Recensione: Suicide Risk – Serie completa

Suicide Risk #1 banner

Editore Bao Publishing
Autori Mike Carey ed Elena Casagrande
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato 16 x 24 cm
Numero pagine 112 ogni volume
Prezzo 13,00 euro ogni volume

RISCHIO SUICIDA

Cover regolare

Cover regolare

Suicide Risk è giunto al termine e qui a C4 Comic abbiamo letto, lambiccandoci il cervello per venirne a capo, l’intera serie scritta da Mike Carey e disegnata dalla nostrana Elena Casagrande con il supporto di altri artisti. Già nell’introduzione vi annuncio che Suicide Risk è una di quelle serie non adatta a una lettura veloce, o meglio, viene sì via come il pane, un numero dopo l’altro, ma la mole di contenuti e accadimenti è tale da non permettere uno scorrimento superficiale delle pagine. Questo è un bene o un male? Se siete appassionati delle storie alla Christopher Nolan è senz’altro una buona cosa: Suicide Risk è un viaggio tra le dimensioni e i diversi mondi che popolano il nostro universo, dove i personaggi si muovono tridimensionalmente tra l’anima e il corpo e gli Dei esistono per davvero. Non vi basta? Ci sono anche super poteri da far paura agli eroi Marvel e DC Comics e intensi drammi familiari.

I RISCHI DEL MESTIERE

Suicide Risk #18 3Nel numero uno (recensito qui) avevamo lasciato Leo in possesso di nuove capacità sovrumane che aveva intenzione di sfruttare per vendicarsi dei super criminali che avevano mandato all’ospedale il collega e con la consapevolezza che il normale corso della legge non poteva niente contro un potere così schiacciante. Dal secondo numero in poi, la storia prende una piega di tutt’altro tipo. Se i primi due numeri lasciavano presagire qualcosa in più, dal terzo volume in poi la deriva multi universale s’ingrandisce a dismisura ma tutto quello che leggerete, bisogna dare atto al buon Carey, è bilanciato con una consapevolezza geometrica. In pratica sarà come quando vi trovavate davanti ai problemi aritmetici o alle funzioni: vi sembrava tutto un gran casino ma la logica di fondo era frutto di uno studio ponderato.

Il progetto è certamente ambizioso e intende raccontare una storia principale condita da varie back-stories senza un vero e proprio protagonista, ma più di tutto una storia corale che narra la lotta di un manipolo di diseredati civili per riprendersi la loro vita e salvare la Terra in perfetta tradizione superomistica. Lo storytelling di Carey è da professionista del mestiere, le battute sono tutte al loro posto per assicurare l’esaltazione, i dialoghi reggono il peso della pomposità della trama anche se in alcuni punti c’è veramente troppa carne al fuoco e, come già detto prima, oltre alla grande guerra contro il sistema oppressore, sullo sfondo navigano rivalse giovanili a ribadire che il mondo degli adulti può capire la realtà fino a un certo punto e deve dare fiducia anche alle nuove leve. Degni di nota sono due “Origins” che approfondiscono il passato di alcuni personaggi; funzionali alla trama ma apprezzabili anche se staccate dalla crosta narrativa.

ALCUNI RISCHI, ALCUNI PREGI

Suicide Risk #6 coverI disegni sposano il contesto della storia  e ci regalano squarci tra le tavole, come se fossero frastagliate da fulmini, creando un montaggio mai prolungato bensì avvincente. Il tratto è chiaro e la bellezza di alcune tavole lascia intendere il senso di grandezza che ad un certo punto prende Suicide Risk. Ci troviamo dunque di fronte a un prodotto atipico, una buona alternativa ai colossi del genere superomistico, con una storia complessa e a tratti pesante ma c’è da dire che è anche quello che ci vuole per risvegliare gli animi sopiti dei lettori. Complice un’edizione leggera, Bao Publishing pubblica tutti e sei i volumi in formato brossurato 16 x 24 cm, Suicide Risk farà una bella figura nella vostra collezione di fumetti oppure vi lascerà confusi al primo impatto, ma meriterà una seconda lettura.


Con rancore. Suicide Risk: 1
Situazione da incubo. Suicide Risk: 2
Sette barriere e una trappola. Suicide Risk: 3
Jericho. Suicide Risk: 4
Terra bruciata. Suicide Risk: 5




LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.