Recensione: Tex gigante #31- Capitan Jack

Tex gigante #31

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Tito Faraci (soggetto e sceneggiatura) ed Enrique Breccia (disegni e copertina)
Prima pubblicazione Giugno 2016
Prima edizione italiana Giugno 2016
Formato 21 x 29,5 cm
Numero pagine 240
Prezzo 6,50 euro

-Hai forse pietà per quei cani?
– Non è pietà la mia…
-da Tex – Capitan Jack

POESIA SU CARTA

tav1Sono passati circa 4 anni da quando Enrique Breccia prese in consegna dalle mani di Sergio Bonelli, purtroppo vicino alla morte, il “Texone” Capitan Jack. Breccia in diverse interviste ha affermato che nessun personaggio del mondo fumettistico, per quanto gigante, l’ha mai messo in soggezione quanto il ranger in camicia gialla. La storia del Tex di Breccia è dunque fatta di amore, gratitudine e rispetto nei confronti di un personaggio rischiosissimo da maneggiare.
Capisco tutti coloro che si sono lamentati del tratto dell’argentino, davvero, eppure penso che quello che tengo tra le mani sia il miglior numero di Tex uscito negli ultimi anni, è il caso di dirlo, un vero e proprio capolavoro. Ogni pagina trasuda poesia, come suggerito dallo sceneggiatore Tito Faraci: provate ad aprire a caso una qualsiasi pagina di quest’albo e vi troverete davanti ad un’opera d’arte. La sceneggiatura stessa è stata scritta in modo da lasciare al disegnatore quanta più libertà di esprimere la propria magia, e caspita se c’è riuscito!
Una delle principale accuse mosse dai  fan più conservatori è stato il modo di figurare Tex e Carson alcuni hanno affermato che somigliava troppo al terribile Mefisto. Vere o meno queste affermazioni poco scalfiscono un’opera pressoché perfetta. Breccia ha preso l’anima di ciò che Tex rappresenta e ne ha dato una propria lettura, fedele e rispettosa di Tex e della sua decennale tradizione.

UNA STORIA STRUGGENTEtav2

Per quanto riguarda la trama: nonostante la sceneggiatura sia stata scritta da un Tito Faraci in grandissimo spolvero, conscio dell’immensa opportunità di lavorare con un autore di tale caratura, l’ossatura della trama venne dettata a Faraci da Sergio Bonelli in persona. L’impronta di Bonelli è ben visibile nella vena di malinconia che pervade tutto l’albo, dalla prima pagina fino allo struggente finale.
Anticipare qualcosa sulla trama sarebbe davvero un crimine contro i lettori.
Sappiate che quanto leggere è un fatto realmente accaduto e che troverete una tribù di indiani combattiva e resistente quanto il villaggio dei galli di Asterix. Ciò che rende davvero speciale questa storia è l’onestà con cui al lettore non vengono presentate verità assolute e in cui persino Tex capisce che dalla guerra tutti escono sconfitti.
A livello grafico questo fumetto è da ammirare a bocca aperta: l’espressività dei personaggi, i soli spezzati e le foglie volanti tra una tavola e l’altra sono semplicemente da pelle d’oca.

UN FURTO

tav 3Capitan Jack trasuda talmente tanto amore nei confronti di Tex,  della sua tradizione e una cura per il dettaglio da rendere i 6,50 euro per acquistarlo un vero e proprio furto. Naturalmente un furto da parte vostra: avere un oggetto talmente bello tra le mani ad un prezzo così ridotto vi renderà talmente felici da sentirvi quasi in colpa.
Un piccolo suggerimento e una speranza per la Sergio Bonelli Editore: è lodevole che questo albo sia uscito ad un prezzo ridotto in formato “economico“, tuttavia quest’opera merita un cartonato con materiali preparatori, extra e quant’altro, come venne fatto per Patagonia di Pasquale Frisenda. Incrocio le dita e aspetto fiducioso. Consiglio quest’albo a tutti, anche ai non lettori di Tex, saprà emozionarvi e raccontarvi un personaggio sublimato a idea di giustizia.


Tex. L’eroe, la leggenda. Ediz. numerata
Tex L’Eroe del West Arizona Sand Edition Collector Pack
Tex
Tex. Patagonia
Il segreto degli Anasazi. Tex




LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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