Recensione: Cardo/Decumano #2 – Sweet Home provincia peduta

Editore Delebile
Autori Andrea Settimo
Prima pubblicazione Ottobre 2016
Prima edizione italiana Ottobre 2016
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 28

Prezzo 7,00 €

In principio, i fumetti erano solo di supereroi e d’azione. Poi, circa venti anni fa, si cominciò a parlare del quotidiano e di ciò che si vedeva fuori dalla finestra. E adesso, gli autori ci raccontano dei propri quartieri e delle loro zone come tane, estensioni di casa propria, che si conoscono e che a volte magari puzzano un po’, ma che ci trasciniamo dietro per sempre.

Il lato più rozzo di una zona, quartiere, via può essere visto in maniera comica come in Zerocalcare e nei suoi racconti ambientati a Rebibbia, ancora di salvezza e porto sicuro un po’ becero, oppure in una luce più cruda, come in Cardo/Decumano, opera di Andrea Settimo, pubblicato da Delebile, autoproduzione bolognese di cui è fondatore.
Se nel primo, leggendo della generazione nata negli anni ’80 che ha appena subito una doccia fredda e si è ritrovata troppo giovane in un’era schizofrenica che necessita la maturità da cinquantenni in corpi da ventenni, ci si ritrova a parteggiare ridendo con tenerezza per i protagonisti delle storie, nel secondo non è così.

Gli adolescenti narrati da Settimo sono crudi, rozzi e vuoti. E completamente immersi nel loro territorio. Anzi, loro sono un’estensione di quest’ultimo. L’ambiente piatto, con campi grigi, case isolate, strade provinciali lunghissime che si perdono nella nebbia, cavalcavia con frasi dozzinali, ingloba i protagonisti e li rigurgita espressione di sé. E l’unica cosa che si può fare è essere testimoni passivi di un gruppo di idioti che è drammaticamente comune nella province sperdute intorno alle grandi città nel nord est.

In questa tavola, si nota il tratto veloce e preciso di Andrea Settimo

Il realismo della brutta gente di provincia è ciò, però, che smuove il dato umano nella lettura. Il fatto che il ritratto sia oggettivo, senza orpelli o esagerazioni, e riconoscibile da ciascuno suscita un sentimento di nostalgia in noi che in qualche modo ci fa provare pena per questi miseri diavoli.

I cinque bastardi sono resi con nasi spugnosi, capelli improponibili, piercing da fighetti teppisti e una cura materialista tipicamente nordica in quanto, uno della gang, la macchina se l’è pagata lavorando, non ha fatto fare un mutuo ai suoi. In questo volume, dopo che nel primo avevano pestato un poveretto, decidono di spostare i festeggiamenti per il compleanno di uno di loro nella casa dimessa di Santin, un disgraziato cui avevano già spaccato la finestra. Quando arrivano, scoprono che qualcuno li ha preceduti.

L’atmosfera è letteralmente segnata dal tratteggio inconfondibile di Andrea Settimo –  veloce, nervoso, scattante. Una moltitudine di linee che in una precisione maniacale si litigano le direzioni per creare forme, distinguere piani, delineare chiaroscuri in un’inchiostrazione dove linee pulitissime contengono rare sporcature.

Da apprezzare, inoltre, il progetto grafico: la copertina al tatto si presenta quasi gommosa, sintetica, essenziale e difficile da dimenticare.

Andrea Settimo, l’autore dell’albo, sarà presente fino a domenica 27 novembre 2016 al festival internazione di fumetto BilBOlBul di Bologna.

C4 MATITE:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.