Recensione: Tex #679 – Gli incappucciati del Klan

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Mauro Boselli (testi), Corrado Mastantuono (disegni) e Claudio Villa (copertina)
Prima pubblicazione 6 maggio 2017
Prima edizione italiana 6 maggio 2017
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,50 euro

Qui a Willingford mi sembra che gli odi e i pregiudizi godano di ottima salute, mister! 

Ci sono poi quegli albi che ti danno una mezza certezza: a prescindere dal fatto che possano piacere o non piacere, hai la sensazione che qualcosa, non sai nemmeno tu cosa, la lasceranno. E che fosse solo per un piccolo spunto, o una scena ben scritta o per una suggestione, resteranno. Dureranno.

MISSISSIPI BURNING

Ora, sarei disonesto se dicessi che Gli incappucciati del Klan è un capolavoro perché la storia, occorre annotarlo, subisce una leggera inflessione rispetto al primo capitolo, riconfermando una leggera goffaggine da parte dello sceneggiatore (il curatore della testata, Mauro Boselli) nel chiudere gli intrecci narrativi. Gli inizi sono perfetti, gli svolgimenti meravigliosi ma le chiuse difettano e a farne le spese è –spesso- l’epicità. Sarà che la pianificazione editoriale degli ultimi anni impone (per facilitare la realizzazione) delle storie in due episodi ma, molto spesso, le conclusioni sono affrettate.

Il risultato è quindi un numero godibilissimo con, però, alcuni personaggi che vengono sacrificati. È il caso di Doc” Beane, il satanico capo dei Klansmen: per metà Roy Bean, l’avvinazzato giudice che tutto poteva “ad ovest del Pecos” (già protagonista, tra l’altro, di un’altra storia di Tex), per metà il dottor Schultz del Django Unchained tarantiniano, non svela appieno il suo potenziale e nel momento catartico mostra una grossolana incoerenza di carattere. È il caso di Landon Stevens il padrone della piantagione, che alterna momenti di crudele lucidità ad attimi di nevrosi un po’ macchiettistici. Insomma, se lo scorso numero Jethro! (qui la nostra recensione) aveva disposto sul palcoscenico molti attori interessanti questa seconda parte non porta a compimento quello scavo psicologico che ci saremmo aspettati. E qui si chiudono le note negative.

Perché, sia chiaro, Gli incappucciati del Klan non vi lascerà assolutamente delusi. Ha un grandissimo pregio: si legge tutto d’un fiato. Ha una buona prima parte, una lunga scena centrale (richiamo, anche questa, al Django di Tarantino) che vale l’albo, una chiusa sì frettolosa ma due pagine finali che gli appassionati di lunga data non potranno non apprezzare. Chi ha letto l’albo di aprile ricorderà poi che lo sceneggiatore deve chiudere non una ma ben due storie: ebbene, la conclusione della vicenda di cornice (una innovazione molto efficace, già lo dicevamo) credo sia il pezzo forte di queste pagine. Ben dosato, ben scritto, di una epicità notevole.

I DISEGNI

Corrado Mastantuono (che abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare riguardo questo suo ultimo lavoro, qui le sue risposte) conferma con questo atto conclusivo il suo straordinario talento. Se il mese scorso a colpirci era stata la sua capacità di rendere con precisione i dettagli e le atmosfere variegatissime degli interni (le povere baracche degli schiavi di colore e la fastosa villa della piantagione di Forestville) qui il suo tratto diventa ancora più dinamico, al servizio dell’azione e dell’adrenalina.
Ma, fatto straordinario: nonostante l’alto numero di comparse e la velocità dell’azione nulla perde di intensità o nitore. Magico.

Un consiglio: dopo averlo letto, tenete Gli incappucciati del Klan sul comodino, ci sono tre pagine-capolavoro con le quali potrete fare il pieno di bellezza ogni volta che vorrete. A pagina 58 il disegnatore è riuscito a cogliere quell’attimo (infinitesimale, perché Tex è un asso) che passa tra quando la pistola viene estratta dalla fondina a quando la pallottola parte. Sulla seconda (pagina 63) non diciamo nulla se non che pare scritta da Gianluigi Bonelli e questo basta. La pagina 72, infine, è molto particolare perché connotata da una profonda violenza, un elemento che contribuisce a dare credibilità (e storicità) al plot.

LA COPERTINA

Claudio Villa, come dicevamo nelle recensioni dei mesi scorsi, sta operando una profonda trasformazione delle covers, realizzandole sempre più spesso composite, con due piani che si incrociano e svaporano l’uno nell’altro. Anche questo mese avviene così: il superbo ritratto di Tex si interseca alla cavalcata degli inquietanti membri del Klu Klux Klan vestiti con cappucci, maschere e tonache purpuree. L’effetto, converrete con noi, è davvero splendido.

Infine due notizie che troverete nella consueta posta della Casa Editrice. Quella cattiva è che, da questo mese, Tex costerà, causa fisiologico innalzamento dei materiali, 3,50 euro. Ma quella buona è che “per rendere ancora più divertente l’estate, il prossimo numero conterrà una sorpresa speciale”. Di cosa si tratterà? Con molta probabilità di un gadget, atteso da anni dagli appassionati. Un mezzo per indorare la pillola dell’inflazione? Forse, (come si sa, “basta un poco di zucchero”…) ma rimane comunque una bella idea che aspettiamo con molta curiosità!

E in attesa dunque dell’estate, ci rileggiamo qui il prossimo mese recensendo in anteprima La pista dei Forrester il primo numero della storia messicana (scritta da Pasquale Ruju e disegnata da Lucio Filippucci) che avrà come protagonisti –eccezionalmente insieme- Willer senior e junior.


Tex. Frontera!
Tex. L’eroe e la leggenda
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Tex L’Eroe del West Arizona Sand Edition Collector Pack



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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