Recensione: Superman – Alieno americano

Editore Lion Comics
Autori Max Landis e AA. VV.
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana 2017
Formato 16,8 x 25,6 cm
Numero pagine 192 a colori

Prezzo 19,00 euro

Darkness needs light. Fear needs hope.

Sin dal suo lancio nel lontano 1938, dalle menti di Jerry Siegel e Joe Shuster sulle pagine di Action Comics, la figura di Superman ha rappresentato un punto di svolta nel mondo del fumetto e una fonte d’ispirazione per i creatori negli anni a venire. Quell’alieno dai tratti tipicamente umani e dai poteri divini si ergeva al di sopra della popolazione comune come simbolo di speranza per un futuro migliore, dopo i tristi eventi dei conflitti mondiali e dell’utilizzo indiscriminato di armi dal potenziale sempre più elevato. Con il tempo molteplici autori e disegnatori si sono avvicendati, cercando di destreggiarsi nella complessa continuity di DC Comics, per narrare le gesta di un essere dalle potenzialità incredibili e (quasi) del tutto invincibile. Questa lunga vita editoriale sembrava però giunta recentemente ad un periodo di impasse, complici un susseguirsi di cross-over inconcludenti e una non proprio chiara linea editoriale.

Con grande sorpresa, durante l’estate 2015, è stata annunciata una mini-serie di sette numeri intitolata Superman: American Alien, scritta da Max Landis (figlio del regista John Landis). Lo sceneggiatore rivisita così, nel corso dei 7 numeri, dei capitoli fondamentali nella storia di Kal-El. Il prodotto finale offerto da Landis è una vera propria boccata d’ossigeno per un personaggio circondato da un’impressionante mole di mitologia: i dialoghi sono freschi e taglienti, gli spunti di riflessione offerti sono molteplici.

TORNA A VOLARE KAL!

La coralità dei vari capitoli che compongono questa mini sono un vero e proprio lento viaggio di formazione per il personaggio. Partendo dalle sue umili origini nella cittadina rurale di Smallville, tra gli scherni dei compagni di classe e l’isolamento volontario dovuto alla propria condizione “aliena”, fino ad arrivare alla consacrazione con addosso la calzamaglia blu che lo ha reso (di diritto) uno dei personaggi più celebri dell’immaginario del mondo dei comics e dei fumetti in generale, vedremo cedimenti e fallimenti, vittorie e conquiste tutti raccontati in maniera avvicente e coinvolgente.

I temi affrontati nel corso delle 192 pagine complessive che compongono il volume sono molteplici: il rapporto con la sempreverde saggezza di Jonathan e l’amore di Martha; la capacità di mettere a repentaglio costantemente la propria esistenza alla ricerca del bene comune (con i dubbi che ne conseguono sulla moralità del supereroe e delle sue scelte difronte al nemico); il richiamo della fama e il potere (con il confronto con i più festaioli Bruce Wayne Oliver Queen nel folle episodio in barca); la crescita all’interno dell’Universo DC e, con la nascita di alleati e nemici, il sempre crescente coinvolgimento di Lois Lane Lex Luthor nei suoi primi approcci da supereroe; la ricerca tra i dubbi e le insicurezze di un ragazzo qualunque del proprio posto nel mondo e infine lo “scontro” tra la sua natura aliena e quella umana, sullo sfondo dell’arrivo di Lobo (il più temibile nemico affrontato sino a quel momento) a Metropolis. Nota di merito infine anche per le backup stories, brillanti e capaci di presentarci sotto una nuova luce altri membri del Super-pantheon.

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI SUPERMAN

La grande di ricostruzione ideata da Max Landis è un lento e progressivo riassestamento dei tasselli in un puzzle, screvra di ridicoli tentativi di ringiovanimento (o invecchiamento) forzato o labili tentativi di indebolimento capaci solo di allontanare lo zoccolo più duro del pubblico. L’autore dunque si pone quasi in una situazione di anacronismo creativo, allontanadosi dalla strada percorsa dalle Big Two nell’ultimo quinquennio, sempre più vicina alla cosiddetta soluzione “da serial televisivo” con autori che si avvicendano rapidamente sulle testate per fornire il proprio punto di vista al pubblico e permettergli di saltare a bordo delle testate in maniera semplice.

Tecnicamente il lavoro del figlio del celebre regista di The Blues Brothers, Animal House e molti altri è  ineccepibile. Lo studio e l’amore per il papà di tutti i Super si percepisce nel lento scorrere delle pagine che volano via velocemente. I testi sono carichi di una prosa asciutta e che pesca a piene mani dalla produzione spiccatamente indipendente della new wave Image Comics, Boom! Studios e Valiant.

Il comparto grafico, come successo in precedenza con Multiversity di Grant Morrison mostra le infinite possibilità di una testata antologica, dove poter affiancare un’artista di livello assoluto per raccontare al meglio la propria storia. Dal tratto classico di Nick Dragotta, a quello graffiato e gritty di Tommy Lee Edwards, più squisitamente pop di Joelle Jones (accompagnato da una paletta di colori acida) e Jonathan Case, fino ad arrivare alle architetture barocche di Jae Lee, lo stile pittorico di Francis Manapul e lo stile unico di Jock: il disegno diventa quindi parte integrante del capitolo, arricchendolo e rendendolo unico.

WELL DONE, MAX

Il mondo del supereroismo sta riscoprendo con potenza l’importanza della narrazione “a basso raggio” che riesce a racchiudere senza scadere nel ridicolo loop della decompressione che trascina fino all’inesorabile chiusura di testata. Quindi ben vengano i vari Max LandisTom KingJeff LemireMark Russel (che in Italia non abbiamo ancora incominciato a conoscere con le sue Bizarro e The Flintstones) e tutti gli altri autori capaci di far esplodere la propria creatività ed in pochi mesi di ribaltare quanto di concettualmente sbagliato era stato concepito negli anni precedenti.

Superman: alieno americano  è una testimonianza storica del cambiamento dei nostri tempi, uno degli esempi più fulgidi di cosa la new wave fumettistica statunitense può offrire al proprio pubblico se riesce a staccarsi da semplici discorsi commericali e da eventi e reboot che promettono “di cambiare definitivamente le cose” senza poi farlo mai con coraggio ed istinto di rivoluzione.


Alieno americano. Superman
Superman: 1
Superman: l’uomo d’acciaio
Superman unchained
La resurrezione di Superman

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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