Recensione: Tex #673 – Il segno di Yama

Tex #673 banner

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Mauro Boselli (soggetto e sceneggiatura), Fabio Civitelli (disegni) e Claudio Villa (copertina)
Prima pubblicazione 8 novembre 2016
Prima edizione italiana 8 novembre 2016
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 114
Prezzo 3,20 euro

Confesso che, sulle prime, il suo sguardo mi ha impressionato!

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© 2016 Sergio Bonelli Editore

Il titolo dell’albo già ci avverte: Yama, il tremendo figlio di Mefisto, è tornato e la sua ombra non può che incrociare la luce di Tex e dei suoi pard.

LA STORIA

Quale nemico può essere peggiore, per il razionale e inossidabile Tex, di qualcuno con “favolosi poteri cosmici… In un minuscolo spazio vitale” ?

La citazione Disneyana non deve sembrare forzata; come il Genio di Aladdin fa parte della schiera di “demoni” mitologici dotati di favolosi poteri magici, i Djinn o Jinn, così Yama agisce sempre con l’aiuto di personaggi ispirati alle mitologie mondiali.
È la stessa introduzione al numero di Tex mensile a proporre il paragone, e la storia insiste sul punto.
Yama si risveglia, con l’assistenza e il potere dei demoni, e svanisce.

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© 2016 Sergio Bonelli Editore

Da qui in avanti nella storia non compare più. La sua presenza è però palpabile – foss’anche solo al lettore che cerchi quale sia “il segno” che Yama lascia nel numero. Ma di fatto il personaggio svanisce, e viene richiamato solo dall’invocazione al Nakara – uno degli inferni buddhisti – fatta da uno sgherro.

Ancora il sincretismo, l’invocazione di demoni e poteri mistici in un unico calderone fantastico che Tex dovrà combattere e sconfiggere. Se le avventure di Tex contro Mefisto, o Yama, fossero film, immaginerei “I magnifici sette“di Sturges contro “The Skeleton Dance“. Un cartoon avventuroso, con quel pizzico di horrorifico tipico degli anni ’20. Un altro collegamento alla Disney, volendo.

La sceneggiatura di Boselli la cerca, questa atmosfera, sin dall’inizio, con quelle mani scheletriche che tracciano e raccontano la storia (la “mostrano”, in effetti), come fosse una storia della Cripta, come fosse Zio Tibia.
La storia è già irrazionale e fantastica fin dall’inizio, e lo sarà fino alla fine (dell’episodio).

E I DISEGNI COME SONO?

Lamentarsi dei disegni di Fabio Civitelli sarebbe stupido, ingiusto e giustificherebbe chiunque mi volesse dare del cieco.

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© 2016 Sergio Bonelli Editore

Il segno è netto, pulito, in contrasto con l’irrazionale che irrompe nel mondo.

I frequenti chiaroscuro risultano funzionali all’atmosfera della storia, e il disegno dettagliato (pennino? Non ne sono certo, ho poca conoscenza degli strumenti) ha un effetto straniante. Il percorso discendente di Yama coinvolge anche il lettore; come Blacky crolla per le visioni, crolla il lettore. Quando Yama si rialza, il lettore ne riconosce la minaccia.

È una sensazione strana, e non parlo per piaggeria, ma poche volte non riesco ad immaginare un tratto diverso per una qualche storia, e quest’albo è una di queste. Uno splendido caso di meravigliosi incontri, quello fra la sceneggiatura e il disegno.

CONCLUDENDO

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© 2016 Sergio Bonelli Editore

In effetti, rileggendo, ho forse detto poco sull’albo in sé. Stringendo e riassumendo: Mauro Boselli scrive per Yama un rientro in grande stile, in una storia che si preannuncia sicuramente interessante – l’albo è il primo della storia – e già pregusta il requisito principale per ogni storia Bonelli, e per Tex in particolare: L’AVVENTURA.

Fabio Civitelli rappresenta la storia in maniera splendida e ben più che adeguata, prendendosi ( o forse è merito della sceneggiatura? Poco importa) qualche libertà, assolutamente meritata, sulla tradizionale gabbia bonelliana. Il suo tratto trasmette la storia, e credo che, per quel che mi riguarda, quella del “risveglio di Yama” sia la sequenza regina della storia, praticamente perfetta.

Come concludere? Non seguo mensilmente Tex ma voglio sapere come finisce la storia, ed acquistare un lettore è sicuramente un ottimo risultato da ottenere con 110 pagine di storia.
I lettori abituali troveranno una classica storia “irrazionale” di Tex; chi inizia a leggerlo troverà sicuramente qualcosa di “diverso” dal classico Western che Tex, in genere, rappresenta.

In ogni caso entrambi potranno avere una esperienza interessante e intrattenimento di qualità.


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LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



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