Recensione: Tex #681 – Tabla Sagrada

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Pasquale Ruju (testi), Lucio Filippucci (disegni) e Claudio Villa (copertina)
Prima pubblicazione 6 luglio 2017
Prima edizione italiana 6 luglio 2017
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,50 euro

Li accoglieremo come meritano! 

Sarò rapido. Ho iniziato Tabla Sagrada molto entusiasta –la cover di Claudio Villa con i Willer in stato di assedio prometteva fuoco e fiamme-, ho divorato la prima metà, poi non so cosa sia successo ma mi sono arenato un po’ e la fine è arrivata con troppa fretta e molto sollievo. Non saprei dire bene il perché così intanto che ci penso (e dato che i fratelli Forrester sono proprio tre), ecco a voi tre pro e tre contro di questo numero.

CONTRO

Uno: la copertina. Come succede ultimamente con gli albi non troppo succulenti, la cover indulge in una vistosa spettacolarità e presenta una scena non presente all’interno dell’albo. Mezzo sottile per irretire l’occhio e persuadere il cliente incerto? Può darsi, ma se di mezzo ci sono i pennelli di Villa non si può dire nulla. Tacciamo e ammiriamo in religioso silenzio.

Due: la trama. L’intreccio era già stato interamente sciolto ne La pista dei Forrester, rimaneva da scoprire un unico dettaglio (la motivazione per cui il crudele El General ce l’aveva a morte con i tre banditi) ma –sciagura- la cosa viene spiegata dopo pochissime pagine e addio suspence.

Tre: il ritmo non è uniforme e il finale affrettato. Alcune parti dell’albo si leggono (troppo) velocemente mentre altre mostrano di avere come solo obiettivo quello di rallentare l’azione per poter inserire gli elementi che devono essere per forza presenti in ogni numero (scazzottata/rissa). A fare le spese di questi alti e bassi è, oltre alla pazienza del lettore, la qualità dei personaggi che vengono sì presentati in modo intrigante ma poi non raggiungono una piena e approfondita caratterizzazione. È il caso di Ma’ Forrester che, come avevamo notato il mese scorso, aveva in sé qualche interessante germe di novità ma che, in questo secondo capitolo, diventa una semplice comparsa. Ci sorge così spontanea una domanda: non sarebbe ora di rivedere il rigido format in due albi e tornare al periodo precedente al numero 500 quando le storie duravano più di due mesi e presentavano un respiro narrativo più vario e ampio? Guardandosi indietro infatti molte avventure uscite negli ultimi anni hanno sofferto di uno sviluppo eccessivamente rapido ed è un serio peccato che una buona idea perda di smalto a causa di direttive editoriali.

PRO

Uno: il titolo e il nome della cittadina. Bello, breve, immediato. Da film di Peckinpah.

Due: un paio di sezioni davvero ben scritte. La prima è una lunga scena che vede protagonisti Kit e Lizzy (pagg. 70-96): Pasquale Ruju è abilissimo a gestire sulla scena i due ragazzi, decisi ad impadronirsi a tutti costi della gatling dei messicani, lasciando finalmente un largo margine di azione al giovane Willer. La seconda è l’incontro-scontro tra la stessa Lizzy e il sanguinario fratello Timothy (pagg. 29-33). Sono quattro tavole che raccontano (con tinte molto intimiste, rare sulle pagine di Tex) di violenza sopita e tenerezza fraterna. Una conferma della grande capacità dello sceneggiatore-romanziere sardo di cogliere i lati più oscuri della psicologia umana.

Infine una nota sull’aspetto grafico. C’è poco da aggiungere a quanto detto nella recensione di giugno ma abbiamo avuto la seria impressione che Lucio Filippucci abbia risparmiato le forze nella prima tranche per realizzare senza il fiatone queste pagine e poter alzare ulteriormente l’asticella. Il suo tratto acquista infatti maggiore plasticità e dona alle scene rappresentate un dinamismo eccezionale. Soffermatevi sulle pagine 14 e 59 e 104, valgono da sole il prezzo.

VERSO AGOSTO…

Tirando le fila, rimane qualche delusione (mitigata, forse, dal seme di picche che completa il mazzo giallo) perchè Tex vince ma non convince pienamente: ci sembra (e ci auguriamo) che questo dittico sia stato per Pasquale Ruju una sorta di divertissement, un modo di farsi le ossa e impratichirsi nella scrittura del personaggio in vista di storie più articolate e ponderate (vedi alla voce: Proteus).

Ma niente paura: dopo un giugno e un luglio un po’ sotto tono l’estate terminerà in bellezza. Il prossimo mese quei due satanassi di Mauro Boselli e Alessandro Piccinelli hanno orchestrato il ritorno di un personaggio leggendario della saga texiana: Lupe Velasco. Ci rileggiamo quindi tra poco, pards, nel frattempo trovatevi un bel riparo dove andare in vacanza perché volerà molto piombo, ne siamo certi!


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C4 MATITE:

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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