Recensione: Tex #680 – La pista dei Forrester

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Pasquale Ruju (testi), Lucio Filippucci (disegni) e Claudio Villa (copertina)
Prima pubblicazione 7 giugno 2017
Prima edizione italiana 7 giugno 2017
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,50 euro

Li troveremo, a costo di ribaltare ogni sasso e bruciare ogni cosa che incontreremo sulla nostra strada! 

Tipico albo da ombrellone ma per lettori attenti.

Chiariamo subito: La pista dei Forrester non è un un numero eccezionale, non ambisce ad essere una storia cardine nella saga del Ranger e non presenta neppure grandi elementi di innovazione ma è la conferma della capacità di Pasquale Ruju di saper (ben) ragionare sul personaggio.

Per spiegare l’agire dello sceneggiatore sardo ci può venire in aiuto la superba copertina di Claudio Villa che mostra Tex e il figlio Kit che scendono un pendio verso la cittadina texana di Tabla Sagrada. Ecco, il taglio che Villa ha dato alla cover -leggermente sghembo perché il cavallo sta affrontando la discesa- è simile allo sguardo con il quale Ruju ha scelto di approcciarsi al Ranger di casa Bonelli. Niente rivoluzioni, nessun cambiamento radicale, solo una nuova prospettiva: storie semplici (ma mai banali) imperniate su ottime idee che si inseriscono in modo coerente nella mitologia del personaggio. Da quando è approdato alla testata infatti Ruju ha scritto avventure con soggetti davvero molto interessanti e con stratagemmi narrativi inediti. Il punto debole (che, immaginiamo, si risolva solamente con gli anni e una maggiore esperienza di scrittura su Tex) è che gli intrecci si risolvono in modo molto (troppo, per chi scrive) classico.

SOGGETTO E SCENEGGIATURA

La trama in pillole: ci sono tre fratelli, Jerome, Noah e Timothy Forrester con l’hobby di rapinare banche. Essendo texani, per evitare di finire con una corda al collo, i tre progettano e portano a termine i loro colpi oltreconfine, in Messico. Ma un giorno fanno due errori: il primo è di chiedere aiuto a El General -un ricco desperado– per rapinare il Banco di Veracruz (velato omaggio alla banca di Mesa Verde in Giù la testa?), il secondo è di freddare uno sceriffo, vecchio amico di Tex…

Chi legge le avventure del Ranger da tempo avrà già capito che non ci sono molti elementi di novità in gioco. Le storie con giovani e impulsivi banditi e opulenti e sanguinari desperados non si contano più, però… c’è un però. In tutte le 114 pagine de La pista dei Forrester si sente la sottile e costante volontà dello sceneggiatore di evitare la riproposizione di scene già viste e situazioni già scandagliate. Onore al merito.

I testi, rispetto agli albi scritti da Mauro Boselli, sono molto meno verbosi e più gianluigibonelliani (neologismo che il lettore ci scuserà) con moltissime frasi ad effetto nelle chiuse. La lettura è scorrevole e l’albo finisce quasi senza accorgersene, complice anche un ritmo e un’architettura globale delle scene davvero ben ponderata.

Tre note negative vanno però segnalate. La prima: l’intreccio, come si diceva, si scioglie troppo presto ed è troppo prevedibile. Infatti, per allungare il brodo e inserire un po’ di suspence, la storia va costruendosi attraverso l’alternanza di scene in cui è presente Tex e figlio e il racconto in flashback di Jerome, il maggiore dei Forrester. Peccato che tutte le domande principali trovino già risposta in questa prima parte e il secondo capitolo si profili quasi come accessorio.

La seconda pecca ha un nome: Kit Willer. E qui facciamo una petizione. Agli scrittori di Tex chiediamo cortesemente di non rappresentare più il giovane Kit come perenne, imperfetta copia del padre, il ragazzotto dalla mira imprecisa e i pugni leggeri. Significa di fatto appiattirlo e limitare notevolmente le possibilità narrative che il personaggio ha insite in sé. Sì, perché Piccolo Falco non è un’Aquila ma, come ha ben dimostrato il Tex Magazine 2017, è davvero una miniera d’oro, spesso mal sfruttata. E ultima cosa: basta inserire sempre una bella ragazza con la quale il giovane Willer stringerà un rapporto di ambigua amicizia, è un cliché  di cui si è già abusato a sufficienza, occorre davvero introdurre qualche novità. Fine della petizione.

DISEGNI 

Dalle paludi della Florida, ai monti innevati del Colorado fino alle sierras desertiche del Texas: Lucio Filippucci dopo il Texone #22 e gli albi #631-632 si conferma qui un’eccellente e versatile disegnatore. Le sue vignette pulitissime, l’esaltazione dei bianchi e degli spazi vuoti all’interno delle vignette avvicinano il suo tratto a quello di Giovanni Ticci. Ma sarebbe erroneo parlare di una ripresa pedissequa perché Filippucci ha modalità di disegno peculiari e personalissime: complice infatti anche la lunga militanza sul personaggio di Martin Mystère (vedi alla voce: visi), il disegnatore di Bologna si presenta attualmente come uno degli interpreti più originali del Ranger.

Volete qualche prova? Avete ragione, basta parlare in astratto: vi segnaliamo due dettagli grafici da non perdere durante la lettura che vi confermeranno il grande talento di Filippucci.

Il primo è l’espressività della madre dei tre fratelli banditi. Nonostante tutte le genitrici di fuorilegge nella saga di Tex gestiscano un ranch, indossino un vestito scuro e siano in sovrappeso, il personaggio forse più riuscito di tutta la storia (anticipato, a livello simbolico, dalla femmina di puma incontrata da Tex e Kit nelle prime pagine) è proprio Ma’ Forrester. Una donna con uno straordinario sangue freddo che fuma. Osservatela a pag. 41. Merita.

Il secondo dettaglio sono le vignette di grande formato: nell’albo ne trovate quattro (a pagg. 5, 27, 42 e 46) e sono tutte dei capolavori. Una in particolare ci ha colpito: presenta El General che attraversa il Rio Grande insieme ai suoi trenta scagnozzi ed ha l’impostazione di un vero e proprio dipinto di genere. Non ci credete? Andate a controllare.

Ah, quasi dimenticavo: avete inaugurato l’estate con una partita a poker con le carte di Tex, vero? Per Giosafatte ballerino, non sono bellissime? Ebbene, fate il vostro gioco e buon inizio di vacanze, noialtri ci rileggiamo qui tra un mese per il secondo e ultimo capitolo della storia: Tabla Sagrada.


Tex. Frontera!
Tex. L’eroe e la leggenda
Tex. Patagonia
Tex
Tex L’Eroe del West Arizona Sand Edition Collector Pack



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

Potrebbero interessarti anche...

1 Risposta

  1. 16 giugno 2017

    […] doppia sceneggiata da Pasquale Ruju e disegnata da Lucio Filippucci. Mentre leggevamo l’albo (qui trovate la nostra recensione) siamo rimasti incantati dal tratto del maestro Filippucci e ci è […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.