Recensione: The Fiction

The Fiction cover

Editore Tunué
Autori Curt Pires (sceneggiatura), David Rubin (disegni) e Michael Garland (colori)
Prima pubblicazione Giugno 2015
Prima edizione italiana Agosto 2016
Formato 17 x 24 cm, cartonato
Numero pagine 96 a colori
Prezzo 16,90 euro

The crystals called to them. Forgotten waveforms. Lost consciousness. And when they listened, when they paid close enough attention, they could hear what they were singing – the harmonic homilies of some forgotten truth.
– da The Fiction

L’acclamato disegnatore di Beowulf ritorna con una miniserie dallo stampo metafumettistico. Un viaggio onirico da assaporare con calma, guidato da Curt Pires (già noto per il graphic novel Mayday e la imminente serie dei Tomorrows) e alterato dai colori di Michael Garland.

IL LIBRO DELLA TRASCENDENZA

Tre ragazzi e una giovine donzella compongono il classico gruppo di amici dell’estate. Il pretesto narrativo è un classico: c’è poco da fare, i grandi bevono e litigano parlando di politica, non resta che cercare nelle rovine storiche che compongono il solaio. Vecchio forziere, libro impolverato, lo sapevamo dai.
I ragazzi scoprono che leggendolo possono entrare, in una forma apparentemente fisica, negli ambienti delle loro letture, perdendosi nella bellezza dei paesaggi e dei concetti astratti. Nei loro viaggi un membro del gruppo si smarrisce negli anfratti della nuova dimensione. Il resto della combriccola torna alla realtà e scopre che il compagno è scomparso.
Addii, adolescenza, maturità e lavoro: gli anni sono passati e i nostri protagonisti hanno cercato di dimenticare la storia, senza però riuscirci.
Dopo anni l’evento scatenante: uno dei tre scompare e sul luogo viene trovato uno di quei libri.

Fin dalle prime pagine notiamo come Pires infarcisca la trama di particolari dal mondo dello spiritualismo e lo sciamanesimo tramite elementari simbolismi. Il riturale compiuto dai ragazzi, una sessione di meditazione condivisa, li porta a vivere esperienze trascendentali al limite dell’allucinatorio. L’intero viaggio onirico iniziale, infatti, pare riportare con delicatezza un’esperienza allucinogena.
Eppure l’autore non si dimostra un vero mago, a differenza dei suoi ispiratori. L’intero volume è pervaso da citazioni ad autori come Alan Moore Neil Gaiman, che, però, risultano spesso forzate
Questa conoscenza basilare del mondo magico/spirituale è facilmente individuabile per un lettore iniziato, o che abbia un minimo interesse per questo affascinante universo cognitivo, che non tarderà ad individuare inesattezze e poca cura del simbolismo.
Ad ogni modo poco importa, la narrazione non viene danneggiata e i disegni, insieme agli incredibili colori, mantengono alto il livello di onirismo necessario.

IL LIBRO DELLA REALTÀ

L’autore compone un puzzle metafumettistico decisamente nascosto alla prima lettura, che raggiunge il suo picco nel finale dove il lettore viene letteralmente lasciato fuori dalla narrazione. Chi è l’entità dorata se non il lettore stesso che raggiunge il finale della storia, vero obiettivo del narratore, ed è quindi completamente aperto agli input dell’artista?
Il gioco punta in molteplici direzioni, permettendo ad ogni lettore di creare il proprio finale, personale e mai sbagliato.

Gli autori confezionano un buon fumetto, una miniserie interessante che regalerà diversi spunti di riflessione e un’oretta piacevole grazie a una narrazione ritmata e un comparto grafico eccezionale.
Un problema, però, mina la lettura rendendola fastidiosa e sgradevole: la traduzione.

Difficilmente mi sono trovato davanti a una traduzione di qualità così bassa che ha reso l’esperienza di lettura terrificante. Grazie al cielo ho potuto constatare, con preview online, la qualità degli scritti di Pires, che non manca di raccontare con eleganza e puntualità. Per chi ha dimestichezza con l’inglese si legga la citazione ad inizio recensione, una vera chicca.

In conclusione: The Fiction è un bel fumetto, narrativa americana funzionale e gradevole, corredata da ottimi disegni e colori. Se cercate un’avventura piena di colpi di scena e una sceneggiatura solida, l’edizione italiana non vi deluderà. In caso contrario evitatela, la pessima traduzione non farà che confondervi le idee, e recuperatelo in lingua originale.


The fiction
Beowulf
Dove nessuno può arrivare
L’eroe: 1
L’eroe: 2




LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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