Recensione: Thermae Romae

SerieThermaeRomae

Editore Enterbrain
Autori Mari Yamazaki
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana 2011 Star Comics
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 192 in b/n
Prezzo 5,90 euro

OLTRE SPAZIO E TEMPO

thermae-romae-tomes-5-6Ho snobbato questa lettura per molto tempo senza chiedermi troppo il motivo, poi il caso ci si è messo di mezzo mettendomi a conoscenza dell’esistenza di un film tratto proprio da questo manga. La curiosità a quel punto mi ha consentito di procedere in senso inverso, risalendo a ritroso il percorso fino ovviamente al recupero della lettura, che personalmente deve sempre precedere la visione di un’opera da essa tratta. E devo ammettere che sono stato piacevolmente colpito, trovando molti più aspetti positivi e convincenti piuttosto che negativi e superficiali. Thermae Romae è un omaggio smisurato rivolto alla conoscenza personale che l’autore, Mari Yamazaki, fa nei confronti di una delle più ammirate civiltà di tutti i tempi, quella Romana appunto. Il taglio scelto però non è quello propriamente storico, ma verte decisamente verso un aspetto preciso, delineato, netto, quello che in qualche modo stabilisce un punto di contatto con la tradizione giapponese per la passione delle terme. Detto così con semplicità potrebbe apparire come una descrizione riduttiva, minima, quasi semplicistica dell’operazione intellettuale che c’è sotto, invece si nutre di un respiro ampio e generoso, frutto di grandi riflessioni e di un percorso personale tutt’altro che banale. Siamo all’incirca nel 128 d.C., l’impero romano è guidato da Adriano con alterne fortune, tra gli edifici di una Roma splendente si aggira Lucio Modesto, un ingegnere idraulico esperto nella costruzione di impianti termali. Il suo umore non è dei migliori, frustrato da un datore di lavoro che lo definisce un professionista senza creatività e iniziativa, ancorato ad idee vecchie e oramai fuori moda. Con questo pessimo sentimento si cala in una vasca di acqua termale, caldissima, e perduto nei propri ragionamenti viene improvvisamente catapultato, in un modo del tutto sconosciuto, nel Giappone moderno. Il passaggio temporale sarà la costante che unisce di volta in volta i due mondi, utilizzando come portale uno specchio d’acqua termale. E’ divertente vedere come due culture così apparentemente distinte ritrovano punti di contatto comuni che di fatto annullano ogni tipo di distanza sociale, storica, linguistica e umana. Lucio di volta in volta, spiegandosi rigorosamente a gesti (poiché parla latino) carpirà accorgimenti idraulici del mondo moderno, dettagli quotidiani a noi normalissimi ma per gli antichi di grande interesse.

UNO SFORZO IMPORTANTE

Coxinha Nerd_71de52e00684b0907a54554d278964a3Generalmente quando un autore si cimenta in un’opera che per soggetto ha la sfera di un mondo che non gli appartiene il risultato è quantomeno grottesco, irreale, colmo di imprecisioni dettate dalla necessità di mettere una pezza ad una situazione non preventivata in partenza. Anche in questo caso il compito era davvero difficile, un autore giapponese che si cimenta in un manga storico non appartenente alla sua cultura… Già altri ci avevano provato con fortune alterne e non proprio convincenti (mi viene in mente Cestus), eppure in questo caso mi sento di dire che la situazione è assai diversa. In primo luogo Mari Yamazaki non solo ha compiuto studi approfonditi sull’argomento, ma ha personalmente compiuto viaggi intorno al mondo, cercando punti comuni tra tutte le esperienze fatte. Così i personaggi della storia risultano credibili, autentici nei loro atteggiamenti e nelle abitudini quotidiane. Le vesti, i gesti, i rapporti sociali, i dettagli, sono il risultato di un puntiglioso resoconto di appunti e situazioni vissute. L’invito alla calma è pregnante in tutta l’opera, il recupero di una spiritualità perduta è l’oggetto primario a cui ogni essere vivente dovrebbe puntare e il suggerimento è quello che questo avvenga attraverso il contatto diretto di uno degli elementi basilari della natura: l’acqua. Quest’ultima infatti può essere plasmata sapientemente, divenendo una compagna imprenscindibile del benessere psico fisico di ogni individuo. Thermae Romae è un omaggio sincero, un viaggio ad occhi aperti alla scoperta del sogno di un uomo contemporaneo.

QUALCHE PICCOLO NEO

UnknownLa perfezione però è solo un desiderio ancora. Questo manga dà molto, è vero, ma qualcosa in più forse si poteva ancora fare. Il disegno è ampiamente oltre la soglia della sufficienza, ma è altalenante, non compiendo mai quel passo definitivo che lo avrebbe arricchito come meritava. Gli ambienti sono ben rappresentati, ma da un fumetto che racconta la grandezza dell’antica Roma mi sarei aspettato, come in altri casi (tipo “Le aquile di Roma o “Murena“) di spaccati architettonici gloriosi, di ambientazioni mastodontiche o scorci visionari. Inoltre, anche se la durata della serie è limitata a soli sei numeri, il giochino del passaggio antico – moderno alla lunga è prevedibile. Nota finale: la rivisitazione delle copertine con rappresentazioni di statue classiche in versione “toilette” è irresistibile, così il Laocoonte diventa un goffo uomo alle prese con l’igiene di tutti i giorni.


Thermae Romae: 1
Thermae Romae: 2
Thermae Romae: 3
Thermae Romae: 4
Thermae Romae: 5




LA NOSTRA PAGELLA: 7.7/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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