Recensione: The Fuse vol. #1 – Il turno russo

The Fuse #1 banner

Editore SaldaPress
Autori Anthony Johnston e Justin Greenwood
Prima pubblicazione Agosto 2014
Prima edizione italiana Luglio 2016
Formato Brossura
Numero pagine 160
Prezzo 14,90 euro

Marlene!
– The Fuse vol. #1

The Fuse #1 coverIl Fuse: la più grande stazione orbitante intorno alla Terra, una sua costola spaziale, una colonia specchio della nostra società quaggiù. Siamo nel futuro, ma questo non si rivela essere molto differente dall’oggi: lotte razziali, comunità divise fra ricchezza e povertà, tradimenti e omicidi. Ralph “Marlene” Dietrich, tedesco di origini mediorientali e Klementina detta Klem, russa americana, si troveranno coinvolti in un caso minore ma dai risvolti imprevedibili, capaci di arrivare fino ai gangli del potere.

UN POLIZIESCO SENZA PRETESE

La storia scritta da Anthony Johnston e disegnata da Justin Greenwood, in Italia per saldaPress, si propone come un leggero giallo estivo, ottimo per stare sotto l’ombrellone in pieno relax, ma senza pretendere nulla di più di questo. Tutta la trama infatti, via via più complessa, si basa su cliché narrativi consolidati del genere, dalla coppia di poliziotti all’inizio mal assortita, dai caratteri diversi e contrastanti, ai personaggi che non f5wla6q5y0mngs1xvlsrsono affatto ciò che sembrano, fino ad arrivare a situazioni da thriller facilmente intuibili da chi abbia una piccola conoscenza nell’ambito. Neppure l’ambientazione spaziale altera questo schema consolidato: l’elemento della chiusura della base orbitante si percepisce appena; potremmo essere sulla Terra e non si noterebbe alcuna differenza da qualsiasi altra città distopica/futuristica à la Blade Runner. Il mondo sotterraneo dei vagabondi, che tanta parte ha ai fini della storia, non ci viene mostrato a sufficienza, ma tutto resta sui generis, senza entrare nei dettagli.

The-Fuse-pageUN MONDO TROPPO CONOSCIUTO

La realizzazione grafica, dal canto suo, non è particolarmente esaltante: il tratto è semplice, senza pretesa alcuna, minimale in certi punti. I particolari fisiognomici sono solo accennati, fatto che spesso riduce i volti ad una serie di tratti e costruzioni in controluce davvero riduttive; inoltre il disegnatore non dona eccessivi dettagli sullo sfondo, lasciandolo distante nelle vignette, concentrate piuttosto sui characters principali. I colori per contro si adattano bene alla scenografia, un mondo meccanico-industriale che ruota sopra il nostro pianeta, fatto di angoli bui ma tuttavia molto simile alla realtà che conosciamo. Suona assurdo però che nello spazio l’uomo costruisca villette a schiera in stile quartiere Desperate Housewifes e, come già detto in precedenza, la fantasia degli autori poteva spingersi anche un po’ più in là, osando in direzione tecnologica: nulla di questo accade e quindi il titolo perde una della sue peculiarità, uno dei suoi possibili punti di forza. In definitiva The Fuse è un titolo molto leggero: avvicinatevi con questa consapevolezza.


The fuse: 1
Scorrerà il sangue. Nailbiter: 1
Ritorno a casa. Birthright: 1
Sheltered: 1
Un’oscurità lo circonda. Outcast. Il reietto: 1




LA NOSTRA PAGELLA: 6/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.