poche informazioni sui primi anni di vita del Maestro e su altri eventi “misteriosi“, arricchendo ulteriormente una storia già interessante.

IL MAESTRO LIUTAIO

La nostra storia si apre nella bottega di Francesco Pescaroli, onesto e riconosciuto mestierante della città che offre lavoro ai giovani ragazzi volenterosi. Nella folta schiera di aiutanti spicca proprio un giovane Antonio. Diviso tra l’amore giovanile per la sua Francesca e il suo ruolo di stretta manovalanza, il giovane viene tormentato nella notte da incubi in cui vediamo un cavaliere vestito di nero correre tra i boschi. Gli anni passano, e il talento e le capacità di apprendimento e calcolo di Stradivari lo mettono in risalto, fino a quando in una gita fuori dalle mura di Cremona consentono al ragazzo di provare per la prima volta a costruire un violino.

Come dicevamo però la narrazione mescola sapientemente nozioni puramente biografiche con elementi fantastici. Faranno così la loro comparsa cospirazioni gesuite, combattenti pronti a difendere dei bambini straordinari, il cosiddetto genius loci (parola di origine latina che in questo caso rappresenta una particolare singolarità che avviene ogni 100 anni nella città lombarda, che in questo caso coinvolge il mondo della musica) e spiriti della foresta.

UNA STORIA APPASSIONANTE

L’espediente narrativo permette alle 55 pagine presenti di scorrere senza pausa e di trasportarci in una lettura appassionante. Seppur conoscendo sommariamente la storia di questo immenso artista e dei suoi comprimari, partendo dal suo padre spirituale, Amati, e tutti gli altri attori in gioco in una città devastata da guerra e peste, vi ritroverete coinvolti a pieno in un viaggio nel passato.

I disegni di Roberta “Sakka” Sacchi, che già avevamo imparato a conoscere e amare sul volume di Becco Giallo Goodbye Marilyn (qui trovate la recensione del prode Filippo Marazzini), seppur distanti per tratto e colorazione da quella performance, risultano comunque funzionali alla storia e per costrutti della tavola e storytelling un’ottima performance complessiva.

UN PICCOLO, GRANDE, VOLO

Insomma: Kleiner Flug continua nella sua mission di divulgazione storico-letteraria nel mondo del fumetto con un altro piccolo gioiellino del genere. L’impegno e la costanza di Alessio D’Uva è una dimostrazione pregevole dell’originalità e della buona volontà nel panorama della Nona Arte a fumetti per la nostra Penisola.


Stradivari. Genius loci
Caterina da Siena
Benvenuto Cellini
Renato Serra
Donatello



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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2 Risposte

  1. Michele Ginevra ha detto:

    Sacchi, non Secchi ^___^

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