Recensione: Tex #678 – Jethro!

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Mauro Boselli (testi), Corrado Mastantuono (disegni) e Claudio Villa (copertina)
Prima pubblicazione 7 aprile 2017
Prima edizione italiana 7 aprile 2017
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,20 euro

Bell’accoglienza, eh? I bianchi cercano di ammazzarci e i neri ci chiudono la porta in faccia! Davvero un bel paese!

Va detto subito: non è un albo normale.

Quando l’ho letto per la prima volta, ci sono rimasto secco. Giuro. Perché Mauro Boselli è riuscito a riversare in queste 112 pagine – primo episodio di una storia doppia che si concluderà a maggio – tutta la sua bravura, il suo estro narrativo ma, soprattutto, il suo talento più grande: riuscire ad intessere trame con trovate sempre inedite e innovative. Cosa che, converrete con me, dopo 677 numeri non è affatto facile (e infatti riesce solo a pochissimi).

SOGGETTO E SCENEGGIATURA

Ma veniamo a Jethro!: questo mese quali grandi innovazioni ci mette sul piatto Boselli? Uno: c’è la strategia narrativa del racconto nel racconto, strategia che non è sconosciuta alla saga texiana ma che viene declinata in questo numero in un (bellissimo) modo mai visto prima. Vi piacerà. Due: c’è la potenza di un setting – il Sud nel periodo post guerra civile – che con le sue tensioni, le sue assurdità e la sua cieca violenza è l’ambientazione perfetta per un personaggio raddrizza-torti come Tex. Ecco, se nella recente trilogia di Yama, Boselli era riuscito definitivamente a fare proprio lo storytelling di Gianluigi Bonelli, con questa avventura abbraccia tematiche e dinamiche narrative di alcune grandi storie scritte da Claudio Nizzi (La croce fiammeggiante, Territorio nemico, La sentinella, per citare le principali), il tutto però – è doveroso ripeterlo – innovando. Perché Jehtro! non è una storia ambientata nel Sud ma una storia sul Sud. Dentro ci troverete molti echi del Django Unchained di Tarantino (vedi la scena dei cappucci) e di 12 anni schiavo (la figura di Landon Stevens), pellicole che hanno avuto il merito di riproporre la questione razziale durante la presidenza Obama. Il tutto però miscelato e trasposto nelle modalità proprie della narrativa texiana.

Perché poi, appunto, c’è Jethro.

Su di lui Boselli doveva mantenere una promessa: raccontarci di una promessa. E qui bisogna dare una piccola spiegazione (se sei un fan accanito di Tex salta pure il pippone delle prossime quattro righe e passa direttamente al paragrafo successivo).

Inizio del pippone. Il giovane Tex ne Gli eroi del Texas (albo n. 499) aveva giurato a Jethro Stevens, uno dei galeotti che aveva partecipato all’epica difesa di Fort Quitman, di riaccompagnarlo a casa, nello stato del Mississippi, e aiutarlo a vendicarsi di coloro che gli avevano ucciso moglie e fratello. E, come sappiamo, Tex mantiene sempre la parola data. Fine del pippone.

Ecco, sfruttando un escamotage molto comune ma sempre apprezzato (vedi Corto Maltese ne Una ballata del mare salato), Boselli trasforma una comparsa in un personaggio di primo piano e infatti Jethro, in questa storia, non è più un semplice comprimario ma, come ben suggerisce il titolo, diventa il vero e proprio protagonista. Alt: sento già dei rumori in sala: e Tex?

Tex c’è ed è più in forma che mai anche perché grazie signor Boselli si trova al centro di un innovativo terzetto. Sì, stavolta, vedrete non quattro ma tre pards: Tex, Jethro e un personaggio che non possiamo svelare ma di cui apprezzerete il ritorno, garantito. I rapporti tra di loro funzionano come gli ingranaggi di un orologio e quando si chiude l’albo si prova come una sensazione di gaia pienezza, come dopo aver concluso un pranzo saporito: tutto torna e il microcosmo legato a Fort Quitman va ampliandosi, delineando un filone narrativo legato alla Guerra Civile speculare (se non superiore, azzardiamo noi) a quello imbastito da Bonelli padre nel classico Tra due bandiere. E, se ben ricordate,  anche lì, al centro di tutto, ci sono tre amici. Coincidenza?

Per essere proprio onesti (o pignoli) due appunti però possiamo farli: il primo è sul ritmo. Nella porzione centrale e finale la storia si impernia su due, lunghissime scene di agguato. Lì la lettura può forse incespicare. La seconda è una domanda che ci siamo posti: da quando ha assunto la curatela della testata, lo sceneggiatore ha voluto (o dovuto?) semplificare l’intreccio delle sue storie, rendendole più conformi alla tradizione e adatte al pubblico meno esigente? Quién sabe? Di certo se, come noi, siete grandi fan dello sceneggiatore milanese, dimenticatevi la complessità di grandi storie come I lupi rossi o La mano del morto perché Jethro! attesta forse la compiutezza di questo processo di semplificazione (attenzione, non banalizzazione): pochi personaggi rispetto alla (alta) media boselliana, una sola trama (non due che convergono a fine storia) e avversari che si palesano fin da subito.

DISEGNI

Sì, non è un albo normale. E il secondo motivo per il quale ci sono rimasto secco ha nome e cognome: Corrado Mastantuono. Mauro Boselli in un’intervista comparsa ieri sul sito Bonelli (la trovate qui) ha indicato nella storia Luna insanguinata il capolavoro di Mastantuono su Tex. Ebbene, mi permetto di dissentire: sì, Mastantuono da quando è approdato su Tex non ha sbagliato un colpo ma con questo albo ha deciso di partire per un altro pianeta. Sarà che Boselli gli complica la vita (o gli aumenta la gloria) servendogli a rullo compressore scene notturne o scene di pioggia che esaltano il dinamismo del suo tratto ma le pagine di Jethro! sono pura arte western.

Volete averne la conferma? Mettete a confronto lo scorcio della villa padronale degli Stevens  (pagina 80) e le vignette che mostrano la baracca dei Caldwell (pagg. 87-88): in un solo istante avrete davanti gli occhi le contraddizioni di un mondo appena uscito (almeno sulla carta) dall’incubo schiavile. Ah, e poi c’è la pagina 63 sulla quale non si può dire molto se non che è uno dei notturni più evocativi mai comparsi sulla collana di Tex.

Cosa dite? Ce n’è abbastanza per cavalcare verso il profondo Sud. Quanto a noi, ci si rilegge qui tra un mese per Gli incappucciati del Klan.


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C4 MATITE:

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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1 Risposta

  1. 21 aprile 2017

    […] doppia sceneggiata da Mauro Boselli e disegnata da Corrado Mastantuono. Mentre leggevamo l’albo (qui trovate la nostra recensione) abbiamo avuto l’ennesima conferma dello straordinario talento […]

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